“Sono di più sul lato sinistro. Vogliono vedere il pianista”. Così mi ha detto la signora seduta accanto a me, indicandomi gli spettatori nella platea di destra (dimentico sempre che l’indicazione dei posti è fatta considerando il punto di vista dell’orchestra). Ieri sera – giovedì 13 ottobre 2022 – stavamo per assistere al concerto inaugurale della stagione Sinfonica 2022/2023 (la settantottesima) dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali al Teatro Dal Verme di Milano. La stagione ha per titolo Variazioni su un tema.
In realtà l’avremmo visto anche noi, ovviamente, ma la signora, molto più esperta di me si riferiva alle mani del pianista, a noi nascoste dell’imponente strumento.
Julian Trevelyan si è presentato senza scarpe: calze scure, pantaloni grigi e camicia di raso color oro. Britannico, classe 1998, vanta un curriculum davvero notevole. La scheda biografica riprodotta sul programma di sala ricordava, tra le altre cose, che Trevelyan “dirige un quartetto d’archi, suona strumenti storici e fa parte di un coro a cappella mandarino”. È laureato in geologia: chissà cosa ne pensa della convinzione di Sheldon Cooper, ovvero che la geologia non sia una vera scienza… Tra parentesi: Trevelyan suona scalzo perché non vuole “perdere i contatti con la Terra”, per dirla con Battiato?
Scherzi a parte, la sua esibizione è stata magistrale e si è giustamente meritata i calorosissimi applausi del pubblico.

Sul podio c’era il direttore principale James Feddeck.
Programma
Qui sotto riporto il programma del concerto inaugurale:
- Witold Lutosławski
Variazioni su un tema di Paganini - Maurice Ravel
Boléro - Modest Petrovič Musorgskij
Quadri di un’esposizione (orchestrazione di Ravel)
Trevelyan ha suonato soltanto le Variazioni di Lutosławski: nella seconda parte come solista. Mi sono poi accorto che riuscivo almeno a intravedere i movimenti di una sua mano, riflessi dalla superficie lucida del coperchio del pianoforte.
Confesso però che a incuriosirmi erano soprattutto le differenti tecniche di esecuzione di due violoncelliste: una impugnava l’archetto con il polso rivolto verso l’alto, la collega accanto, invece, con il polso verso il basso. Anche nel pizzicare le corde dei loro strumenti tenevano le mani in posizioni diverse.
Appassionante l’esecuzione del Boléro di Ravel. Il direttore Feddeck ha invitato ad alzarsi per primo a prendersi gli applausi del pubblico il musicista che ha suonato il tamburo. Il suo ritmico martellare mi ricordava il campo di battaglia di Waterloo (Infandum, regina, iubes renovare dolorem).
I fiati, invece, sono stati i protagonisti dei Quadri di un’esposizione di Musogorskij che si sono chiusi sull’apoteosi de “La grande porta di Kiev”: Allegro alla breve. Maestoso. Con grandezza.
Applausi!
Il concerto sarà replicato sabato 15 ottobre alle ore 17.00.
I Pomeriggi Musicali
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