Nel buio della notte groenlandese cinque personaggi interagiscono tra di loro. Ognuno cerca qualcosa. Questa ricerca alimenta il romanzo della scrittrice Niviaq Korneliussen, autrice del romanzo Una notte a Nuuk (traduzione di Francesca Turri, per Iperborea, 2025).
I protagonisti − Fia, Ivinnguaq, Inuk, Arnaq e Sara − oltre a essere giovani sono inclini all’alcool e alla ricerca di una propria identità in un mondo che non sembra dargli molto ascolto. E trova senso solo nelle chat di Whatsapp o di Facebook.
Fia, e Peter si sono amati, ora sono in crisi. Lei non lo sopporta più. È stanca di vivere con un uomo prevedibile. Vuole per sé qualcosa di diverso. Così, dopo averlo lasciato, inizia una vita fatta di incontri, di messaggi su Facebook, di folli corse in taxi nella notte di Nuuk alla ricerca di qualcosa. Una sera in discoteca incontra una ragazza di nome Sara per la quale prova attrazione. Ma finisce a letto con una sua compagna di stanza, Arnaq.

Poi c’è Ivinnguaq, una ragazza che fin da piccola gioca a pallone e sa che non avrà mai un ragazzo da presentare alla sua famiglia, nonostante le aspettative e le pressioni di sua madre. Le cose per Ivinnguaq non vanno meglio quando trova una ragazza della quale si sente attratta. Ma quest’ultima non vuole essere neanche toccata. Ivinnguaq scopre a un certo punto di voler diventare un ragazzo.
Inuk ha alle spalle invece una storia di molestie che lo tormentano e dalle quali vorrebbe cercare di liberarsi.
Sara, invece, cerca di capire cosa sia accaduto a Ivinnguaq − diventato Ivin a Copenaghen dopo una fuga dalla prigione locale – mentre assiste al parto di sua sorella. E si trova ad assistere alla nascita di una nuova vita: sua nipotina.
Il romanzo di Niviaq Korneliussen racconta e si sofferma sulle questioni di genere, sulla solitudine e sul bisogno di capire se stessi e gli altri. In un mondo che va troppo veloce come può essere il mondo effimero fatto di post e di chat di Facebook. Uniche vere certezze per i giovani groenlandesi.
I giovani di Korneliussen sono le ansie e le paure, le voci sommesse di chi non ha la possibilità di imporsi. O di farsi sentire. Di gridare l’inquietudine assordante in un mondo che si sta sciogliendo, come i ghiacci che fanno da sfondo alle vite raccontate.
Fia, Ivinnguaq, Inuk, Arnaq e Sara sono la voce della Groenlandia, che non viene riconosciuta. E che, sempre di più, vede la propria identità culturale e le proprie tradizioni negate.
Claudio Cherin
Niviaq Korneliussen
Una notte a Nuuk
Traduzione di Francesca Turri
Iperborea
Collana Gli Iperborei
2025, 224 pagine
18 €