Giovedì 15 novembre al Teatro alla Scala di Milano andrà in scena, in prima mondiale, “Fin de partie”, la prima opera lirica realizzata dal compositore ungherese György Kurtág – classe 1926 – ma anche la prima tratta da un lavoro di Samuel Beckett.
La nuova produzione del teatro scaligero, in coproduzione con Dutch National Opera di Amsterdam che la ospiterà nel marzo del 2019, verrà trasmessa in diretta radiofonica su RAI-Radio 3. A dirigere l’Orchestra della Scala sarà Markus Stenz, mentre la regia è di Pierre Audi e la drammaturgia di Klaus Bertisch. Christof Hetzer e Urs Schönebaum firmano rispettivamente le scene e i costumi e le luci.
Il cast è composto da Frode Olsen nella parte di Hamm, Leigh Melrose è il servo Clov, Hilary Summers e Leonardo Cortellazzi hanno i ruoli dei vecchi genitori di Hamm: Nell e Nagg.
Ieri sera ho assistito alla prova generale. Quali sono le mie impressioni? Per prima mi ha colpito la scenografia: al centro della scena campeggia una casetta che sta sotto una copertura più grande, a sua volta sovrastata da un’altra ancora più grande, quasi a raffigurare plasticamente quanto affermava il mio professore di numismatica dell’università: “La vita è una fuga da una prigione all’altra” (una massima coniata da qualcun altro, immagino). Nel corso dello spettacolo la casa ruoterà, mostrandosi al pubblico sotto nuove prospettive.
I personaggi invece hanno tutti gravissime limitazioni di movimento. Hamm è su una sedia a rotelle, Clov zoppica vistosamente e gli anziani genitori vivono in due barili di ferro da cui spuntano soltanto con il busto. Dunque la mimica facciale e i movimenti delle braccia hanno un ruolo molto importante.
Mi ha colpito poi l’equilibrio tra musica e testo. Kurtág, grande estimatore di Beckett, ha volutamente riconosciuto pari dignità a entrambe le componenti. Ma il lungo lavoro di labor limae (forse come lo scultore il compositore è stato impegnato a levare, piuttosto che ad aggiungere) dà come risultato un senso di immobilità. La musica sembra frenata in ogni suo slancio.
Scrive il regista:
La decisione di Kurtág di rispettare il testo non adattando il dramma era estremamente rischiosa, in quanto comportava la composizione di un prolungato recitativo, cantato-parlato e arricchito da un variopinto accompagnamento orchestrale con occasionali passaggi di musica senza parole.
Se questa decisione tradisce la concezione originale del lavoro è perché lo trasforma in un dramma emotivo-esistenziale, che muove verso un potente climax tragico. Dove Beckett ha immaginato il proprio testo recitato velocemente e spesso casualmente, Kurtág si sofferma su ogni sfumatura e ricorre a parole ripetute per indagare nel profondo delle anime dei quattro personaggi. Questo rende più elevato il messaggio espresso dal dramma, ma lo fa in un modo che in sostanza contraddice quello di Beckett.
A giudicare dalla tiepidezza degli applausi alla fine della rappresentazione (durata giusto due ore), il pubblico non è rimasto entusiasta. Nei prossimi giorni leggeremo le valutazioni di critici e melomani. Da parte mia vi invito a trovare in rete l’articolo che il New York Times, per la penna di Palko Karasz, ha dedicato a “Fin de partie” alla Scala. È molto interessante.
Saul Stucchi
Samuel Beckett: Fin de partie
Scènes et monologues, opéra en un acte
di György Kurtág
Prima esecuzione mondiale
- Commissione Fondazione Teatro alla Scala
- Direttore Markus Stenz
- Regia Pierre Audi
- Scene e costumi Christof Hetzer
- Luci UrsSchönebaum
- Drammaturgo Klaus Bertisch
- Interpreti: Frode Olsen (Hamm), Leigh Melrose (Clov), Hilary Summers (Nell), Leonardo Cortellazzi (Nagg9
- Orchestra del Teatro alla Scala
- Nuova produzione Teatro alla Scala in coproduzione con Dutch National Opera, Amsterdam
Date:
- giovedì 15 novembre 2018 ore 20 ~ prima rappresentazione turno C
- sabato 17 novembre 2018 ore 20 ~ turno A
- martedì 20 novembre 2018 ore 20 ~ turno D
- giovedì 22 novembre 2018 ore 20 ~ turno E
- sabato 24 novembre 2018 ore 20 ~ ScalAperta
- domenica 25 novembre 2018 ore 20 ~ turno B
Biglietti: da 11 a 150 € più prevendita
Informazioni: