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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Marta Ossoli è la “Monaca di Monza” del Manzoni

17 Maggio 2022

Marta Ossoli è la “Monaca di Monza” del Manzoni

Come saprà qualcuno dei miei venticinque lettori, sono immerso in un periodo di riscritture, che sono sempre – per loro stessa natura – anche riletture. Archiviati con soddisfazione i primi due incontri del ciclo “Riscritture delle Scritture” che hanno avuto come ospiti Piero Boitani e Giuseppe Frangi con Stefano Bruzzese, per parlare rispettivamente di Thomas Mann e di Giovanni Testori, non resta che il terzo e ultimo appuntamento. Giovedì 26 maggio, nell’Auditorium della Biblioteca Civica di Vimercate, dialogherò con Claudia Zonghetti e Andrea Tarabbia nientemeno che della figura di Cristo ne “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij e in “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov.

Marta Ossoli ne "La Monaca di Monza". Foto di Nicola Vicini

Dunque, come le donne incinte vedono pancioni ovunque, così io scopro riscritture ovunque mi volga. E non succede soltanto con i libri. Anche ascoltando un concerto o assistendo a uno spettacolo mi capita di avventurarmi in considerazioni circa le variazioni sul tema.

Come esempio posso prendere Alessandro Manzoni. Avete mai pensato quanto sia presente nella nostra vita? Ascoltando il concerto “Polvere di Stelle” alla Biblioteca di Ornago, domenica ho sentito per la prima volta parlare della colonna sonora che Ennio Morricone compose per il film “I promessi sposi”, diretto da Salvatore Nocita (1989). Il maestro Stefano Maffizzoni, un virtuoso del flauto di fama internazionale, accompagnato nel concerto dalla pianista Gloria Cianchetta, ha definito il brano “Addio monti” “uno dei più belli composti da Morricone, anche se non tra i più famosi”.

La Monaca di Marta

E cos’altro è, se non una riscrittura, lo spettacolo “La Monaca di Monza” che Mino Manni ha adattato (firmandone anche la regia) da Alessandro Manzoni? È andato in scena lo scorso 5 maggio – data manzoniana come nessun’altra – al Teatro Giuditta Pasta di Saronno, in una sala gremita (per quello che ho potuto constatare, spesso le sale “di provincia” sanno dare soddisfazioni alla gente di teatro più che i teatri dei capoluoghi).

Marta Ossoli in "La Monaca di Monza", da Alessandro Manzoni

Protagonista assoluta lei: non tanto la Monaca di Monza, al secolo Marianna de Leyva e poi suor Virginia Maria, quanto Marta Ossoli, l’interprete del monologo. E che monologo, e che interprete! Marta esprime con il corpo e con la voce tutte le sfumature del carattere della “monaca singolare”. Sicuramente vittima di un’epoca, di una società, di una famiglia e soprattutto di un padre. Ma anche capace di scelte estreme, pagate in prima persona, senza sconto alcuno. Che il canto di Marta sia degno delle sirene che tentarono Ulisse avevo già avuto modo di pensarlo ascoltandola nell’agosto del 2020 nello spettacolo “Odissea: Nausicaa e i Feaci” al Chiostro san Cristoforo a Lodi. Là s’era cimentata col greco antico, qui con il latino. Da brividi.

Getrude in croce

Se nella prima parte il monologo prende essenzialmente la forma della lettura scenica, via via l’attrice si allontana dal leggio, guadagnandone in libertà di movimento. La gestualità, infatti, è tutt’altro che accessoria. Come la monaca soffre i legacci delle convenzioni e delle regole, così l’interprete si muove a fatica nella prigione della veste, fino a finire quasi crocifissa, in una posa altamente simbolica, dal fortissimo richiamo cristico.

Intanto alle sue spalle passano sullo schermo immagini di opere d’arte di cui è facile indovinare il legame simbolico con la vicenda. Come esempio posso citare il “Saturno che ingoia i suoi figli” di Goya. Un padre che costringe, anche attraverso il subdolo espediente dell’interrogare positivo, la figlia a indossare il velo contro la sua volontà, non ne sta divorando la vita e spegnendo il futuro?

Marta Ossoli in "La Monaca di Monza", da Alessandro Manzoni, al teatro di Saronno (foto di Saul Stucchi)

Quando Gertrude conferma il consenso, la tragica ironia del Manzoni traspare tutta in quel “Fu dunque fatta la sua volontà”. Non state pensando anche voi che queste parole suonano come una riscrittura del “Fiat voluntas tua” del Padre Nostro e della preghiera che lo stesso Gesù rivolge al Padre sul Monte degli Ulivi? Ma Marianna è una vittima sacrificale involontaria, se vogliamo la versione cattolica di Ifigenia. In questo caso però l’eroina fa in tempo a sperimentare qualche tentazione, della carne ovviamente, anche se qui Egidio non compare, se non sotto forma della maschia voce che gli dà lo stesso Manni.

I due si sono già confrontati in passato con la vicenda della Monaca di Monza, mettendo in scena “un atto unico per attrice solista” tratto dall’omonimo dramma teatrale di Giovanni Testori, esso stesso una riscrittura del romanzo manzoniano (anzi, dei romanzi manzoniani, considerate le profonde differenze tra le varie edizioni del capolavoro).

La Monaca manzoniana tornerà prossimamente in scena – hoc est in votis – a Milano. Vi terremo aggiornati. Nel frattempo è il caso di segnalare i prossimi spettacoli di Mino Manni in calendario nel mese di maggio:

  • Giovedì 19 maggio ore 9.80
    Cappella Ducalea di Palazzo Farnese a Piacenza
    “Paradiso” dalla Divina Commedia di Dante Alighieri
    con Mino Manni e Silvia Mangiarotti al violino, Francesca Ruffilli al violoncello, Marta Rebecca canto e voce recitante. Spettacolo per le scuole superiori.
  • Giovedì 26 maggio ore 18.00
    Palazzo Galli di Piacenza
    Santa Maria di Campagna 500
    con Mino Manni e Silvia Mangiarotti al violino, Francesca Ruffilli al violoncello, Elisa Dal Corso canto e voce narrante
    Evento organizzato dalla Banca di Piacenza in occasione dei cinquecento anni dalla nascita di Santa Maria di Campagna.
  • Sabato 28 maggio ore 21.00
    Palazzo Stampa
    Alzaia Naviglio Grande 14, Abbiategrasso
    L’urlo di Fëdor Dostoevskij: la bellezza salverà il mondo
    Reading sulla vita dei grande scrittore russo
    con Mino Manni e Giulia Lanati al violoncello.

Saul Stucchi
La prima foto è di Nicola Vicini, la terza di Saul Stucchi

La monaca di Monza

da Alessandro Manzoni
regia di Mino Manni
con Marta Ossoli

Informazioni sullo spettacolo

Dove

Teatro Giuditta Pasta
Via I° Maggio, Saronno (VA)

Quando

Giovedì 5 maggio 2022

Orari e prezzi

Orari: ore 21.00

Biglietti: intero 30 €; ridotti 28/20 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.teatrogiudittapasta.it

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