Una storia culturale in frammenti, una narrazione antropologica, un racconto introspettivo e saggistico nonché un’ossessione, questi i mondi racchiusi in Panterica di Giacomo Micheletti (per Italo Svevo, 2026).
Al centro del libro c’è il bisogno di capire cosa ci sia dietro gli avvistamenti di animali feroci − come pantere o grossi felidi (puma o leoni) − di cui si parla nella cronaca italiana nazionale e provinciale. L’idea del libro non è quella di confutare queste notizie come semplici leggende metropolitane. O fake news; miraggi; errori percettivi; o momenti in cui la ragione ha necessità di «una fuga verso un altrove illusorio, o un modo per donare profondità e colore allo sfondo su cui la vita di tutti i giorni, continuamente, scorre».
Queste sono solo alcune delle possibilità prese in considerazione che, ovviamente, non esauriscono la ricerca dell’autore. Del resto, l’intento di Micheletti è capire più che sminuire. La sua intenzione, infatti, è descrivere come questi fenomeni vengano raccontati dalla stampa, come suscitino interesse nei lettori o nei telespettatori; e come, poi, svaniscano improvvisamente. Lasciando dopo il loro passaggio nient’altro che foto sfocate.

È strano che si parli di animali di una certa specie e non animali qualsiasi (come elefanti o gorilla; ornitorinchi o orsi bianchi). La visione improvvisa di questi animali viene dalla cultura del territorio. Sono ‘fantasmi culturali’, sostiene Micheletti, che ricostruisce le origini antiche dietro le apparizioni di pantere o di un felide.
Di felidi, infatti, si parla nel mito il dio Dioniso, che li cavalcava nudo; se ne fa riferimento anche nelle parole di Paolo di Tarso e Leonardo da Vinci; diventano senhal, ovvero l’espediente, usato nella poesia medievale, per ‘schermare’ la donna amata.
Altra domanda del libro è capire come mai questi episodi siano iniziati soltanto negli ultimi decenni. Micheletti nota, poi, come gli avvistamenti delle pantere avvengano in periodi in cui c’è il sentore di un pericolo collettivo. Come quando, dopo una caccia sregolata la coscienza collettiva avverte che la popolazione dei lupi sta per estinguersi o dopo la tragedia ecologica e umana di Seveso o di Černobyl’.
Del resto, si iniziano ad avvistare pantere nere solo a partire dalla metà degli anni Ottanta, in «un’epoca segnata da un crescente senso di minaccia nei confronti del paesaggio naturale».
Nel testo il resoconto degli avvistamenti dei felidi si ferma all’agosto 2023. Quando, alle porte di Milano, nei dintorni di Gaggiano, ne è stato catturato un esemplare dai Carabinieri Forestali in un parco a Garbagnate Milanese.
Con pudico riserbo l’autore mette in correlazione l’interesse per queste apparizioni e la composizione di questo testo con una sua momentanea perdita della dimensione temporale inscritta nelle strutture grammaticali e narrative della lingua madre.
Panterica, il libro di Giacomo Micheletti, è stato segnalato anche alla 38° edizione del Premio letterario per scrittori esordienti Italo Calvino.
Claudio Cherin
Giacomo Micheletti
Panterica
Italo Svevo
Collana Biblioteca di Letteratura Inutile
2026, 160 pagine
16 €