È in chiusura la mostra Appiani. Il Neoclassicismo a Milano, allestita al Palazzo Reale di Milano fino al prossimo 11 gennaio.
Curata da Fernando Mazzocca, Francesco Leone e Domenico Piraina, è promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale, Civita Mostre e Musei, Electa e MondoMostre. È organizzata in partnership con lo Châteaux de Malmaison et de Bois, il Grand Palais di Parigi e il Louvre e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano, la Pinacoteca di Brera e Villa Carlotta. Presenta al pubblico oltre cento opere selezionate da collezioni pubbliche e private e disposte lungo un percorso espositivo che si articola in nove sezioni.
All’ingresso è possibile scaricare l’audioguida utilizzando un QR Code (i contenuti sono però disponibili soltanto temporaneamente). Ad aprire il percorso, invece, è la sezione “L’immagine dell’artista”.

Tra le opere che personalmente ho trovato più interessanti segnalo per prima il Ritratto del generale Desaix, un olio su tela dipinto tra il 1800 e il 1801, ovvero dopo la morte dell’eroe di Marengo (arriva in prestito da Versailles). Per restare in tema di gloria militare è il caso di menzionare Il generale Bonaparte e il Genio della Vittoria che incide le sue imprese alla battaglia del ponte di Lodi, del 1796, arrivato dalla Dalmeny House di Edimburgo. La figura del Genio intento a incidere sullo scudo riprende un tema iconografico che risale alla monetazione romana: ho in mente pezzi con la Victoria Augusti nell’atto di prendere nota dei successi di Vespasiano.
Dal castello di Malmaison – residenza di Giuseppina – è arrivato il ritratto del figlio Eugène de Beauharnais in petit habillement di viceré d’Italia (1810), mentre dalla Camera dei Deputati (ma di proprietà della Pinacoteca di Brera) è giunto il Ritratto di Napoleone in petit habillement di re d’Italia (1805, l’anno dell’incoronazione nel vicino Duomo). Sono alcune delle opere che raccontano la celebrazione del potere nell’età napoleonica, a cui è dedicata l’ottava sezione, mentre la successiva e ultima è intitolata “La Sala della Lanterna: l’eredità di Appiani”.

Non solo ritratti su tela, però. Ci sono, per esempio, affreschi come La Temperanza e La Giustizia, staccati e trasportati su tela, dalla Villa Carlotta di Tremezzina. C’è l’Apoteosi di Napoleone, il cartone per l’affresco della Sala del Trono di Palazzo Reale, realizzato a matita nera con lumeggiature bianche carta (dal Louvre). Ci sono medaglie commemorative e poi i pannelli decorativi a finti arazzi dello stesso Palazzo Reale, di cui Appiani ha dipinto le figure, mentre Giuseppe Levati è autore dei motivi ornamentali.
È però innegabile che i ritratti di quell’epoca irripetibile – anche e forse soprattutto per Milano – sono tra le opere più significative e carismatiche della selezione proposta al pubblico dai curatori. Ecco Augusta Amalia di Baviera; il conte Teodoro Lechi in uniforme di colonnello generale della Guardia Reale dell’esercito del Regno Italico e accanto quello della sorella Alessandra (Fanny) a dividerlo dal conte
Alessandro Trivulzio, ministro della guerra.
A chiudere il percorso un’eco sbiadita di quelli che furono i Fasti di Napoleone, ciclo dipinto da Appiani tra il 1800 e il 1807 (tra la battaglia di Marengo e la pace di Tilsit, per dire, anche se le scene rappresentate coprono un arco temporale che va dalla prima campagna d’Italia del 1796 fino alla vittoria di Friedland del 14 giugno 1807) e andato distrutto da un bombardamento degli Alleati nel 1943: uno degli infiniti “danni collaterali” di ogni conflitto.
Nelle ultime righe del pannello di sala così leggiamo: «Grazie alle moderne tecnologie, partendo da una campagna fotografica che fu realizzata prima della Seconda Guerra mondiale, oggi è stato possibile riprodurre nelle dimensioni reali l’intero ciclo e disporlo nella sua originaria collocazione, illudendoci di poter scongiurare le ingiurie della storia e del tempo».
Appunto: un’illusione.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Andrea Appiani
Ritratto del generale Desaix, 1800-1801
Olio su tela, 99,2 x 74,7 cm
Versailles, Musée national des châteaux de Versailles et de Trianon
© RMN-GP (Château de Versailles)
© Franck Raux - Un’immagine dell’allestimento
Foto di Vincenzo Bruno per Electa
Appiani. Il Neoclassicismo a Milano
Informazioni sulla mostraDove
Palazzo RealePiazza del Duomo 12, Milano
Quando
Dal 23 settembre 2025 all’11 gennaio 2026Orari e prezzi
Orari: da martedì a domenica 10.00-19.30Giovedì fino alle 22.30
Lunedì chiuso
Biglietti: intero 15 €; ridotti 13/10 €