Si è aperta ieri sera al Pacta Salone di via Ulisse Dini a Milano la prima edizione di ScienzaInScena Atto1! Cos’è? Un festival dedicato alla scienza che mette insieme spettacoli, incontri e presentazioni e, se non bastasse, una mostra.
Prodotto da PACTA . dei Teatri in collaborazione con il Politecnico di Milano, INAF Istituto Nazionale di Astrofisica, Scienza Express, a curarne la direzione artistica è Maria Eugenia D’Aquino. Si protrarrà fino al 28 gennaio articolandosi in un ricco calendario di appuntamenti (vedi sotto).
Il primo incontro, intitolato “Giza, il sole e le altre stelle”, ha avuto come protagonista l’archeoastronomo Giulio Magli, direttore del Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano, che ha illustrato il rapporto degli antichi egizi con l’astronomia, tra architettura e credenze religiose, servendosi di immagini e di brani letti dalla stessa D’Aquino (i lettori di ALIBI ricorderanno il suo spettacolo Ipazia. La nota più alta).
Si è trattato di un viaggio nel tempo che ha preso avvio il 26 novembre 1922 con la scoperta della tomba di Tuntankhamon nella Valle dei Re a Tebe da parte di Howard Carter e si è concluso il 23 febbraio di un anno attorno al 1340 a.C. nella città di Akhetaton, più nota con il nome moderno di Tell el-Amarna, la nuova capitale fondata da Akhenaton, nel medio Egitto, a metà strada tra Menfi e Tebe.
Alla descrizione delle “cose meravigliose” riportate alla luce da Carter il professor Magli ha fatto seguire quella di altre meraviglie, ovvero le celeberrime piramidi di Giza. Ma è stato chiarissimo: nessun mistero sulla loro costruzione, solo una grandissima serietà da parte degli architetti, dimostrata – se servissero altre prove – dall’errore di appena 10 cm su una lunghezza di 230 metri, quanto misura il lato della grande piramide di Cheope. Ma come hanno fatto? Servendosi delle stelle per le misurazioni!
Gli Egizi collegavano la levata eliaca di Sirio con il solstizio d’estate e la piena del Nilo. Le loro credenze religiose segnarono in profondità, letteralmente dalle fondamenta, l’architettura faraonica e proprio le piramidi – immense scalinate protese verso il cielo – si ergono ancora oggi a testimoniarlo.
Citando i Testi delle Piramidi e le più recenti scoperte degli egittologi, il professore ha illustrato le caratteristiche tecniche di queste tombe davvero faraoniche, soffermandosi sui fori per mettere in comunicazione la camera del re con la superficie esterna che non fungevano certo da condotti di aerazione…
Sappiamo che gli Egizi consideravano imperiture le stelle del Nord perché visibili tutto l’anno, non scendendo mai sotto la linea dell’orizzonte. Sirio era per loro l’immagine celeste della dea Iside, mentre Orione quella del fratello e sposo Osiride.
Per praticare la cerimonia dell’apertura della bocca usavano uno strumento (ascia) che nella forma ricorda la costellazione dell’Orsa Maggiore. La scena compare anche su una parete della tomba di Tutankhamon, il cui pugnale ha una lama realizzata con ferro meteoritico (in cui è presente il nichel), come dimostrano le analisi compiute recentemente dal Politecnico di Milano.
Il ferro di provenienza “extra-terrestre” era strettamente collegato alla figura del faraone, molti secoli prima che l’età del ferro prendesse il posto di quella del bronzo.
Magli ha sottolineato l’impressionante continuità nella civiltà egizia dello strettissimo rapporto tra religione e astronomia, tanto che anche nella città fondata dal “faraone eretico” Akhenaton si può infatti ritrovare la stessa attenzione al percorso del sole che aveva mosso gli architetti di Cheope, oltre un millennio prima.
Saul Stucchi
Programma
- 15 gennaio 2018 ore 20.45
GIZA, IL SOLE E LE ALTRE STELLE
di e con Giulio Magli, letture a cura di Maria Eugenia D’Aquino - Dal 18 al 20 gennaio 2018 ore 20.45
NOI, ROBOT
ispirato all’Uomo Bicentenario e altri lavori di Isaac Asimov
di Andrea Brunello
con Laura Anzani e Andrea Brunello
regia Andrea Brunello e Chiara Benedetti - Sabato 20 gennaio ore 22.00
Incontro dopo lo spettacolo
“Perché nessuno ha previsto tutto questo?”
Gli attori si confronteranno con i colleghi Emanuele Fortunati, Ester Galazzi e Francesco Migliaccio (appena apprezzati nello spettacolo “Das Kaffeehaus”) che porteranno in scena la commedia “La domanda della regina” di Giuseppe Manfridi e Guido Chiarotti, in cartellone al Teatro Franco Parenti dal 13 al 21 febbraio. - 20 gennaio 2018 alle ore 15.30 – per bambini
TEOREMA DELLA DIVERSITÀ (la cosa + importante è che non siamo tutti =)
con Paui Galli e Patrizio Luigi Belloli - 22 e 23 gennaio 2018 ore 20.45
CONVERSAZIONI
Incontro con Maria Gaetana Agnesi
di e con Maria Eugenia D’Aquino - Dal 24 al 26 gennaio 2018 ore 20.45
CORPI IMPURI
di e con Marinella Manicardi - Mercoledì 24 gennaio ore 22.00
Incontri dopo lo spettacolo
LE MIE COSE
Marinella Maricardi incontra la chirurga senologa Alberta Ferrari, la terapista del dolore Mercedes Lanzilotta e la giornalista scrittrice Cristina Obber. - 27 gennaio 2018 dalle ore 11.00 alle ore 14.00
WORKSHOP TEATRALMATEMATICO
a cura di Maria Eugenia D’Aquino - 27 gennaio 2018 ore 20.45 e 28 gennaio 2018 ore 17.30
STARLIGHT settemillimetridiuniverso
di e con Filippo Tognazzo - Dal 15 al 28 gennaio 2018 mostra
MIND THE LIGHTS
Opera luminosa dinamica
A cura di OFFICINA FABER LUCIS, nodo di ricerca visuale (Milano) di Fulvio Michelazzi autore delle luci, scenografo e costruttore di immagini; e MISCELE D’ARIA, compagnia di ricerca sensoriale visiva musicale (Trento) di Mariano de Tassis lighting show designer e Carlo Casillo sound designer and composer.
Biglietti: intero 24 €; varie riduzioni. Abbonamento ScienzaInScena 30 €
Informazioni:
PACTA dei TEATRI Salone via Dini
Via Ulisse Dini 7
Milano
Tel. 02.3650 3740
www.pacta.org