È stato un viaggio il concerto spettacolo (o spettacolo concerto che dir si voglia) che Nicola Segatta ha tenuto al M.I.T.A. – Museo Internazionale del Tappeto Antico la settimana scorsa, per le Settimane Barocche di Brescia: come un pezzo di legno – in realtà, vari pezzi di legni diversi – diventa uno strumento che tocca le corde dell’anima umana.
E tutto costruito attorno all’idea del viaggio è stato il concerto di ieri sera, sempre nell’ambito della rassegna Settimane Barocche, ancora in collaborazione e nella cornice (e che cornice!) del M.I.T.A.
Sotto il titolo di Dal Barocco al Klezmer il pubblico ha visto esibirsi il duo di violinisti Raphael Negri e ShuYue Chen che ci ha accompagnato in giro per il mondo, dalla Francia alla Polonia passando per il Perù e gli Stati Uniti e attraversando diversi secoli di repertorio.

Davanti agli occhi – tra un tappeto antico e l’altro – avevo un pannello che riportava questa citazione, enigmatica quanto i disegni che impreziosiscono i tessuti esposti:
Il ritorno
è il movimento
del Tao
Si manifesta
tramite la dolcezza
Tutti gli esseri sono generati
dall’Essere
L’Essere è generato
dal Non-Essere
Chissà che non avesse una qualche attinenza con la musica suonata ieri sera, in quel labirinto di note che è stato il concerto, dal «programma un po’ bizzarro», per ammissione dello stesso Negri. È stato un viaggio allo stesso tempo musicale e geografico, ricco di incroci tra la musica cosiddetta ufficiale e quella popolare. Tra una tappa e l’altra del percorso, il violinista ha illustrato le tre aree europee fondamentali per lo sviluppo del violino, con le rispettive caratteristiche: la cantabilità per l’Italia, il virtuosismo per l’area di lingua germanica e il forte legame con il balletto per la Francia.

E poi Rameau e l’ambasceria dei nativi americani alla corte del re di Francia, la ricerca dell’oro nei fiumi del Nuovo Mondo e la passione per i treni, il lungo giro e l’enorme diffusione del tema della follia, forse nato in Africa e poi sviluppato in Portogallo, talmente celebre che Beethoven ne inserì alcune battute nel secondo movimento della Quinta sinfonia. Un motivo prima gaio che poi vira verso toni più austeri che mi ha fatto tornare in mente l’incontro con Thomas Chigioni, direttore dell’Ensemble Locatelli, che ha chiacchierato con me di “ostinata follia” per la mia rassegna “I giorni dell’ostinazione” alla Biblioteca Ostinata di Milano.
Il concerto si è chiuso con un brano cinese tradizionale, una sorta di ritorno a casa per la violinista che durante l’esibizione ha spesso cambiato posizione con Negri, alternandosi nelle parti principali e in quelle di accompagnamento. Ma prima del bis finale c’è stato tempo di apprezzare i ghirigori sonori della musica klezmer, quel “tappeto sonoro”, verrebbe da dire guardando ammirati i pregevoli pezzi esposti al M.I.T.A., srotolato davanti agli sposi in occasione delle celebrazioni di matrimoni…
Saul Stucchi
Settimane Barocche di Brescia
Dal 4 ottobre al 28 novembre 2026
Informazioni: https://settimanebarocche.com