Come sesto concerto della diciassettesima edizione del Music Summer Festival organizzato da Mani Sonnenlink Bio-Guesthouse a Pyrgos, una manciata di chilometri sopra la baia di Kardamyli – buen retiro di Patrick e Joan Leigh Fermor -, sabato primo agosto si è tenuto un concerto con Franz Kegler alla tromba e Kathrina Kegler al pianoforte. È stato l’ultimo evento prima della pausa estiva, ha ricordato la signora Burgi Bläuel presentando gli ospiti al pubblico che aveva preso posto nel piccolo teatro all’aperto con vista sul mare.
Il calendario riprenderà tra un mese, il 4 settembre, con l’esibizione di Prosad Freeman nel concerto Sitar & Jazz Contemplation & Meditation. Tra gli appuntamenti precedenti mi spiace aver mancato soprattutto quello dedicato alle Beethoven Sonatas for Cello & Piano con Philipp Scheucher al piano e Konstantin Manaev al violoncello!

Ma torniamo a Famous Compositions for Trumpet & Piano e ai due Kegler: lui, di nero vestito e coi piedi scalzi, mi faceva pensare a Hans Castorp, il giovane protagonista di Zauberberg, La montagna magica di Thomas Mann, mentre lei mi ricordava la traduttrice Claudia Zonghetti (impressione confermata dall’editora di ALIBI, seduta accanto a me a un tavolino in prima fila, gustandosi crostini con paté di olive della stessa azienda che organizza il festival).
I due musicisti hanno presentato i vari brani in programma, leggendo in inglese (predominante mi è parsa la presenza della comunità di lingua tedesca, ma c’erano anche greci e ospiti che parlavano altre lingue europee) alcuni appunti che si erano scritti su una pagina di spartito.
Questo il programma della serata:
- Joseph Edouard Barat, Andante e scherzo per tromba e piano
- Claude Debussy, Suite bergamasque per piano
- George Enescu, Légende per tromba e piano
- Oskar Böhme, Trumpet Concerto, Op.18 nella versione per tromba e piano
- Joseph Haydn, Andante con variazioni, Hob. XVII:6 per piano
- Jean-Baptiste Arban, Variazioni sul “Carnevale di Venezia” per tromba e piano
Recentemente ho avuto modo di apprezzare le particolari potenzialità del dialogo tra tromba e piano. Mi riferisco al concerto di Paolo Fresu, Antonello Salis e Furio Di Castri a cui ho assistito a metà luglio a Padova.

Qui invece era Parigi che in qualche modo univa i brani della prima parte del programma. La composizione di Barat fa parte dei suoi lavori per gli esami al Conservatorio, mentre a proposito della Suite bergamasque, Katharina ha ricordato la passione di Debussy per la poesia di Paul Verlaine, in particolare in brani come Clair de lune. Sbirciando lo spartito durante il breve intervallo ho scoperto che Enescu (compositore e musicista romeno, 1881 – 1955) ha dedicato Légende a Monsieur Merri Franquin, trombettista e professore di tromba al Conservatorio di Parigi.
La serata – dalla perfetta organizzazione teutonica – è stata sorprendente per la bravura dei musicisti, per lo spettacolo della natura che ci circondava, per averci dato l’occasione di scoprire compositori mai ascoltati prima, come appunto Enescu, Barat e Arban.
Intanto di minuto in minuto, con il sottofondo del frinire delle cicale, il sole tramontava sul Mani e Venere brillava come una lucciola nel cielo, la cui piccola porzione davanti al nostro sguardo era attraversata dal volo di uccellini, libellule e qualche pipistrello (forse gli stessi che di giorno riposano sotto la cupola della chiesetta di Agios Nikolaos a Exochori, dove sono state deposte le ceneri di Bruce Chatwin, a pochi chilometri da qui). Le foglie secche tra quelle verdeggianti di un albero alla sinistra dell’orchestra – da intendersi qui nel senso di spazio circolare che il termine ha nel teatro greco antico – mi facevano invece ricordare i versi letti qualche giorno prima alla base del busto di Ghiannis Ritsos.
Il pezzo forte della serata è stato il Concerto per tromba op. 18 di Oskar Böhme, compositore e trombettista tedesco che emigrò in Russia per finire vittima del terrore staliniano nel 1938. Mi è piaciuto soprattutto il secondo movimento, l’Andante religioso. Nella breve presentazione Franz ha detto che il Concerto combina il romanticismo tedesco con l’anima russa.
Come encore (bis) i due musicisti hanno suonato Nana, una ninnananna di Manuel de Falla: applauditissima come i brani che l’hanno preceduta.
Speriamo di poter tornare l’anno prossimo!
Saul Stucchi
Music Summer
Mani Sonnenlink
Bio-Guesthouse
Pyrgos, Mani (Grecia)
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