Aperta il 14 dicembre 2018, la mostra “Una città ideale, Dürer, Altdorfer e i maestri nordici dalla collezione Spannocchi a Siena” avrebbe dovuto chiudere i battenti il 5 maggio 2019. Invece è stata prorogata prima fino a novembre del 2019, poi fino al 18 aprile 2020. Ho così avuto la possibilità di visitarla nel mio breve viaggio a Siena, all’inizio di febbraio.
L’esposizione è ospitata in Santa Maria della Scala, in piazza del Duomo. A promuoverla è un pool di enti che comprende il Comune Siena, Santa Maria della Scala, il Polo Museale della Toscana – Pinacoteca Nazionale di Siena e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo, a cui si aggiunge il sostegno di Opera – Civita. La curatela è invece firmata da Cristina Gnoni Mavarelli, Maria Mangiavacchi e Daniele Pittèri.

Il percorso espositivo
Il percorso espositivo presenta al pubblico una quarantina di opere, suddivise in cinque sezioni:
- Scene sacre
- Ritratti
- Scene mitologiche e storiche
- Nature morte e vive. Scene di genere
- Vedute. Utopie
Ma cosa le lega tra loro? Sono tutte opere fiamminghe e, in senso più ampio nordiche, provenienti dalla Collezione Spannocchi, la più importante raccolta senese d’arte (il cui nucleo più antico però affonda le radici nella collezione dei Gonzaga di Mantova), donata al Comune nel 1835. I dipinti sono conservati per la maggior parte nella Pinacoteca Nazionale e nel Museo Civico di Siena (presso Santa Maria della Scala).
L’auspicio è che un giorno possa essere ricomposta. Per il momento si possono vedere a Siena due pregevoli pannelli dipinti da Albrecht Altdorfer con le “Storie di san Floriano”, prestati dalle Gallerie degli Uffizi che li possiedono da poco più di un secolo (per la precisione dal 1914). Sono queste due tavole ad aprire il percorso espositivo. Osservandole, mi sono domandato manzonianamente: “San Floriano, chi era costui?”. Veterano dell’esercito romano, subì il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano, venendo gettato con una macina al collo nel fiume Anesius (l’attuale Enns, in Austria). Ci si soffermi sui brutti ceffi della folla che attornia il martire, inginocchiato sul ponte di legno. La scena fa riflettere sulla psicologia delle masse (“E come sembra tutto disumano / E certi capi allora e oggi / E certe masse”, canta Battiato in “Giubbe rosse”).
San Girolamo
Tra i quadri più significativi spicca il “San Girolamo” di Albrecht Dürer, che nell’angolo superiore destro riporta la data di realizzazione e la firma dell’artista (nell’editoriale del 9 febbraio ho parlato dell’errore corretto a mano sul pannello didascalico con le informazioni sull’opera). Questo San Girolamo dialoga virtualmente con il “San Girolamo nello studio” di Hendrik van Steenwijck il Giovane.

Collocato in posizione d’onore al fondo della prima sala, merita di essere osservato con calma. Il Santo è rappresentato intento al lavoro in una sagrestia, con ampi finestroni alla sua sinistra a illuminare la scena (da notare che essendo il Santo destrimano, l’illuminazione da sinistra non era ottimale al suo lavoro di scrittura!). Alle sue spalle è appeso uno specchio convesso che ricorda il più celebre di tutti, quello dipinto da Jan van Eyck ne “I coniugi Arnolfini”, mentre il canonico leone se ne sta tranquillamente disteso sul pavimento a scacchiera.
Due utopie inquietanti
La piccola sezione dei ritratti, oltre al “San Girolamo” di Dürer, vede la presenza di un “Carlo V” e di un “Martin Schongauer” (maestro dello stesso Dürer), dipinti da due anonimi pittori tedeschi, mentre a un altrettanto ignoto pittore fiammingo-tedesco viene attribuito il “Ritratto di gioielliere” datato attorno al 1530-1540.

Tra le scene mitologiche e storiche spicca la “Lucrezia” dipinta da un artista della cerchia di Lucas Cranach, mentre viene riferita all’ambito di Abel Grimmer “La Torre di Babele” che chiude il percorso insieme alla “Veduta di città ideale” di Paul Vredeman de Vries.
Anche “La Torre di Babele” è un’opera da osservare centimetro per centimetro: dalla scena di impiccagione sulla sinistra agli architetti che mostrano al re il progetto della Torre, passando per l’incendio che sta devastando una casa proprio al centro della composizione. A questa utopia affollata risponde l’utopia priva di presenze umane della “Città ideale” di Vredeman de Vries. Ordinata ma altrettanto inquietante.
Saul Stucchi
Leggi anche: Hisham Matar a Siena o delle frittelle in Piazza del Campo
Didascalie:
- Albrecht Dürer
San Girolamo (1514)
Olio su tavola, 33,2 x 25,6 cm
Siena, Pinacoteca Nazionale - Hendrik van Steenwijk il Giovane
San Girolamo nello studio (1602)
Olio su rame, 28 x 38 cm
Siena, Pinacoteca Nazionale - Ambito di Abel Grimmer
La Torre di Babele (fine del secolo XVI – inizio del secolo XVII)
Olio su tavola, 49,9 x 66,5 cm
Siena, Pinacoteca Nazionale
Una città ideale. Dürer, Aldorfer e i Maestri Nordici della Collezione Spannocchi di Siena
Informazioni sulla mostraDove
Santa Maria della ScalaPiazza del Duomo 1, Siena
Quando
Dal 14 dicembre 2018 al 18 aprile 2020Orari e prezzi
Orari: dal 16 ottobre al 14 marzo: lunedì, mercoledì, venerdì 10.00 – 17.00giovedì 10.00 – 20.00
sabato e domenica 10.00 – 19.00
martedì chiuso
Biglietti: intero 9 €; ridotto 7 €