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Voi siete qui: Arte » Bergamo celebra Palma il Vecchio, più veneziano di Tiziano

1 Giugno 2015

Bergamo celebra Palma il Vecchio, più veneziano di Tiziano

“Gran stupor! A chi vede ste piture ghe par de veder carne, vita e senso” scriveva Marco Boschini nella sua opera La Carta del navegar pitoresco, data alle stampe a Venezia nel 1674. E in questa citazione che apre il percorso espositivo c’è il filo conduttore della mostra Palma il Vecchio. Lo sguardo della bellezza con cui Bergamo finalmente (dopo cinque secoli!) rende omaggio al suo pittore. Quasi quaranta opere arrivate da tutto il mondo sono state raccolte nelle sale della GAMeC per la prima monografica – “evento unico e irripetibile” – dedicata a Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio per distinguerlo da suo pronipote, “il Giovane”.

Nato attorno al 1480 a Serina, fu a Venezia che divenne uno dei più importanti pittori della sua epoca e in Laguna si sarebbe spento nel 1528, più veneziano di Tiziano, secondo lo storico dell’arte Philip Rylands che ha scritto: “La magnificenza del colore e lo splendore dei tessuti, la giovane nobiltà dei santi, la varietà non priva di controllo e l’attento equilibrio fanno della sua migliore opera l’esempio più tipicamente veneziano per il suo tempo che non lo stile cosmopolita di Tiziano”.
PalmaVecchio_3Le sale sono piuttosto buie, con l’illuminazione artificiale concentrata sulle opere per esaltarne i colori. Già nella prima sala spiccano i prestiti internazionali: Berlino, Francoforte, Budapest e San Pietroburgo affiancano Roma e Firenze. Il curatore Giovanni C. F. Villa accompagna il visitatore tappa dopo tappa grazie all’audioguida compresa nel biglietto, prima illustrando il tema della sezione e poi soffermandosi sulle opere esposte. Si viene così a sapere che la “pala unificata”, con la presenza di più personaggi intorno alla Madonna in trono con il Bambino, legati in un unico spazio, era la soluzione ormai à la page a Venezia dopo Giovanni Bellini e il passaggio di Antonello da Messina. Vi ricorse anche il nostro Palma, salvo poi tornare all’ancona su pannelli per il polittico della sua Serina.

È questa l’opera cardine attorno alla quale è stata costruita la mostra. Oggetto di un lungo restauro, è letteralmente tornata a vivere e vederla risplendere nel buio della saletta che la ospita allarga il cuore. Al centro del registro superiore campeggia San Giuseppe, in una posizione privilegiata che testimonia la volontà di recuperarne il ruolo nella vicenda della Sacra Famiglia e dell’intera storia della chiesa. Alla sua sinistra c’è Santa Apollonia, una delle bionde più palmesche di Palma!
PalmaVecchio_8È lei la protagonista della sala didattica al cui centro campeggia la teca con i pigmenti utilizzati al tempo di Palma, dal cinabro al nero di vite e al realgar, passando per il lapislazzuli (a cui il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze dedica un’intera mostra, dal 9 giugno all’11 ottobre); ci sono poi quattordici tavole che raccontano le varie fasi della realizzazione e poi del restauro dell’opera. La sala più bella è inevitabilmente quella che si concentra sui ritratti, la specialità per cui Palma era celebrato al suo tempo e che ne fece la fortuna, anche economica.

Lo sguardo vaga dal Ritratto d’uomo, un tempo identificato nel poeta Ariosto, alla Bella di Madrid (in arrivo dal Thyssen-Bornemisza) e alla Dama in blu di Vienna. Le sue bionde hanno un incarnato di porcellana che evidentemente affascinava i contemporanei, spregiatori come i Minoici dell’abbronzatura femminile. Ma anche la sala dedicata al paesaggio è molto suggestiva e bene fa il curatore Villa a illustrare i differenti approcci al soggetto di Palma, Giorgione e Bellini. Ammirando la tela dell’incontro tra Giacobbe e Rachele colpirà la commossa unione delle destre più che il castissimo bacio tra i due innamorati, scambiato a labbra serrate come chiuse sono tutte le bocche di Palma. Persino le sue Sacre Conversazioni sono colte in un eterno momento di silenzio! Chiude il percorso il polittico di Santa Barbara che per la prima volta lascia la chiesa veneziana di Santa Maria Formosa.

Visto il grande successo di pubblico, l’apertura della mostra è stata prorogata di tre settimane: invece di chiudere il 21 giugno, resterà aperta fino al 12 luglio 2015.
Saul Stucchi

Immagini:
Palma il Vecchio
Madonna con il Bambino in trono tra le sante Barbara e Cristina e due committenti
olio su tela
Roma, Galleria Borghese
© “per gentile concessione della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma”

Palma il Vecchio
Giovane donna in abito blu con ventaglio
Kunsthistorisches Museum Wien, Gemäldegalerie
©2014. DeAgostini Picture Library / Scala, Firenze

PALMA IL VECCHIO
Lo sguardo della bellezza

A cura di Giovanni C.F. Villa

Fino al 12 luglio 2015

Orari:
da lunedì a giovedì 9.00 – 19.00
venerdì, sabato, domenica e festivi: 9.00 – 20.00
La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietto: intero 12 €; ridotto 10 €

GAMeC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea)
Via San Tomaso 53
Bergamo

Informazioni:
Tel. 035.0930166
www.ilpalma.it

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