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Voi siete qui: Musica & Danza » La terapia di Zamboni e Baraldi è una cura omeopatica in salsa CCCP

4 Luglio 2011

La terapia di Zamboni e Baraldi è una cura omeopatica in salsa CCCP

Zamboni_ante Il caso non esiste, si sa. Quindi le coincidenze sono semplicemente nodi che hanno la funzione di richiamare la nostra attenzione, altrimenti disorientata dall’eterno fluire delle cose.

Atterro da questo volo pindarico giusto per raccontare che sabato mattina, sfogliando il giornale in spiaggia a Rimini, ho letto del concerto che Massimo Zamboni e Angela Baraldi avrebbero tenuto la sera stessa a Bologna, intitolato in modo programmatico Solo una terapia: dai CCCP all’estinzione.

E cosa sono 240 chilometri (tra andata e ritorno), pur in aggiunta ai 360 del giorno prima macinati in sette interminabili ore immobilizzati in un traffico già vacanziero? Nulla. Quando ancora capiterà – mi sono chiesto – l’occasione di ascoltare Zamboni e Ferretti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, se pur divisi su due palchi e accompagnati da due gruppi diversi?

Altro che notte rosa riminese! Posso archiviare la notte rossa bolognese tra le esperienze più intense della mia personale carriera di spettatore. Ho parcheggiato davanti al cancello dei Giardini di Via Filippo Re a Bologna (mirabile dictu) e già sentivo le familiari note dei CCCP. E che diavolo! C’era ancora il sole e sul prato si contavano un paio di presenze umane. Erano soltanto le prove…

Ho visto Zamboni mangiare in compagnia della band e di Angela a pochi metri dagli stand del bar e dei venditori di piadine, con un solo albero a riparare la loro “privacy”. Poi, quando è scesa la notte, il gruppo è salito sul palco ed è cominciato il viaggio, inevitabilmente con il brano In viaggio: “Girano i Sufi in tondo nello spazio, nel tempo. Salgono in verticale i monaci in clausura, immobili”.

Come viaggiano i viandanti, viaggiano i giornalisti culturali, pensavo.
Zamboni_1
E poi è partita la scarica di Tu menti. Dal palco Angela irradiava una carica di energia contagiosa, eppure nelle prime file eravamo ancora tutti seduti, come a un concerto di Baglioni. Avevo intravisto donne incinte, bambini piccoli, molti papà coi capelli bianchi (o ormai senza); quarantenni più o meno splendidi ci limitavamo a muovere la testa e ad accennare qualche passo da fermi.

Quando se non ora; Allarme… Emozioni e ricordi si mescolavano nella calda notte emiliana, mentre sopra di noi vegliava impassibile la costellazione del Carro.

Per me lo so ha reso incandescente l’atmosfera e le prime schitarrate di Io sto bene hanno abbattuto gli argini: tutti i piedi a pogare! Anche il giornalista culturale con l’iPad nello zainetto e la fotocamera aziendale tra le mani (provateci voi, e poi saprete dirmi…).


Cos’altro dire? Zamboni ha più volte ringraziato per l’accoglienza calorosa di questa Emilia paranoica (a cui si aggiungeva almeno una presenza dalla Brianza analcolica) che non dimentica – e come potrebbe? – quello che lui, insieme a Giovanni Lindo, ha fatto per la musica e la cultura italiane.

Da parte sua la Baraldi ha dimostrato di essere una frontwoman all’altezza della situazione, magnetica, trascinante e per nulla impaurita dall’idea di essere messa a confronto con l’Assente. E ora tocca a lui, al Monaco Obbediente: appuntamento a Villa Arconati di Bollate giovedì 7 luglio.
Saul Stucchi

SOLO UNA TERAPIA: dai CCCP all’estinzione
Massimo Zamboni e Angela Baraldi in concerto

2 luglio 2011

Giardini di via Filippo Re
Bologna
Ingresso libero

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