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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Onírica Mecánica mette in scena un viaggio allegramente triste

16 Maggio 2011

Onírica Mecánica mette in scena un viaggio allegramente triste

Viaje_ante2 La primera vez, “la prima volta…”: ciascuno di noi può stilare un elenco più o meno lungo di “prime volte”. Nel mio personale da questa sera posso aggiungere “la prima volta che a teatro ho assaporato il profumo di una cipolla appena tagliata”. L’ho sentito diffondersi dal palco alla prima fila dov’ero seduto, provando un intenso piacere e domandandomi come mai, prima d’ora, non mi era mai capitata questa esperienza e perché i registi (anche senza scomodare Proust) sottovalutino così colpevolmente questo senso nelle loro rappresentazioni. “Anche il naso vuole la sua parte”, ho capito stasera. Devo ringraziare la compagnia spagnola Onírica Mecánica che ha portato a Milano El intrépido viaje de un hombre y un pez. È uno spettacolo delicato, poetico e trasognato, con un uso sapientemente calibrato delle luci e delle musiche che sottolineano i punti più emozionanti del viaggio del protagonista, alla ricerca – ma non alla scoperta – dei segreti della vita.
Viaje3
Sul palco Jesús Nieto ricorda Forrest Gump seduto alla fermata dell’autobus: irretisce gli ascoltatori con la semplicità (tutt’altro che banale) delle sue storie. Inanellando frase dopo frase (in spagnolo) intesse una fiaba allegramente triste sul dolore del distacco. Perché diventare adulti significa abbandonare le certezze dell’infanzia, il recinto del piccolo mondo in cui si è cresciuti e partire per l’ignoto. Significa trovarsi di fronte a porte chiuse, dover sciogliere enigmi, andare avanti e poi tornare indietro, per ritrovare un luogo che nel frattempo sarà inevitabilmente cambiato.
Viaje4
Sembra un puparo che abbia liberato, anche solo per un momento, il suo pupazzo dai fili con i quali solitamente lo muove e per una sera abbia deciso di avere un contatto più diretto con la sua “creatura”. Senza filtri, può ballare con lui, fargli il bagno, accarezzarne il cuore che pulsa. Dentro nella casetta dei sogni c’è l’abile Sergio Garciá, che questa sera ha svelato alcuni dei suoi “trucchi” agli spettatori, invitati a salire sul palco al termine dello spettacolo. Anche questa è stata per me una “prima volta”, degna di venire iscritta nell’elenco di quelle memorabili.

PS: un papino che ha chiamato il suo figliolo Giona non può che provare un’immediata simpatia per il taciturno pesciolino Jonás… 🙂
Saul Stucchi

El intrépido viaje de un hombre y un pez
di Onírica Mecánica

Spettacolo in spagnolo

Il pesce                                Jonás
L’uomo                                Jesús Nieto
Manipolazione di pupazzi   Sergio Garciá
Luci                                     Paloma Parra
Il vento del dirigibile          Marta Gomez
Rumori e musica                 Mauricio Corretjé
Cianfrusaglie                       La Faena, David Herráez
Eco                                      María Pompas
Idea del sofà verde              Ana Ramos

16-17 maggio ore 21.00

Teatro Verdi
Via Pastrengo 16
Milano
Tel. 02 6880038

Informazioni e prenotazioni:
Tel. 02.27002476
www.teatrodelburatto.it

Biglietto: intero 18 €; ridotti 13/9 €

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