La maledizione dei Löwensköld di Selma Lagerlöf (traduzione di Andrea Berardini, Iperborea, 2026) ruota attorno a Karl-Arthur, giovane pastore animato da un ideale cristiano assoluto, quello di seguire e mettere in pratica le oscure e imperscrutabili volontà di Dio.
La sua vita è legata a tre donne che, in modi diversi, lo influenzano. C’è sua madre Beate, convinta del talento del figlio; Thea Sundler, donna sposata ma invaghita del giovane, abilissima nel tessere maldicenze; infine c’è Charlotte, la fidanzata che lo segue e lo ama in modo puro e semplice.
Karl-Arthur e Charlotte vengono da un contesto sociale diverso. Karl è nato in una famiglia influente e ricca, mentre Charlotte è un’orfana. La ragazza sogna per Karl-Arthur una vita di successi perché sa che è scritto nel suo destino; il giovane non ha altri progetti che vivere in povertà per avvicinarsi a Dio. Perché si rende conto di essere «schiavo del mondo». E incapace di seguirne le volontà.

Un giorno, per gioco, Charlotte confida al fidanzato che se Schagerström, un ricco proprietario di un mulino, le facesse una proposta di matrimonio, lei l’accetterebbe. Karl-Arthur si infuria. E i due litigano. Quello che sembra un litigio tra innamorati diventa una scelta di vita e di separazione.
Quando Schagerström viene a sapere quanto detto da Charlotte, decide di chiederle davvero in sposa, ma la ragazza rifiuta la proposta. Così l’uomo riparte pur essendo rimasto profondamente colpito dalla giovane donna.
Thea diffonde pettegolezzi nella comunità su Charlotte, la quale, per amore di Karl-Arthur, si rifiuta di difendersi ma si assume la colpa della fine del fidanzamento di fronte alla madre di Karl e davanti all’intero gruppo di fedeli. Schagerström, il cui amore per Charlotte cresce, tenta più volte di aiutarla a sistemare le cose. Ma le vicende si complicano.
Karl-Arthur, infatti, decide di sposare la povera Anna Svärd perché pensa che sia la volontà di Dio. Questa decisione porta alla rottura tra il giovane e la sua famiglia.
Charlotte cerca disperatamente un modo per riconciliare il giovane con la famiglia. Il prezzo che deve pagare è un accordo con Thea Sundler. Thea afferma che convincerà Karl-Arthur a tornare a Karlstad e a riconciliarsi, ma per farlo pretende che Charlotte scompaia dalla vita del giovane pastore e sposi Schagerström. Charlotte finisce per non opporsi al matrimonio con il mugnaio, per il bene dell’ex fidanzato.
Selma Lagerlöf in questo romanzo tralascia il gusto per il fantastico, la rinascita e costruisce una storia in cui riflette sul significato che Dio assume nelle coscienze degli uomini e sul bisogno di seguire le proprie inclinazioni. Senza dimenticare il valore morale delle scelte degli uomini.
Con grande padronanza della materia narrativa Selma Lagerlöf costruisce un romanzo psicologico in cui scava nell’indole e nelle lacerazioni interiori dei singoli personaggi.
L’anello rubato e La maledizione dei Löwensköld sono parte di una trilogia che si conclude con il romanzo Anna Svärd, romanzo non ancora tradotto in italiano.
Claudio Cherin
Selma Lagerlöf
La maledizione dei Löwensköld
Traduzione di Andrea Berardini
Iperborea
Collana Gli Iperborei
2026, 386 pagine
19,50 €