• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Teatro & Cinema » Recensione del film “Redacted” di Brian De Palma

4 Aprile 2026

Recensione del film “Redacted” di Brian De Palma

Qualche settimana fa, una mia cugina mi ha chiesto come mai non scegliessi film di guerra. Semplice: perché non mi piacciono. Naturalmente questo non mi esime dal parlarne quando si tratta di opere importanti: potete leggere, ad esempio, La sottile linea rossa o Zero Dark Thirty.

Questa volta mi soffermo su un film particolare: particolare perché Brian De Palma ha firmato diverse pellicole pregevoli, e particolare perché questa, che è sicuramente molto interessante, in Italia non è mai passata nei cinema ed è possibile vederla solo su alcune piattaforme o su DVD. Ci sarebbe un altro motivo per parlare di Redacted (2007), ma riconosco che è stato il caso a far coincidere la mia scelta con la guerra in Iran di questi giorni.

Il film di De Palma si sofferma su un fatto realmente accaduto in Iraq: quello che racconta, però, vale anche per quest’ultima guerra e vale per qualsiasi conflitto.

Il titolo. Redacted è il participio passato del verbo to redact, che, come in italiano, significa redatto, preparato per la pubblicazione. Ma, spesso nei media anglosassoni, redacted indica un documento o un’immagine in cui sono state oscurate o cancellate informazioni personali o legalmente impugnabili. Un processo di ripulitura che pone molti dubbi a chi crede sia possibile arrivare a una Verità.

“Chi sarà di noi il primo a morire? Non Gabe, non Jim, né Angel, né altri. La verità sarà la prima a morire.”

Redacted vorrebbe essere un documentario, nel quale quanto viene mostrato è assolutamente vero, anche se si tratta di una finzione. Molto particolare è il modo in cui viene raccontata la vicenda: non ci sono le belle inquadrature epiche o una storia narrata in modo ordinato, ma si alternano filmati tratti da internet a immagini registrate con la telecamera, a momenti ripresi al buio con gli infrarossi. L’effetto è straordinario, anche se, procedendo nella visione, si avverte come un pugno nello stomaco.

Ispirata a un fatto di cronaca fatto passare sotto silenzio, la pellicola racconta di un gruppo di militari statunitensi che si macchiano di un crimine atroce: violentano una ragazza di quindici anni e massacrano la sua famiglia.

“Vorrei che gli spettatori si arrabbiassero come ho fatto io, che capissero che ci hanno mentito.” (Brian De Palma)

È un atto d’accusa duro e lucido non solo nei confronti della politica estera degli Stati Uniti (e di Bush in particolare), ma contro tutta la cultura delle immagini.

Il regista sceglie di utilizzare solo immagini di immagini, costruite – secondo lui – a uso e consumo da una parte o dall’altra e arriva alla conclusione che esse non servano più per documentare, ma per amplificare i comportamenti delle persone, sia che si tratti di marines trasformati in mostri, sia di terroristi che esaltano le loro azioni. Per De Palma non solo la guerra genera immagini, ma anche le immagini generano guerre.

“Ecco perché hanno buttato giù le Torri Gemelle: perché volevano che venissimo qui, in questo posto per ammazzarci come cani.”

Racconta sempre il regista americano che gli è capitato di leggere l’episodio raccontato poi nel film e che si è chiesto come mai fosse stato possibile che dei ragazzi si fossero spinti fino a quel punto. Così, ha letto blog di soldati e di libri, ha guardato video realizzati dai militari, ha navigato nei loro siti e letto i loro post su YouTube: era tutto a disposizione, e tutto su video.

“La vera storia della guerra in Iraq è stata redatta dai media commerciali di massa: se siamo disposti a provocare questi disordini, allora dobbiamo anche affrontare le orrende immagini che conseguono da questi atti.” (Brian De Palma)

Con Redacted Brian De Palma ha conseguito il Leone d’argento per la migliore regia alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2007. Il film è realizzato con un budget esiguo (cinque milioni di euro), ma – come dicevo prima – viene oscurato da una distribuzione inesistente.

Tra i registi americani viventi, Brian De Palma è rimasto uno dei grandi vecchi. Nasce a Newark (New Jersey) l’11 settembre 1940. I suoi genitori sono entrambi di origine italiana.

“Quando faccio i film, è come se fossero una tela che coinvolge il pubblico e che ha come protagonisti i caratteri e i personaggi con tutte le loro sfaccettature.”

Il suo primo lungometraggio è del 1968: Murder à la Mod; subito dopo arriva alla notorietà con due lavori che hanno come interprete un giovanissimo Robert De Niro: Ciao America (1968) e Hi, Mom!”(1970). Seguono molte altre pellicole di generi molto differenti. Alcune di queste sono diventate veri propri cult: Carrie (1976); Blow Out (1981); Scarface (1983); The Untouchables – Gli intoccabili (1987); Mission Impossible (1996) e Black Dahlia (2006), fra gli altri.

“La macchina da presa mente in continuazione, mente ventiquattro volte al secondo.”

Quando inizia la sua carriera, De Palma si appassiona al cinema di Orson Welles e Alfred Hitchcock; in seguito è influenzato da Jean-Luc Godard e dalla scuola underground statunitense.

Come ho detto in precedenza, uno dei temi principali della sua poetica è il voyeurismo e tutto ciò che riguarda la visione e l’immagine. Nei suoi lavori si riconoscono alcune caratteristiche stilistiche: la più celebre è l’uso di particolari angolazioni e composizioni visive originali. Spesso chiude i personaggi sullo sfondo con prospettive inclinate o fa compiere alla macchina da presa movimenti circolari e panoramiche a 360 gradi.

Molto utilizzato dal regista americano è il cosiddetto split-diopter focus. Cerco di spiegarlo: con una lente normale si può mettere a fuoco solo un soggetto, ma, con questo marchingegno, la lente viene tagliata a metà ed è quindi possibile mettere a fuoco sia il primo piano che lo sfondo. Naturalmente questo trucco risulta efficace nei momenti di tensione o quando si voglia far risaltare una situazione di pericolo.

“Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo.” (arcinota battuta di Al Capone, alias Robert De Niro, nel film The Untouchables.

Note e osservazioni

Una vera curiosità è il racconto che un soldato fa una sera ai suoi compagni: è la stessa storia che il nostro Vecchioni ha messo in musica. La differenza è che la nostra canzone dice “T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda”, mentre in Iraq la storia è la stessa, anche se chiude con “ti aspettavo qui a Samara”.

A proposito di musica, per tutto il film la colonna sonora è o data da pezzi classici o da pezzi contemporanei, ma sicuramente non allegri. Gli ultimi fotogrammi, con fotografie – questa volta vere – delle vittime del conflitto in Iraq, sono accompagnati dall’atto terzo della Tosca (“E lucean le stelle”).

Restiamo in ambito musicale: Brian De Palma è stato il regista del videoclip della canzone Relax dei Frankie goes to Hollywood e di Dancing in the Dark di Bruce Springsteen.

L S D

Redacted

  • Regia: Brian De Palma
  • Soggetto e sceneggiatura: Brian De Palma
  • Interpreti: Kel O’Neill, Ty Jones, Izzy Diaz, Rob Devaney
Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Teatro & Cinema

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Recensione del film “Redacted” di Brian De Palma
  • Giovanni Lindo Ferretti: Percuotendo. In cadenza
  • Leggere i 12 semifinalisti al Premio Strega 2026
  • La Sinfonica in “Ein deutsches Requiem” di Brahms
  • Due cantate di J. S. Bach con l’Iris Ensemble a Padova

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi