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Voi siete qui: Arte » Un’ora all’Accademia Carrara di Bergamo

29 Agosto 2021

Un’ora all’Accademia Carrara di Bergamo

“L’ALIBI della domenica” è dedicato questa settimana alla pinacoteca bergamasca.

Avendo purtroppo soltanto un’ora a disposizione (a pranzo ci aspettavano deliziose tapas con coppa di Martina Franca e frittelle di baccalà, tortelli di zucca e moscardini in umido e polenta!) abbiamo concentrato la visita all’Accademia Carrara di Bergamo su una ristretta selezione di opere.

Io ho preferito saltare il video introduttivo dedicato all’ospite di riguardo, ovvero l’“Autoritratto giovanile” di Rembrandt, prestato (fino al 17 ottobre 2021) dal Rijksmuseum di Amsterdam, per arrivare il prima possibile al quadro. Senza però trascurare le opere esposte nelle sale che precedono l’illustre invitato.

Rembrandt, Autoritratto giovanile

Da Bergamo a Shanghai

Avevo letto sul sito della pinacoteca che una buona parte dei suoi capolavori si trova al momento in mostra a Shanghai. Chi si trovasse da quelle parti entro il 3 gennaio 2022 dovrebbe visitare l’esposizione “Maestri. Dal Rinascimento all’Ottocento” al Bund One Art Museum della metropoli cinese, organizzata in collaborazione con Arthemisia.

Per presentarsi al pubblico asiatico l’Accademia Carrara ha prestato molti dei suoi gioielli (in totale 54 opere), tra i quali menziono almeno il “Ritratto di Leonello d’Este” di Pisanello, “Orfeo ed Euridice” di Tiziano, il “San Sebastiano” di Raffaello (forse l’icona più celebre del museo) e la tela di Francesco Hayez che ha un titolo che pare quello di un film di Lina Wertmüller: “Giorgio Cornaro inviato a Cipro dalla Repubblica Veneta fa conoscere alla regina Caterina Cornaro, sua parente, ch’ella non è più padrona del suo regno, poiché lo stendardo del Leone sventola già sulla fortezza dell’isola”. Posso solo immaginarmi la traduzione in mandarino…

Dicevo: l’esposizione a Shanghai è un’occasione per far conoscere meglio Bergamo, l’arte italiana e l’Italia tout court a un mercato sempre più importante (e attento), ma anche per esporre all’Accademia opere che solitamente sono conservate in magazzino. Avrei preferito, però, che assenze e nuove presenze fossero meglio indicate dalla segnaletica. Forse sono stato distratto dai capolavori rimasti a “casa”, ma ho notato soltanto un paio di cartelli, riservati rispettivamente a un’opera di Dürer e a una di Fede Galizia.

Il primo segnala che la “Salita al Calvario” del maestro di Norimberga è stata prestata per la mostra “Dürer was here. A Journey becomes Legend” al Suermondt Ludwig Museum di Aachen (Aquisgrana, in Germania), mentre la “Sacra Famiglia” di Sofonisba Anguissola sarà esposta fino al 24 ottobre alla mostra “Fede Galizia. Amazzone nella pittura” allestita al Castello del Buonconsiglio di Trento. Come vedete, i quadri viaggiano per il mondo.

La mia selezione

Il mio veloce excursus per le sale dell’Accademia Carrara ha fatto tappa a queste stazioni:

  • Giovanni d’Alemagna, “Sant’Apollonia privata dei denti” e “Sant’Apollonia accecata” (1435-40). Queste due tavolette attirano sempre la mia attenzione all’inizio del percorso di visita: un po’ per la vivacità delle scene e dei colori, un po’ per gli evidenti graffi che deturpano alcuni volti (devo ancora chiederne l’origine).
  • Jacopo (o Jacobello) di Antonello, “Madonna con il Bambino” (1480), l’unica opera firmata e datata dal figlio dell’insuperabile pittore messinese, alla quale aveva forse messo mano lo stesso Antonello prima della sua morte (1479).
  • “Ritratto di gentiluomo” attribuito in via ipotetica a Vittore Carpaccio. Una piccola tavola delle dimensioni di un quadernetto.
  • Sandro Botticelli, “Ritratto di Giuliano de’ Medici”, quasi contemporaneo della Madonna di Jacobello. Esistono altre due versioni del ritratto del fratello minore di Lorenzo il Magnifico, assassinato nella congiura dei Pazzi. Si trovano alla National Gallery of Art di Washington (forse il prototipo) e alla Gemäldegalerie di Berlino. Guardando la “Storia di Virginia” ho ripensato alla bella mostra che l’Accademia aveva organizzato qualche anno fa (2018-2019).
Sandro Botticelli, Storia di Virginia, Accademia Carrara, Bergamo
  • Maestro della Leggenda di Sant’Orsola, “Ritratto di giovane” (1480-85). Sarà il caso di chiedere all’Accademia quali opere – eventualmente – presterà alla mostra sui ritratti rinascimentali che aprirà al Rijksmuseum di Amsterdam il prossimo primo ottobre. Questo meriterebbe senza dubbio di farne parte.
  • Se avessi voluto concentrarmi soltanto su un’opera, seguendo il metodo di visita dello scrittore Hisham Matar (che ho citato più volte qui su ALIBI Online), questa volta mi sarei soffermato sullo “Sposalizio della Vergine” di Tommaso del Mazza (Maestro di Santa Verdiana). Nell’affollata scena della cerimonia ho contato trentadue figure, ripartite in frazioni quasi equivalenti. In realtà la parte centrale, sotto un’esile architettura, è la più animata.
Maestro di Santa Verdiana, Sposalizio della Vergine. Accademia Carrara, Bergamo

Dai Tarocchi a Rembrandt

  • La teca con le “Carte da gioco e Tarocchi” di Bonifacio e Ambrogio Bembo e Antonio Cicognara si è presa una bella porzione dell’ora che avevo a disposizione. Prima o poi devo trovare il tempo di approfondire il tema dei tarocchi d’arte, tra questi e quelli della Pinacoteca di Brera (anni fa avevo intervistato il professor Marco Tanzi, a margine della mostra “I Tarocchi dei Bembo. Una bottega di pittori dal cuore del Ducato di Milano alle corti padane”, allestita proprio a Brera).
  • Non ricordo di aver notato, nelle precedenti visite alla pinacoteca, le due rotelle da parata – scudi di legno tondi – di metà Cinquecento esposte nella Sala XVIII: saranno due delle opere “estratte” dal magazzino. Su quella di sinistra sono raffigurati un duello tra Romani e Galli sul recto e figure mitologiche sul verso.
  • Per la prima volta sono rimasto “fulminato” dall’olio su tela di Francesco Coghetti intitolato “Lucia presentata al cardinale Federico”. La rilettura de “I promessi sposi” che sto portando avanti questa estate al ritmo di dieci pagine al giorno mi ha reso decisamente più attento alle scene di tema manzoniano. Ho così potuto indicare a mia moglie i vari personaggi rappresentati nel quadro. A casa ho confrontato la fotografia dell’opera con la riproduzione della vignetta di Francesco Gonin nell’edizione quarantana del romanzo: il capitolo è il XXIV, la pagina la 468.
  • Questa selezione – personalissima – non poteva che chiudersi con l’“Autoritratto giovanile” di Rembrandt, dipinto a olio su tavola attorno al 1628 quando l’artista aveva appena 22 anni.
    A colpirmi per prima cosa sono state le dimensioni. Il quadretto è poco più grande della brochure distribuita in biglietteria. Misura infatti 22,6 cm in altezza per 18,7 cm in larghezza. La guancia e il lobo dell’orecchio illuminati, i fili dei capelli, gli occhi e il taglio delle labbra sono i dettagli su cui mi sono soffermato.
    Della bella citazione di Van Gogh sui libri e Rembrandt ho già scritto ieri, a proposito delle letture per il week-end. Qui invece voglio citare le prime righe del pannello a corredo del capolavoro: “Rembrandt indagò il proprio volto per tutta la vita. L’autoritratto fu il luogo poetico dove approfondire le questioni che più lo pungolavano: territorio di ricerca sul tema dell’espressione dei sentimenti e delle passioni, spazio figurativo nel quale inseguire il tempo e continuamente ridefinire l’immagine di sé e dell’artista”.

Per rivedere queste opere e molte altre che non ho citato (a cominciare da “San Francesco riceve le stigmate” di El Greco che avevo visto anche alla splendida mostra al Grand Palais di Parigi) mi riprometto di tornare appena possibile all’Accademia Carrara di Bergamo. Magari rinunciando ai richiami gastronomici che ci tentano lì vicino. O anche no.

Saul Stucchi

Didascalie:

  • Rembrandt
    Autoritratto giovanile
    Rijksmuseum, Amsterdam
  • Sandro Botticelli
    Storia di Virginia
    Accademia Carrara, Bergamo
  • Maestro di Santa Verdiana (Tommaso del Mazza?)
    Firenze, documentato dal 1377 al 1392
    Sposalizio della Vergine (1390-1395 circa)
    Tempera e oro su tavola
    Accademia Carrara, Bergamo
    Su concessione di Fondazione Accademia Carrara, Bergamo

Accademia Carrara

Piazza Giacomo Carrara 82
Bergamo

Informazioni

https://www.lacarrara.it

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