Fino a domenica 10 maggio al Teatro Out Off di Milano si potrà assistere allo spettacolo – in prima nazionale – L’amante di Harold Pinter, nella traduzione di Alessandra Serra, per la regia di Luca Fusi.
Si tratta del terzo pannello, quello conclusivo, di un trittico dedicato al drammaturgo britannico, inaugurato lo scorso dicembre con Sketches and Short Plays, seguito poi – ad aprile – da Tradimenti.
Là tre interpreti in scena (Gaetano Franzese, Lucrezia Mascellino che ha realizzato le foto che vedete a corredo di questo articolo e Claudio Pellegrini). Qui invece condividono il palcoscenico Erika Maria Cordisco e Simone Debenedetti. Il verbo si adatta agli interpreti, ma non ai loro personaggi, impegnati a dividersi il modesto spazio a disposizione piuttosto che a condividerlo.

Sono un marito e una moglie che pur ancora nei primi anni di matrimonio, hanno deciso di concedersi delle avventure extraconiugali. Mentre lui sceglie di percorrere la strada del sesso a pagamento, lei preferisce organizzarsi in maniera più “strutturata”, tanto che gli appuntamenti con l’amante – nell’appartamento della coppia – diventano una routine che assomiglia molto al matrimonio (non so agli altri spettatori, soprattutto di sesso maschile, ma a chi scrive queste righe viene un dubbio circa il senso di sostituire un trantran quasi quotidiano con un altro che ne sembra la fotocopia).
È infatti già ampiamente superata la fase del brivido provocato dalla novità e dalla trasgressione. Emergono invece, sempre più prepotentemente, le pulsioni e i sentimenti prima tenuti sotto controllo o almeno sotto il tappeto: la rabbia, la frustrazione e magari anche quella gelosia che entrambi i coniugi smentiscono di provare per le avventure del partner.

La prova più evidente è che non riescono a condividere – riecco il verbo fondamentale – lo spazio del divano rosso a due posti. Appena si siede lui, si alza lei e viceversa. Solo per pochi secondi riescono a starci insieme.
Lei, poi, manifesta l’evidente disagio che sente sottopelle toccandosi ossessivamente la sottoveste. Il comportamento di lui pare rispettare il dettato del passivo-aggressivo da manuale, alternando momenti da marito cornuto masochista a scoppi di rabbia da maschio alfa pronto a segnare i confini del proprio territorio, rivendicando i suoi diritti coniugali e minacciando di cose brutte l’amante di lei.
Ma è soprattutto una partita di ping-pong, in cui i due si rinfacciano i rispettivi comportamenti: un lessico famigliare – verrebbe da dire – a chiunque abbia anche solo una mimima esperienza di convivenza.
Seduti in platea vengono alla mente alcune considerazioni (allo spettatore non sfuggiranno gli adattamenti al contesto milanese, con le menzioni del Museo del Novecento e della Darsena, e magari il brano di Khaled…). Per esempio che la pratica dello smartworking deve rendere più complicata la gestione di un amante (con o senza l’apostrofo, ça va sans dire) tra le mura domestiche, ma soprattutto che l’equilibrio è tutto: nella vita di coppia e nel teatro. Due giochi di ruolo che hanno molto in comune.
Saul Stucchi
Foto di Lucrezia Mascellino
L’amante
di Harold Pintertraduzione di Alessandra Serra
regia Luca Fusi
con Erika Maria Cordisco e Simone Debenedetti
luci Massimo Guarnotta
produzione Teatro Out Off, Farneto Teatro, BAS – Boffalora Acting Studio
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Teatro Out OffVia Mac Mahon 16, Milano
Quando
Dal 5 al 10 maggio 2026Orari e prezzi
Orari: martedì, giovedì 20:30mercoledì, venerdì e sabato 19:30
domenica 16:00
Biglietti: intero 20 €; ridotti 14/10 €