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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Un nemico del popolo”: tra Paiato e Popolizio scintille

5 Febbraio 2020

“Un nemico del popolo”: tra Paiato e Popolizio scintille

Fino al 16 febbraio 2020 il Piccolo Teatro Strehler di Milano propone in cartellone lo spettacolo “Un nemico del popolo” di Henrik Ibsen nella traduzione di Luigi Squarzina, per la regia di Massimo Popolizio che ne è il principale interprete con Maria Paiato.

Assolutamente da non perdere, non tanto per i prestigiosi riconoscimenti avuti nell’ultima edizione del Premio Ubu (come spettacolo teatrale e per l’attrice Maria Paiato; mentre il premio per l’attore è andato a Lino Musella per The Night Writer), quanto per l’elevato valore artistico dello spettacolo.

Massimo Popolizio e Maria Paiato in "Un nemico del popolo" (foto di Giuseppe Distefano)

Quest’ultimo è dato dalla somma di varie voci, come sempre. La pregnanza del testo – non vogliamo dire “modernità” perché per chi scrive non riconosce un valore in sé al termine, ammesso poi che abbia un significato – è scandagliata, sottoposta ad analisi e ricomposta in continuum scenico sempre in tensione, anche grazie a veloci cambi di scena, con video e musica, introdotti da un narratore in salopette (Martin Chishimba) che ricorda lo schiavo Jim de Le avventure di Huckleberry Finn.

Il nocciolo della vicenda è presto sintetizzato: cosa fare una volta scoperto che le acque della stazione termale sono malsane? Sulle prime il Dottor Stockmann che ha fatto la scoperta non si pone nemmeno il problema, tanto gli pare evidente la risposta: chiudere l’impianto e procedere alla bonifica.

Di tutt’altro avviso il fratello nonché Sindaco della cittadina, in quest’allestimento spostata dalla Norvegia agli Stati Uniti d’America. Non se ne parla nemmeno. Finalmente c’è lavoro, movimento in città, l’economia ha preso a girare. Prova ne sono le scarpe infangate ai piedi dei personaggi in scena (belli i costumi di Gianluca Sbicca).

"Un nemico del popolo": Maria Paiato e Massimo Popolizio. Foto di Giuseppe Distefano

“La parola chiave è sviluppo”, dice il Sindaco, interpretato dalla sempre ottima Maria Paiato che qui si supera, portando ancora un po’ più su l’asticella del suo talento. Le tiene testa Massimo Popolizio che solo in pochi momenti sembra gigioneggiare, come quando scherza con la moglie dicendole “Sai cosa ho dietro di me? La maggioranza compatta!” (avrà presto modo di scoprire quanto male faccia…), mentre per il resto della recita dà il meglio delle sue potenzialità, che ne fanno uno dei più bravi attori italiani in assoluto, non c’è nemmeno bisogno di dirlo.

Con movimenti del corpo, sguardi, posizioni, i due attori rendono alla perfezione il profondo dissidio che separa i fratelli. È un dissidio che cova da tempo, anteriore alla scoperta dell’insalubrità delle acque, forse c’è sempre stato. “È una miniera di idee, mio fratello” dice piccato il Sindaco e non sta esprimendo un complimento.

In uno dei momenti di maggiore tensione i due si contrappongono come si affrontassero in un duello nel Far West. Il Dottore incarna il buon senso e la ragione, il Sindaco l’economia e il potere. La stampa “indipendente” e il ceto medio dei piccoli possidenti sono altri attori in gioco, assai volubili nel determinare quale sia effettivamente il “bene della comunità”.

Massimo Popolizio in "Un nemico del popolo" di Ibsen, foto di Giuseppe Distefano

La scena dell’incontro pubblico mi ha riportato alla mente “La morte di Danton” visto qualche anno fa proprio al Piccolo Teatro Strehler. L’esposizione di due visioni dell’affare in questione tra loro contrastanti lascia in fretta cadere i veli che coprono due visioni opposte della realtà e dell’agire politico. Questo cozzo provoca scintille e incendia l’atmosfera drammatica.

Il Dottore Popolizio e il Sindaco Paiato si affrontano con le armi della dialettica, ma la violenza non rimarrà imbrigliata nelle parole e a farne le spese sarà lo sconfitto. Ma a ben vedere, sembra chiedersi l’Autore e gli spettatori in sala con lui, chi è il vero sconfitto? Chi paga il conto – salatissimo – di scelte pubbliche prese per incompetenza e ignoranza, quando non per fini personali?

Che poi la maggioranza abbia sempre torto è quasi un assioma, mentre che la minoranza abbia sempre ragione mi sembra assai difficile da sostenere… Ma non vorrei essere bollato come “nemico dell’élite”…

PS: Mercoledì 5 febbraio, alle ore 17.00, la compagnia incontrerà il pubblico nel Chiostro Nina Vinchi di via Rovello 2. Come sempre, l’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione sul sito del Piccolo Teatro.

Saul Stucchi
Foto di Giuseppe Distefano

Un nemico del popolo

di Henrik Ibsen
traduzione Luigi Squarzina
regia Massimo Popolizio
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci Luigi Biondi
suono Maurizio Capitini
video Lorenzo Bruno e Igor Renzetti

Informazioni sullo spettacolo

Dove

Piccolo Teatro Strehler
Largo Greppi 1, Milano

Quando

Dal 28 gennaio al 16 febbraio 2020

Orari e prezzi

Orari: martedì, giovedì e sabato 19.30
mercoledì e venerdì 20.30
domenica 16.00
lunedì riposo
Durata: 1 ora e 45 minuti senza intervallo
Biglietti: intero platea 33 €; intero balconata 26 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.piccoloteatro.org

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