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Voi siete qui: Musica & Danza » Concerto di Milano Classica al Memoriale della Shoah

29 Aprile 2026

Concerto di Milano Classica al Memoriale della Shoah

Una giornata particolare quella di sabato scorso, a cominciare dal fatto che ricorreva l’ottantunesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Non spetta a me e non è questo il luogo per ribadire i valori della lotta contro la dittatura che portarono al 25 Aprile, alla Costituente, alla Costituzione della Repubblica e alla democrazia. Ma tant’è: ogni anno si ripetono le consuete polemiche, organizzate da chi si trova scomodo in questa forma di convivenza civile, pur usufruendo dei diritti che essa garantisce.

Chi legge si sarà fatto una propria idea di quanto è avvenuto durante il corteo a Milano. Io mi limiterò a dire di aver percorso buona parte di corso Buenos Aires fino al “tappo” che ha bloccato il colorato e rumoroso serpentone umano. Ho visto un’umanità varia e non classificabile sotto un’unica categoria.

Più o meno come quella che affollava – nelle stesse ore – le vie del centro interessate agli eventi della Design Week. Cosa univa – eventualmente – le due comunità? Forse nulla e non è necessariamente un male. Ma a pensarci meglio si può individuare nella “cornice” il terreno comune. È grazie alla Liberazione che abbiamo potuto, sabato pomeriggio, seguire ciascuno il percorso che preferiva.

Io, per esempio, a un certo punto mi sono staccato dalla manifestazione e sono approdato al Memoriale della Shoah alla Stazione Centrale. La piazzetta antistante, benché sorvegliata da un paio di mezzi dell’Esercito (non diversamente da altri luoghi della città, peraltro), era talmente tranquilla da sembrare un altrove rispetto ai deliri del corteo e del Fuori Salone. Ecco la lezione: dobbiamo apprezzare – e mai dimenticare – la bellezza della molteplicità del reale.

Proprio come nel programma proposto da Milano Classica per il concerto / spettacolo Liberamente organizzato con la collaborazione della scrittrice Gaia Manzini. Dopo i saluti di Marco Vigevani, presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, si sono alternate letture di pagine di letteratura e l’esecuzione di opere musicali. Federica Fracassi ha letto dal Diario partigiano di Ada Gobetti, Vivian Lamarque da L’Agnese va a morire di Renata Viganò, Nadeesha Uyangoda da Il sistema periodico di Primo Levi e lo stesso Vigevani dall’ultima lettera di Leone Ginzburg alla moglie Natalia.

Non poteva essere più appropriata la scelta dei brani, sia letterari che musicali: su questo versante al Quartetto n. 8 in do minore op. 110 (nella versione per orchestra d’archi trascritta da Rudolf Barshai) di Šostakovič è seguita la Sarabande da Simple Symphony di Benjamin Britten, per chiudere con alcuni brani da Quattordici pezzi sui temi delle canzoni popolari armene (nella versione per orchestra d’archi del Quartetto Indaco) di padre Komitas.

Per me personalmente due graditissime riproposizioni a poco tempo di distanza: il quartetto di Šostakovič (qui ho molto apprezzato la resa drammatica del primo violino Eleonora Matsuno) l’avevo ascoltato nella serata Miracolo a Milano in concerto al Piccolo Teatro Studio con LaFil Filarmonica – anche in quell’occasione Federica Fracassi ha dato prova del suo talento d’attrice -, mentre della figura di padre Komitas sono venuto a conoscenza all’inizio dell’anno scorso grazie a un concerto dell’Orchestra de I Pomeriggi Musicali diretta da George Pehlivanian. In quest’ultimo pannello del trittico in programma mi hanno stregato le svioloncellate orientaleggianti di Cosimo Carovani.

Davvero una giornata particolare – la scelta delle parole non è casuale, di nuovo – ricca di forti emozioni e spunti di riflessione. A cominciare dall’arazzo fiammingo Ester presentata ad Assuero, prestato (fino al 26 aprile) dal Museo Poldi Pezzoli per l’iniziativa Passaggi d’Arte. E poi quel riferimento di Ginzburg al Tommaseo diventato cieco e le parole con cui Alberto Dalla Volta redarguì il compagno di prigionia e amico fraterno Primo Levi: «Non bisogna scoraggiarsi mai, perché è dannoso, e quindi immorale, quasi indecente».

Un’altra lezione: la Resistenza la si deve fare tutti i giorni, non cadendo nella meschinità del qualunquismo o della semplificazione né tantomeno del razzismo…

Il prossimo appuntamento con Milano Classica è per venerdì 8 maggio al PIME con il concerto Simchà Ben, dalle strade dell’Est ai vicoli del mondo: melodie klezmer, tzigane e balcaniche in festa.

Saul Stucchi

Memoriale della Shoah di Milano

Piazza Edmond Jacob Safra 1
Milano

https://www.memorialeshoah.it

Milano Classica

https://www.milanoclassica.it

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