• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Biblioteca » “Sporca faccenda, mezzala Morettini” di Ferrari & Magliani

22 Luglio 2026

“Sporca faccenda, mezzala Morettini” di Ferrari & Magliani

Ho letto con colpevole ritardo il libro scritto a quattro mani da Marco Ferrari e Marino Magliani con l’intento di glorificare il gioco del calcio, cogliendone la poesia che si annida tra sudore, polvere e speranze nei campi di periferia o in cittadine di provincia: Sporca faccenda, mezzala Morettini, pubblicato da Edizioni di Atlantide.

Il gioco del calcio, sport popolare per eccellenza, è l’unico che unisce in un comune sentimento di entusiasmo e partecipazione tutte le fasce sociali. Non è un caso che abbia catturato spesso l’attenzione di scrittori e artisti a cominciare da Giacomo Leopardi con la sua canzone A un vincitore nel pallone per continuare con Le cinque poesie per il gioco del calcio di Umberto Saba, Splendori e miserie del gioco del calcio di Eduardo Galeano, Triste, solitario y final di Osvaldo Soriano e per finire con Pasolini per il quale il calcio non solo è un linguaggio, di cui i passaggi e i dribbling sono parole in movimento, ma è anche “l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo”.

Il calcio, però, come dice J. P. Sartre, è anche una metafora della vita e il libro di Ferrari e Magliani parla di calcio e di vita, di vita tirata con i denti tra stenti, rinunce e cocenti delusioni.

Ambientato agli inizi degli anni Sessanta in Argentina, dove il calcio come in tutti i paesi dell’America del Sud è utopia, riscatto e lotta contro il conformismo e il potere, il romanzo in questione è incentrato sulla figura “di un venditore di piedi”. “Un uomo irrisolto nelle svolte esistenziali” e “assuefatto alla sconfitta” che, a bordo di una Chevrolet vecchia e malandata, percorre in lungo e in largo la Pampa in cerca di talenti da poter sistemare in Italia, terra dei suoi antenati, costretti a espatriare non solo per ragioni economiche ma anche per motivi politici, essendo tutti anarchici impenitenti, “figli di pensieri ribelli”. Il padre del protagonista, Melio Menconi avrebbe voluto fondare una “città serena”:

Una città di gente elegante, fiocco e mantella, donne indie e poeti spagnoli, viaggiatori occasionali ed esploratori, là dove non si muore mai, dove il lavoro è piacere e non fatica, dove si mettono alla gogna gli sfruttatori, dove si culla l’Idea e si coltiva la libertà, dove le decisioni si prendono tutti insieme, centro abitato senza più miseria né delitti, città ineffabile, immersa nella nebbia del tempo, distesa nella pianura infinita, sospesa tra le nuvole, circondata dalle montagne e dalla terraferma, chimera errante che sposta le sue torri nella pampas, città che si sogna nell’immensità del vento”.

Non mancano riferimenti alla movimentata storia degli anni 1894 e 1921, agli attentati in Italia a Francesco Crispi e alle bombe nel teatro Diana di Milano che determinarono azioni repressive da parte del governo e una serie di leggi antianarchiche che indussero alla fuga non pochi anarchici. Anche Diego Álvaro Menconi, il protagonista del romanzo è, come molti personaggi di Magliani, un uomo in fuga dal suo paese, dalla sua donna, da sé stesso, potremmo dire un disertore, ricordando il bellissimo romanzo di Magliani, Il cannocchiale del tenente Dumont.

Dopo essere stato ingannato dal presidente di una squadra di calcio che non mantiene fede all’impegno assunto e finisce col mettersi d’accordo con un altro procuratore, Diego Menconi con l’aiuto di un giornalista suo amico organizza un piano che gli consenta di contrabbandare come il trio delle meraviglie, “i nuovi angeli dalla faccia sporca”, tre giocatori modesti e per giunta a fine carriera.

La truffa, però, non va in porto perché il presidente della Sampdoria che avrebbe dovuto acquistarli nel frattempo è finito in manette. Dopo un breve soggiorno in un seminario alle porte di Genova, Davide ha un’intuizione e porta con sé i tre giocatori a Carrara, paese natio di suo padre. Facciamo un passo indietro e soffermiamoci sulla descrizione della città della lanterna, vista dal mare, una descrizione rapida, scattante, ricca di cose più che di parole

La sagoma di Genova cadde sul mare in un attimo, una figura lunga e snella, geografia ardita di palazzi, traffico, luci, industrie, fumo, strade trafficate, salite ripide, funicolari e ascensori che portavano in cielo.” […] Genova ora di fronte, abbracciata e distesa dal mare alle colline, con il vecchio e il nuovo che si mischiano, il verde dei giardini e il bianco del cemento fresco, un vortice di guglie e cime di grattacieli, era solo uno specchio in grado di riflettere in un’immagine il senso dell’esistenza e tutte le cose e i ragionamenti del genere di cui era già fin troppo piena quella nave”.

Molto probabilmente l’idea di ritornare alle origini, di ritrovare le proprie radici gli è stata inconsciamente suggerita dalle conversazioni con il violinista Lorenzo sul transatlantico Giulio Cesare che gli aveva consentito di attraversare “la pozzanghera”, come gli abitanti della pampa chiamavano l’oceano. L’incontro con Lorenzo, a mio avviso, è tra le pagine più belle del romanzo, dove due solitudini s’incontrano e si specchiano nel capolavoro di Cesare Pavese, La luna e i falò.

Il titolo rimanda alle crime stories americane, penso a È una sporca faccenda, tenente Parker di John Sturges, anche se il romanzo poco concede al noir e al poliziesco: difficile da catalogare, il libro di Ferrari e Magliani si muove tra toni ironici e drammatici in una terra afflitta dalla povertà e oppressa dalla dittatura.

Un libro costruito sapientemente e scritto in un linguaggio accattivante ed efficace; soprattutto i dialoghi risultano brillanti e vincenti. Sarebbe stato opportuno, però, un glossario perché molte espressioni in spagnolo o in dialetto carrarese risultano di non facile comprensione. Da leggere assolutamente, esperienza piacevolissima, anche per chi non ama il gioco del calcio.

Francesco Improta

Marco Ferrari e Marino Magliani
Sporca faccenda, mezzala Morettini
Edizioni di Atlantide
Collana Blu Atlantide
2024, 304 pagine
19 €

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Biblioteca

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • “Sporca faccenda, mezzala Morettini” di Ferrari & Magliani
  • Da Sellerio “In tempo reale” di Tonio Schachinger
  • “Superare il problema dell’arte” di Yves Klein
  • Da NN Editore “L’esca – Fish Tales” di Nettie Jones
  • Viaggio in Spagna negli anni Ottanta: Siviglia

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi