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4 Maggio 2026

Da Castelvecchi “I racconti giovanili” di Klaus Mann

Scritti tra il 1919 e il 1932, i Racconti giovanili di Klaus Mann (a cura di Massimo Ferraris per Castelvecchi, 2025) descrivono la società europea degli anni Venti.

Sospesi tra due mondi − quello della vecchia Europa colma di convenzioni e ipocrisia e quello degli Stati Uniti − i protagonisti di Klaus (alcuni autori diventano così familiari da doverli chiamare con solo il nome) sono «figure tragiche, al punto di svolta di un’epoca», «europei degenerati» che «smarriti» partecipano a «orge che avevano qualcosa della rivincita».

Quello che si lasciano alle loro spalle è la speranza e l’opulenza della Belle Époque; il bagno di sangue della Prima guerra mondiale di cui hanno sentito i racconti e che non hanno avuto (fortunatamente) in sorte di vivere. A loro è dato il compito di raccoglierne i frammenti. Vedono quello che rimane di ciò che è stato entrare in crisi.

I valori tradizionali strenuamente difesi da certi vecchi genitori non corrispondono più alla società che sta tragicamente cambiando, soprattutto in Germania. Così si affidano al mito che gli Usa stanno costruendo: quello di una vita fatta di denaro facile, jazz, trasgressione, voci languide dei neri e l’esuberanza delle flapper girls.

Costretti dalla Storia, questi giovani saranno spettatori più o meno consapevoli del progressivo affermarsi in Germania del Nazismo (al quale in alcuni racconti Klaus Mann fa un debole accenno). E delle altre dittature presenti in Europa. Anche per questo il senso di smarrimento, d’inquietudine e di solitudine è palpabile.

Nella maggior parte dei casi i protagonisti sono giovani donne e giovani uomini colmi di aspettative incapaci di superare le aspettative dei padri. Per contrastare il mondo che li vuole attenti alle rigide regole sociali obsolete alcuni finiscono per suicidarsi o prostituirsi. Altri scelgono di dedicarsi a filosofie ‘moderne’ come l’antroposofia. Dove è il corpo a mettere in contatto l’essere umano con Dio, come descrive Klaus nel suo primo racconto, La pia danza.

Oltre a contestare le regole superate di un mondo in crisi, molti dei giovani contestano la vita borghese e rassicurante dei padri e conducono un’esistenza nomade e volutamente dissoluta. Viaggiano per gli States e lì finiscono per soccombere alle dinamiche del capitalismo e dei falsi miti di Hollywood.

La scrittura di Klaus è in parte acerba nei primi scritti per poi diventare più sicura nei testi della parte centrale e finale del volume. Klaus si interessa a sperimentare e a trovare la strada giusta, ricerca una forma adeguata. Così passa per racconti fatti solo di dialoghi, rivisita leggende, scrive qualcosa che si avvicina alle favole, al reportage (soprattutto nelle pagine in cui parla degli Stati Uniti d’America). Alle volte la sua prosa è ridondante perché sovraccarica di particolari e aggettivi. Ma le storie e i personaggi sono già quelli dei racconti della maturità.

C’è molto del mondo interiore di Klaus che, con un certo narcisismo, si rispecchia nei propri personaggi. Il giovane scrittore non aveva un’abitazione propria, passava il tempo tra locali e sale da ballo, viaggiava in continuazione, e scriveva senza tregua, ossessivamente, sin dall’adolescenza.

Sono molte le pagine in cui Klaus non fa altro che parlare di sé, usando i suoi personaggi proietta la sua «nevrosi dello spaesamento, la nostalgia quale flagello e stimolo», la solitudine e l’eccentricità pateticamente esaltate e coltivate come elemento di distinzione.

In alcuni racconti Klaus affronta il tema dell’omosessualità che lui stesso vive apertamente e che diventerà un tema ricorrente nelle sue opere future. In opposizione al velato omoerotismo che il padre − il Premio Nobel 1929 Thomas Mann − ha tratteggiato nei suoi romanzi e tenuto nascosto nella vita. E contro cui ha lanciato anatemi.

La pubblicazione delle opere di Klaus Mann, in questi ultimi anni, rimane un’interessante (e sorprendente) scoperta.

Claudio Cherin

Klaus Mann
I racconti giovanili
Castelvecchi
Collana Le vele
A cura di Massimo Ferraris
2025, 300 pagine
20 €

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