A cinque anni di distanza dal precedente romanzo, Elena Rausa torna in libreria con la sua terza prova, Le invisibili, sempre per i tipi di Neri Pozza come Marta nella corrente (2014) e Ognuno riconosce i suoi (2018). Lo iato temporale, in realtà ancora più ampio, dice il lungo lavoro di ricerca, elaborazione e scrittura con cui l’autrice si è dedicata (anche) a questo romanzo che marca – se ce ne fosse stato il bisogno, ma noi siamo tra quelli che pensano di no – la definitiva conferma del suo valore letterario.
Le invisibili non è un romanzo da leggere nei ritagli di tempo, con la mente per metà impegnata in altre faccende. Non lo è per il tema – i temi -, per la storia, anzi il groviglio di storie che s’intrecciano con la Storia, per lo stile curato e cesellato: tutto l’insieme e i singoli elementi che compongono il ricchissimo affresco richiedono la massima attenzione. Sarà ripagata con un libro che lascia il segno.
Non è questa la sede (verrà l’occasione in futuro) per approfondire l’analisi delle fonti e del loro utilizzo da parte della scrittrice per creare la cornice che in realtà è il cuore stesso del romanzo: le passa velocemente in rassegna lei stessa nelle pagine che chiudono il libro. Mi limito a menzionare soltanto il fondamentale contributo di Angelo Del Boca, maestro imprescindibile degli studi sul colonialismo italiano, alcune opere del quale sono state pubblicate proprio da Neri Pozza.

Cosa lega l’Etiopia degli anni Trenta del secolo scorso alla Milano e più in generale all’Italia dei nostri giorni? Storie di fantasmi, potremmo dire. Le racconta in duecentocinquanta pagine la Rausa, tessendo tra loro derive e naufragi (compresa la tragedia del 3 ottobre 2013 nelle acque di Lampedusa), salvataggi e memoria, confessioni, testimonianze e prese in carico di responsabilità sui tre piani del tempo.
A quelli tra di noi che navigano a vista in quella che un tempo si chiamava mezza età, definizione che oggi spaventa tanto da meritarsi un qualche eufemismo anestetizzante, capita di fare i conti con la poca o nulla conoscenza del passato coloniale italiano. Quando non reticenti, i nonni hanno per lo più evitato di raccontare. Da parte loro, i nostri figli è già tanto se hanno sentito parlare di Napoleone e Garibaldi, figurarsi se conosco i nomi e le vicende di Rodolfo Graziani e Hailé Selassié!
In un continuo viavai temporale, l’autrice lega il passato al presente attraverso le storie di una decina di personaggi. Naturalmente non ha l’intenzione di spiegare il presente con il passato, né di giustificare quello, né di dare per scontato questo, come fosse già scritto. La crudele occupazione, gli eccidi, lo sfruttamento, i fenomeni del madamato e del concubinato hanno lasciato cicatrici ancora visibili e prodotto conseguenze ancora in atto. E non si pensi che tutto il male si esaurisca con il Fascismo ché “l’insabbiamento è tutto repubblicano”.
Nelle prime pagine del romanzo, ambientate nella Addis Abeba del 1937, Vittorio si macchia di un crimine per porre fine a un altro. Quali saranno le conseguenze di quei due gesti? Che vita condurranno Vittorio ed Ekelé, la ragazzina che lui tenta di salvare? Storie di fantasmi, dicevo più sopra. Non tanto per il cane “parlante” Curry, quanto per la misteriosa presenza di Lilit, visibile soltanto ad Arturo, il figlio di Vittorio.
Le invisibili è diviso in quattro parti, chiamate come gli elementi della natura: Terra, Fuoco, Acqua, Aria. La struttura non pesa sul romanzo come un architrave artificiale, ma svela la profondità dell’elaborazione del materiale narrativo e storico. Ne risulta un’opera-mondo perfettamente calibrata, in cui l’autrice si destreggia con agio sui piani temporali e spaziali. Con evidente affetto per ciascuno di loro (be’, per la maggior parte, almeno), fa agire e riflettere i vari personaggi, anche se non tutti hanno chiara la consapevolezza di “sentire che non siamo null’altro che vita vivente”.
Qualcuno è impegnato a interpretare in una sola esistenza molte vite, tutti cercano risposte a domande più o meno esplicite e di trovare il proprio posto in un mondo in cui i veri confini sono soltanto mentali, ieri come oggi. Facendo sua la lezione di Tolstoj, Elena Rausa scrive: “Ci si abitua a tutto: non lo ammetteresti mai, ma si nasce, si muore, si prova amore, gelosia, invidia anche sotto le bombe, vivere è sempre vivere, sotto qualunque cielo”.
Fatti di parole, silenzi e omissioni, i rapporti interpersonali non si esauriscono negli schemi delle parentele e naturalmente i più problematici e insieme ricchi di opportunità sono quelli tra genitori e figli, anche quando questi ultimi sono a loro volta già padri e madri, in particolare nei casi di Arturo e di Agata che di professione studia la Storia: possiamo dunque immaginarla alle prese con le Lettere alla moglie dalla campagna d’Etiopia (1935-1936) di Berto Ricci, pubblicato da Mucchi Editore con la curatela di Claudio Mariotti.
Disseminate qua e là per il romanzo si riconoscono briciole poetiche che richiamano autori cari alla scrittrice (da Montale a Eliot), ma senza che ne faccia sfoggio. Quello che in particolare preme all’autrice è presentare la memoria come esercizio attivo e non eredità passiva. La memoria si costruisce giorno per giorno e si mantiene viva soltanto se la si condivide. Vitale nella trasmissione è il ruolo delle donne, a cui troppo spesso tocca la parte delle vittime, anche dell’oblio.
Pagina dopo pagina il lettore accompagna Vittorio, Arturo e Dawit, Agata, Fatima, Linda, Tobia (il personaggio a noi più caro) e Sara e Yu, Mira e Lilit nell’intersecarsi delle loro vicende che sono anche le nostre, sia chiaro.
Saul Stucchi
Presentazioni
Venerdì 9 febbraio, giorno dell’uscita del romanzo, si è tenuta alla Libreria Ubik di Viale Monterosa a Milano la prima presentazione de Le invisibili: a dialogare con Elena Rausa c’era Giuseppe Lupo. Il calendario delle presentazioni prevede come prossimi incontri:
- Lunedì 19 febbraio ore 21.00
Sala Civica Sandro Pertini
Osnago (LC)
Con Milva Caglio - Venerdì 1° marzo ore 18.00
Libreria Il Gabbiano
Vimercate (MB)
Con Giorgio Vicenzi - Sabato 2 marzo ore 17.30
Libreria Il Colombre
Erba (CO)
Con Carla Giovannone - Domenica 3 marzo ore 11.00
Libreria Libri e Libri
Monza
Con Mauro Reali - Giovedì 21 marzo ore 20.45
Libreria La Cicala
Merate (LC)
Elena Rausa
Le invisibili
Neri Pozza
Collana I Narratori delle Tavole
2024, 280 pagine
19 €