Rimane tempo fino a sabato 19 settembre per visitare la mostra Giorgio Milani. Babele, allestita alla Biblioteca Teresiana di Mantova. A ingresso gratuito, è visitabile durante gli orari di apertura della Biblioteca. Attenzione: in alcuni momenti della giornata le sale in cui sono disposte le opere sono riservate esclusivamente alle funzioni istituzionali e dunque la visita non è consentita. Il sottoscritto, per esempio, si è presentato alle 14.00 solo per scoprire che il primo “turno” disponibile era alle 15.00…
Metodologia della visita a parte – si viene accompagnati, anzi seguiti, da un addetto del personale che si assicura che non vi venga l’idea di rubare uno dei preziosi volumi delle collezioni – la mostra è assolutamente da non perdere.
Ne firmano la curatela Francesca Ferrari, Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi che hanno selezionato 70 opere dell’artista piacentino – 80 anni compiuti lo scorso giugno – per lo più sculture con l’aggiunta di alcuni dipinti. A eccezione di quelle poche esposte all’ingresso della Biblioteca, nella sala dedicata al Memoriale della Shoah, le opere sono raggruppate in nuclei tematici, ovvero in cicli dai titoli molto evocativi: Torri di Gutenberg, Sindoni, Poetari e – appunto – Babele.

Ad accogliere il visitatore è l’opera site specific Rifugio, realizzata quest’anno. Si tratta di un assemblaggio di fregi e caratteri di alluminio su acciaio specchiante, opera «dedicata alla Biblioteca Teresiana come rifugio dalle Babele Contemporanee», recita la didascalia.
Già queste prime opere entrano in qualche modo in dialogo con quanto le circonda, che sia la lapide posta a memoria del centenario del 1959 «sacro all’Italia per la iniziata unità della patria e per la riconquistata indipendenza», sotto la quale trova posto Omaggio a Borgese del 2025, o Opera Aperta tra Oriente e Occidente del 2010, i cui dettagli delle due ante sono tutti da osservare, tra caratteri mobili, rosette e altri elementi in rilievo.
L’espositore con i nomi degli ebrei mantovani perseguitati dalle Leggi razziali del 1938 (ma è il caso di ricordare che l’antisemitismo di Mussolini e del fascismo datava a ben più indietro) – in rosso i nomi dei cinque ragazzi che subirono il processo di persecuzione dall’inizio alla fine, fino allo sterminio – sembra un’opera dello stesso Milani, tanto che in un primo momento ho cercato la corrispondente didascalia sul pavimento.

Nelle sale della Biblioteca sono squadernate – con sapiente maestria – decine di opere di varie dimensioni, poste sui tavoli (mi sono chiesto come facciano a non rotolare le sfere della serie Babele globale, in evidente dialogo con i Globi Celesti di Vincenzo Coronelli, di fine Seicento…), su appositi supporti come il Libro Poetario carbonizzato del 2013 in posizione d’onore sotto il ritratto della fondatrice Maria Teresa d’Austria che volle la Biblioteca nel quarantennale del suo regno, lo stesso 1780 in cui sarebbe morta – o direttamente per terra come le Torri di Gutenberg.
Il visitatore non si lasci sfuggire gli assemblaggi della serie Q-Save, posti sugli scaffali come fermalibri (il mio preferito è quello dedicato all’Aleph di Borges, autore caro anche a Milani). Tra i libri mi sono soffermato in particolare sui Buddenbrook di Thomas Mann e su Il processo di Franz Kafka (ancora nella retina le scene dell’allestimento di ArchivioZeta al Cimitero Militare Germanico al Passo della Futa…).
A proposito di Babele: quella imminente del Festivaletteratura – dal 9 al 13 settembre – è un’ottima occasione per visitare la mostra di Giorgio Milani alla Teresiana.
Saul Stucchi
Giorgio Milani. Babele
Informazioni sulla mostraDove
Biblioteca Teresianavia Roberto Ardigò 13, Mantova
Quando
Dal 27 giugno al 19 settembre 2026Orari e prezzi
Orari: da martedì a venerdì 9.00 – 18.00sabato, 9.00 – 13.00
Biglietti: ingresso gratuito