Chiuderà il prossimo 28 giugno la mostra Carpaccio. Vittore e Benedetto da Venezia all’Istria. L’autunno magico di un maestro, ospitata a Palazzo Sarcinelli, nel cuore di Conegliano. Si possono individuare quattro idee portanti su cui è costruito il percorso espositivo che squaderna poco meno di quaranta opere, quattro strade che a volte corrono parallele e altre invece si incrociano. La più importante è quella che conduce alla penultima e all’ultima fase della carriera di Vittore. C’è poi quella che invita a scoprire la figura e l’opera di suo figlio Benedetto, fino a poco tempo fa del tutto trascurato. A legare queste due c’è il tema del viaggio (a Venezia, in Istria, nell’Adriatico): dalla Laguna alla vicina Istria Vittore compì un viaggio che fu sì reale, ma allo stesso tempo fu introspettivo, alla ricerca di nuove ispirazioni. Sentiva che il mondo attorno a sé stava velocemente mutando e da pittore “visionario” qual era aveva bisogno di nuove emozioni e sollecitazioni. Si può dire che l’Oriente, sognato o documentato, attraversa l’immaginario di Carpaccio.
Infine si può seguire il percorso usando come filo conduttore il lavoro critico di Giovan Battista Cavalcaselle che nella seconda metà dell’Ottocento “scoprì” Benedetto Carpaccio, relegandolo però all’ombra del padre. Nei suoi disegni aggiungeva note e commenti spesso molto severi: “rozzo, mani brutte, vedi Accademia Belle Arti / brutte mani, figure tozze, ombre opache”.
Per illustrare la produzione religiosa di Vittore sono state selezionate alcune belle opere, come il Salvator Mundi datato 1514-1520 prestato da un collezionista privato e il Polittico di Santa Fosca, riunito per la prima volta dopo mezzo secolo. L’opera era stata smembrata in seguito alla soppressione degli ordini religiosi in epoca napoleonica. I polittici erano particolarmente richiesti per la loro versatilità; dal punto di vista stilistico vi si nota il contributo dei collaboratori e il tono medio, leggero, per certi versi semplificato. La diatriba tra francescani e domenicani emerge dal San Paolo stante, con spadone che segna la diagonale. Il viso cotto dal sole fa pensare al ritratto dell’apostolo tracciato da Emmanuel Carrère nel suo ultimo libro, Il regno: “Nei ritratti Paolo è sempre calvo, con la barba, la fronte bombata, le sopracciglia unite sopra il naso. Il suo volto è così lontano da tutti gli stereotipi dell’epoca da far pensare che, molto semplicemente, Paolo doveva essere proprio così”.
La Madonna in trono con Bambino di Pozzale di Cadore ha accanto la riproduzione del disegno di Giovan Battista Cavalcaselle. Il grande Leone Marciano “anfibio”, con le zampe posteriori appoggiate sull’acqua a simboleggiare il doppio regno della Serenissima, sul mare e sulla terraferma, ha invece di fronte a sé il pezzo forte dell’intero percorso espositivo, il San Giorgio e il drago (con quattro episodi della vita del Santo) prestato dalla chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia, purtroppo illuminato in maniera non del tutto soddisfacente.
Benedetto era meno dotato del padre, rispetto al quale mostrava un più evidente gusto della narrazione e del linguaggio popolari, segno dell’abbassamento qualitativo della committenza, per compiacere la quale ricorreva a colori più accesi; allo stesso tempo concedeva maggiore spazio a nuove devozioni come quella del Nome di Gesù, tema della pala con l’Adorazione del nome di Gesù e i Santi, Giovanni Battista, Francesco d’Assisi, Bernardino da Siena e Paolo apostolo, arrivata dal Santuario di S. Antonio a Gemona.
Saul Stucchi
Didascalie:
Vittore Carpaccio
Trittico di Santa Fosca (1514)
Già Chiesa di Santa Fosca, Venezia.
Ricomposto per la prima volta dopo cinquant’anni in occasione della mostra.
I tre pannelli:
– San Pietro Martire
Olio a tempera su tavola, 105×36 cm, Museo Correr.
Fondazione Musei Civici di Venezia, Museo Correr
– San Sebastiano
Tempera e olio su legno, 105×44,5 cm, The Strossmayer Gallery of Old Masters
Croatian Academy of Sciences and Arts, Zagabria
– San Rocco e l’offerente il protonotario apostolico Pietro Lippomano
Olio a tempera su tavola, 105×36 cm, Accademia Carrara, Bergamo
Accademia Carrara – Comune di Bergamo
Vittore Carpaccio
San Giorgio che lotta con il drago e quattro episodi della vita del santo (1516)
Olio su tela, 180×226 cm, Abbazia di San Giorgio Maggiore, Venezia
Foto di Matteo de Fina
CARPACCIO
Vittore e Benedetto da Venezia all’Istria. L’autunno magico di un maestro
Fino al 28 giugno 2015
Orari: da martedì a giovedì 9.00 – 18.00; venerdì 9.00 – 21.00; sabato e domenica 9.00 – 19.00
Lunedì chiuso
Biglietti: intero 10 €; ridotto 8 €
Palazzo Sarcinelli
via xx Settembre 132
Conegliano (TV)
Info e prenotazioni:
tel. 199 15 11 14