Fino al 15 settembre si può visitare al Museo Bizantino e Cristiano di Atene la mostra La Grecia e le rotte verso Occidente. Il relitto nel Canale di Otranto, inaugurata a metà dello scorso giugno. È un’esposizione piccola – allestita in un paio di salette vicino all’ingresso del museo – ma interessante per il materiale esposto e soprattutto per il racconto di come è stato individuato (durante i lavori per la realizzazione del Gasdotto Trans-Adriatico), recuperato, restaurato e studiato.

Il recupero è stato tutt’altro che agevole, visto che il relitto giace a 780 metri di profondità. La tecnologia attuale, però, consente di mettere in sicurezza i reperti attraverso strumenti comandati da remoto. Guardando il video che illustra le operazioni mi è tornata alla mente una scena del film Acque profonde di Adrian Lyne: il collegamento non è tra il titolo e la profondità del Mediterraneo tra Adriatico e Ionio, quanto alla duplicità della tecnologia.
Il protagonista (impersonato da Ben Affleck), pur ancora giovane, è in pensione perché ha inventato un chip che potrebbe essere usato per guidare droni che portino aiuto a chi soffre la fame e la sete nel deserto e che invece viene impiegato per pilotare macchine di morte. Ecco, in questo caso la tecnologia mostra davvero la sua utilità e si prova una certa emozione ad assistere alle operazioni di salvataggio: vaso per vaso, compresi i noccioli delle olive (queste ultime probabilmente costituivano una parte dell’alimentazione dell’equipaggio, più che essere una merce da commerciare).

Sulla nave erano stivati oltre trecentocinquanta vasi. Un pannello didattico ne mostra la suddivisione per tipologia: dalle 36 anfore a esemplari unici di oinochoe (una brocca per versare vino o acqua) e kylix (una coppa per il vino), passando per ben 173 skyphoi (altra forma di coppa, più bombata). Un altro pannello è dedicato proprio alle tipologie di vasellame rinvenuto nel relitto, mentre alle pareti sono riprodotte alcune citazioni da Tucidide sul commercio in cui primeggiavano i Corinzi, forti della posizione strategica della loro città che guardava su due mari.
Un altro pannello riassume le tappe cronologiche del recupero: dal rinvenimento del 2018, ai lavori di analisi della situazione e di recupero dei primi oggetti l’anno seguente, fino al completamento del recupero nel 2025.
Dopo aver visitato l’esposizione ci si immerge nel mare magnum della sterminata collezione permamente del Museo Bizantino e Cristiano che comprende numerosi vasi e oggetti di ceramica: nonostante siano passati oltre mille anni dall’epoca arcaica le navi ancora fanno naufragio e, in qualche modo, conservano per gli archeologi il loro carico.
Un pannello ricorda che tra i relitti più importanti di epoca bizantina c’è quello rinvenuto nelle acque di Kastellorizo, che per noi italiani è famosa soprattutto per Mediterraneo di Gabriele Salvatores. Anche quel film, in effetti, raccontava di un naufragio (reale e metaforico)…
Saul Stucchi
La Grecia e le rotte verso Occidente
Il relitto nel Canale di Otranto
Informazioni sulla mostra
Dove
Museo Bizantino e CristianoLeoforos Vasilissis Sofias 22, Atene (Grecia)
Quando
Dal 16 giugno al 15 settembre 2026Orari e prezzi
Orari: tutti i giorni (tranne il martedì, giorno di chiusura) 08:30-15:30Biglietti: intero 8 €; ridotto 4 €