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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Glengarry Glen Ross”: per vendere si finisce col vendere se stessi

21 Ottobre 2013

“Glengarry Glen Ross”: per vendere si finisce col vendere se stessi

Glen 2
“Il caffè è per chi chiude i contratti!”. La tagliatrice di teste è arrivata in sede con il compito di gettare nel panico i colleghi: dovranno darsi una svegliata senza la nera bevanda, perché hanno poltrito fin troppo e ora la musica è cambiata. Tosta e sboccata oltre i limiti della volgarità viene a portare due novelle, una bella e una brutta (anche se a ben guardare la prima non è tanto migliore della seconda…). Parte in quarta lo spettacolo Glengarry Glen Ross che il Gruppo Teatro Rare Tracce ha tratto dall’opera di David Mamet e portato in scena al Teatro Alfredo Chiesa di Milano nelle date del 17, 18 e 19 ottobre, per la regia di Marco Lindi e la direzione artistica di Danilo Ghezzi (la versione cinematografica, datata 1992, aveva la firma di James Foley e un cast d’eccezione che comprendeva Jack Lemmon, Al Pacino, Ed Harris e Kevin Spacey. In Italia era uscita col titolo “Americani”).
Glen 1

“Sapete cosa ci vuole per vendere beni immobili? Ci vogliono palle d’acciaio per vendere beni immobili!”. Ci vogliono nervi saldissimi anche per resistere alle pressioni psicologiche, alla minaccia di perdere il lavoro, alla paura di essere traditi dai colleghi e alla tentazione di tradirli a nostra volta. Quando il messaggio pompato nelle orecchie è che l’unica cosa che conta nella vita è “farli firmare sulla linea tratteggiata”, anche il venditore più ingenuo comprende che il rispetto per i clienti è archiviato per sempre nel cestino della spazzatura.

Spinti dalla carota di una scintillante Cadillac e dal bastone del licenziamento su due piedi i venditori cercano di “lisciare” il collega che fa da tramite con i capi dell’agenzia immobiliare Mitch & Murray: è lui infatti che ha il compito di assegnare i contatti e da quelli dipende in gran parte il successo del loro lavoro. C’è quello che è disperato perché si ritrova in fondo alla classifica di vendite ed è consapevole di essere a un passo dalla cacciata; c’è quello che prova a vendersi al collega, promettendogli soldi in contanti e una percentuale sui contratti che riuscirà a chiudere (lo sente!); c’è quello che analizza la situazione in modo freddo per concludere che allo sfruttamento dei capi non si può che rispondere colpendoli là dove fa più male, ovvero nel portafoglio. E così progetta il furto dei preziosissimi contatti, quelli più validi e aggiornati.

L’arrivo della polizia è solo un ulteriore passo verso la resa dei conti tra colleghi. Per vendere, alla fin fine, bisogna vendersi.
Saul Stucchi
Twitter@alibionlineit

Glengarry Glen Ross

di David Mamet

con (in ordine alfabetico):
Elisa Colleoni
Maurizio Gualtieri
Marco Lindi
Luca Monticelli
Michele Pietrunti
Roberto Saranga
Ivan Sirtori
Mario Zanello

Luci: Alba Riveda
Regia: Marco Lindi
Direzione artistica: Danilo Ghezzi

Teatro Alfredo Chiesa
via S.Cristoforo 1
Milano


17-18-19 Ottobre 2013 ore 21.00

www.raretracce.it

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