Ultima settimana per visitare la mostra Tesori dei Faraoni allestita alle Scuderie del Quirinale di Roma: chiuderà infatti i battenti domenica 14 giugno. Dire che squaderna sotto gli occhi degli spettatori veri e propri gioielli è riduttivo e non rende l’idea della qualità del materiale selezionato dal curatore, l’egittologo Tarek El Awady (mentre il catalogo, pubblicato da Allemandi Editore, ha la curatela di Zahi Hawass).
L’esposizione, dall’organizzazione davvero faraonica, è prodotta da ALES – Arte Lavoro e Servizi del Ministero della Cultura con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt. Centrotrenta i pezzi disposti nelle sale sui due piani del percorso che si articola in sezioni tematiche, non particolarmente brillanti per originalità:
- Egitto, terra dell’oro
- La vita dopo la morte
- Un re e il suo popolo
- La vita quotidiana
- La Città d’Oro
- La religione
- Il concetto di regalità
- La mensa isiaca: l’antico Egitto tra storia e immaginario

Se il taglio è molto classico, la scelta si può spiegare con (almeno) due considerazioni: la proposta di un piano non troppo elaborato che possa comunicare a tutti i tipi di pubblico e la consapevolezza che protagonisti assoluti sono i pezzi.
Sono loro che “parlano”. E stupiscono con la loro bellezza, già in apertura di percorso, con i gioielli della regina Ahhotep II e il bracciale del re Ahmose I, in oro e lapislazzuli, provenienti dalla tomba della suddetta regina a Dra Abu el-Naga, sulla riva occidentale del Nilo, nei pressi di Luxor. Tra le teche più fotografate c’è quella che custodisce il coperchio del suo sarcofago. L’occhio non si faccia ingannare: a ricoprire il legno è stucco dorato, non oro!
In calcite – ovvero alabastro egizio – è invece il vaso con i cartigli di Amenhotep III e della regina Tiye, i genitori del faraone “eretico” Akhenaton; in calcare quelli – finti – che compongono il set di Yuya, nonno materno di Amenhotep IV alias Akhenaton. Ecco il suo sarcofago antropoide esterno, anch’esso in legno rivestito di stucco dorato, ma con intarsi in vetro e ossidiana. Uno dei pannelli di sala, ben fatti, racconta la scoperta della tomba dei regali genitori della Grande sposa di Amenhotep III.
Il 5 febbraio 1905 il mondo assistette a una delle più importanti scoperte archeologiche mai avvenute in Egitto: quella della tomba e dei tesori di Yuya e Tuya (KV 46) nella Valle dei Re a Luxor. Si trattava della prima sepoltura non reale rinvenuta quasi intatta nella necropoli destinata ai faraoni del Nuovo Regno, portata alla luce dall’egittologo britannico James Quibell, che dirigeva lo scavo per conto di Theodore Davis“.

Quanto rinvenuto della tomba di Psusennes I, sovrano della XXI dinastia, a Tanis, nell’area del Delta (in particolare il bracciale del faraone), mi ha richiamato alla mente l’altrettanto sontuosa mostra allestita al Grimaldi Forum nel Principato di Monaco nel 2018: L’oro dei faraoni.
Alla dinastia successiva, sempre nel cosiddetto Terzo periodo intermedio che abbraccia le dinastie XXI – XXV (tra il 1069 e il 664 a.C., quando gli assiri di Assurbanipal abbattono il dominio kushita sul Paese) risale invece il pendente col volto della dea Hathor in lapislazzuli e oro, dalla tomba del principe Sheshonq, figlio di Osorkon II, a Saqqara.

Non solo gioielli in senso stretto, sia chiaro. Ci sono anche papiri; stele (come quella funeraria di Njt-Ptah, datata al Medio Regno); statue (una delle più significative mostra il sindaco Sennefer con la moglie Senetnay seduta al suo fianco e la figlia Mutnefret, rappresentata in miniatura tra le loro gambe); “teste di riserva”: «annoverate tra i reperti più affascinanti della IV dinastia […] costituiscono al tempo stesso uno dei grandi misteri dell’Antico Egitto», leggiamo su un pannello.
Una talatat dalla tomba di Ay a Tell e-Amarna che mostra il funzionario con la moglie Tiye mentre ricevono ricompense in oro da Akhenaton e Nefertiti. E ancora: specchi in bronzo; la sedia della principessa Sitamon, dalla già citata tomba KV 46, fino ad arrivare alla Mensa Isiaca, prestata dal Museo Egizio di Torino.
Di sicuro, però, sono tanti i visitatori che – come il sottoscritto – ripetono il percorso espositivo per ammirare una seconda volta il grande collare di Psusennes I e altri capolavori di oreficeria dell’Egitto, terra dell’oro.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Sarcofago antropoide esterno di Tuya
XVIII dinastia, Nuovo Regno, regno di Amenhotep III
Legno rivestito di stucco dorato
Luxor, Valle dei Re, Tomba di Yuya and Tuya
Il Cairo, Museo Egizio
Photo credit: Fotografia di Massimo Listri - Akhenaton e la famiglia in adorazione del Dio Aten
XVIII dinastia, Nuovo Regno
Pietra calcarea dipinta
Tomba reale, Tell el-Amarna
Il Cairo, Museo Egizio
Photo credit: Fotografia di Massimo Listri - Pendente col volto di Hathor
XXII dinastia, Terzo Periodo Intermedio
Lapislazzuli, oro
Tomba del principe Sheshonq, figlio di Osorkon II, Saqqara
Il Cairo, Museo Egizio
Photo credit: Fotografia di Massimo Listri
Tesori dei Faraoni
Informazioni sulla mostraDove
Scuderie del QuirinaleVia XXIV Maggio 16, Roma
Quando
Dal 24 ottobre 2025 al 14 giugno 2026Orari e prezzi
Orari: tutti i giorni 10.00 – 20.00Ultimo ingresso 19.00
Biglietti: intero 18 €; ridotti 16/12/5 €