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Voi siete qui: Musica & Danza » LaFil al Piccolo: “Miracolo a Milano in concerto”

12 Marzo 2026

LaFil al Piccolo: “Miracolo a Milano in concerto”

Era difficile replicare il successo dei precedenti concerti (dal mandolinista Avi Avital a L’Olimpiade di Vivaldi per la bacchetta di Federico Maria Sardelli), ma LaFil Filarmonica di Milano è riuscita nell’impresa. Il concerto di lunedì 9 marzo al Piccolo Teatro Studio Melato – Miracolo a Milano in concerto – si è concluso con calorosi applausi del pubblico a coronare questa stagione di residenza.

La serata si è aperta con i saluti e i ringraziamenti al Piccolo del presidente della Fondazione Luca Formenton per le produzioni di questa stagione, a cui hanno fatto seguito le parole di introduzione del direttore artistico, il M° Marco Seco, con cui ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere prima del concerto: ne renderò conto prossimamente, qui su ALIBI.

Curiosamente – ma nemmeno tanto, a ben vedere – Formenton ha usato lo stesso termine con cui io ho chiosato la descrizione del rapporto tra LaFil e il Piccolo Teatro fattami da Seco: casa.

Dunque, mentre Morrissey riscaldava i cuori di fan vecchi e nuovi in un altro angolo della metropoli, noi che eravamo nel teatro più bello della città ci godevamo un programma particolarmente variegato, diviso in tre capitoli, due dei quali accomunati dalla pratica della trascrizione (tema che mi è particolarmente caro, tanto che gli dedicherò il prossimo incontro della seconda stagione del ciclo I giorni dell’ostinazione alla Biblioteca Ostinata, ospitando il musicista Giacomo Copiello che alla trascrizione dedica un intero festival a Vicenza: appuntamento il 9 aprile).

Luciano Berio ha trascritto per mezzosoprano e archi le Selected Songs di Kurt Weill, tre delle quali sono state qui interpretate dall’attrice Federica Fracassi che ha cantato in italiano, francese e inglese. A una parte del pubblico avrà fatto tornare in mente Milva…

Rudolf Barshai ha invece trascritto per orchestra d’archi il Quartetto per archi n. 8 di Dmitrij Šostakovič, diventato la Sinfonia da camera op. 110a. Chiederò conferma a Copiello, ma mi pare che sia più frequente la trascrizione da orchestra a un ensemble più piccolo che non il procedimento contrario, come in questo caso…

Pannello finale di questo trittico assai composito è stata la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 di Beethoven.

Ma cosa teneva insieme le scelte di questo programma, pensato con il punto di riferimento dello spettacolo diretto da Claudio Longhi, in cartellone fino al 1° aprile? Ha risposto lo stesso M° Seco: la poetica del realismo e il tema della fragilità umana, almeno per i primi due momenti.

Da sempre obiettivo della residenza de laFil è stato quello di entrare in contatto con quanto succede nel teatro (che a sua volta vuole mantenersi in dialogo con la città), trovare punti d’incontro con le proposte del cartellone. Niente di meramente didascalico, quanto piuttosto l’accoglimento di spunti e il rilancio di suggestioni, in modo che le due programmazioni – teatrale e musicale – si arricchiscano a vicenda.

Il direttore artistico ha rievocato la genesi della composizione di Šostakovič, portata a compimento in pochi giorni e la cui tonalità è un tema di quattro note la cui trasposizione nella notazione tedesca equivale alle iniziali dell’autore.

Gli applausi sono stati anche per Andreas Ottensamer, per la prima volta in veste di direttore a Milano. Ha condotto LaFil con sicuri gesti che formavano ampie onde, sostituiti a volte da movimenti sincopati, per arrivare – nell’ultimo movimento della sinfonia beethoveniana, Allegro ma non troppo – a movenze decisamente più sciolte.

Dei tre pannelli del trittico, quello centrale, appunto la Sinfonia da camera 110a di Šostakovič, è quello che più mi ha emozionato. Struggente la cupezza del primo violino nel primo movimento; bello il dialogo tra viole e violini; memorabile l’incrocio tra il primo violino e il violoncello: questo impegnato in un canto alla vita del violoncello, quello in un canto funebre. Il direttore Ottensamer ha tenuto a segnalare al pubblico la prova di Marcello Miramonti ed Enrico Graziani.

Uscito dal teatro avevo due cose in mente: ascoltare il Quartetto per archi n. 8 e rileggere Il rumore del tempo di Julian Barnes…

Saul Stucchi
Foto di Viole Merli

Miracolo a Milano in concerto

Direttore Andreas Ottensamer
LaFil Filarmonica di Milano
Federica Fracassi, voce

Piccolo Teatro Studio Melato

9 marzo 2026 ore 20.30

LaFil Filarmonica di Milano

www.lafil.com

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