• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Biblioteca » I “Ricordi di un mercante d’arte” di Heinz Berggruen

15 Novembre 2017

I “Ricordi di un mercante d’arte” di Heinz Berggruen

Per una volta concedetemi di iniziare dalla fine, segnalandovi uno degli eventi del ricchissimo programma dell’edizione 2017 di BookCity. Domenica 19 novembre alle ore 18.30, presso la Sala Conferenze del Museo del Novecento in via Marconi 1 a Milano, si terrà un incontro dal titolo “Vita e opere di un celebre mercante di quadri” a cui parteciperanno Clarice Pecori Giraldi, Enrico Arosio e Massimo Minini. Protagonista sarà il libro edito da Skira nella collana StorieSkira, con la traduzione proprio di Enrico Arosio, “Ricordi di un mercante d’arte” di Heinz Berggruen, scomparso 10 anni fa all’età di 93 anni.

Che possiate partecipare o meno, leggetevi comunque il libro. Ve lo consiglio perché racconta, in una scrittura più che gradevole, l’arte del Novecento da un punto di vista privilegiato: quello di un abile e fortunato (fortunato prima di tutto perché abile) mercante d’arte.

la copertina del libro "Ricordi di un mercante d'arte" di Heinz Berggruen, edito da SkiraBerggruen, però, ha iniziato la sua carriera come giornalista e non è un caso, credo, che il libro si chiuda proprio con un suo articolo (“Student in Kalifornien”), apparso sulla C. -V. Zeitung del 26 agosto 1937.

I brevi capitoli sono come post di un ipotetico blog, autonomi tra loro ma collegati da un fil rouge che non è tanto (o solo) l’amore per l’arte, quanto la curiosità per la vita. Così gli aneddoti sui grandi artisti si mescolano a quelli su parenti e amici. Presenze forti e un poco ingombranti come quella di Picasso convivono con apparizioni fugaci, che pure hanno lasciato il segno: dallo strillone che regalò a un giovane e ingenuo Heinz un quarto di dollaro quando subì un furto a Harlem, al signore persiano che coabitò per un periodo con la sua famiglia a Berlino, alla prima “morosa” dalla quale lo divideva una strada…

Il mondo raccontato da Berggruen non esiste più, da tempo. La Berlino della sua giovinezza è stata rasa al suolo e l’America che l’accolse è cambiata radicalmente. Anche il mondo dell’arte è mutato in profondità, nei gusti, nei valori commerciali, nei rapporti tra mercanti e artisti (così come tra artisti e pubblico). Ne era consapevole lui stesso, appassionato lettore di Thomas Mann, lo scrittore che si meritò il Nobel per il romanzo sulla decadenza di una famiglia (I Buddenbrook) e di un’epoca. Ma di quel mondo Berggruen è stato testimone attento, oltre che protagonista.

Prima di tornare in Germania non conoscevo quasi l’espressione Zeitzeuge, testimone del tempo. Nel frattempo questa parola si è conquistata una posizione speciale nel mio vocabolario. Volendo esagerare, potrei probabilmente dire che essere testimone del tempo è diventata la mia professione principale.

Nei racconti ci sono episodi di vita privata, incontri, profili disegnati magistralmente in poche righe (da buon giornalista) come quelli dei fratelli Giacometti e di Dora Maar, mentre “Morte in treno” è un’apologia del destino. E poi ci sono i quadri, la collezione e il suo Museo a Berlino. Ha scritto Berggruen:

No, io non piango mai. Ho quasi novant’anni e prima o poi dovrò dire addio. Ma la mia collezione resterà. Lei sopravvivrà, ed è questa la cosa più importante. È per me una gioia, di più, un’occasione di felicità, poter salutare ogni giorno, mattina e sera, i quadri e le sculture che una volta erano miei. Voglio aggiungere che ci siamo separati nel più pacifico dei modi, senza alcun litigio. E continuiamo ad andare d’accordo, viviamo da coinquilini all’insegna dell’armonia.

Non mancano le lezioni di vita, su come scrivere un necrologio, vivere senza la schiavitù dell’orologio pur essendo puntuali ed essere gelosi della propria stilografica e numerosi sono gli aneddoti. I più gustosi, naturalmente, riguardano Picasso: dallo scambio di battute con il suo mercante parigino, Monsieur Kahnweiler sull’acquisto della “vera” Sainte-Victoire di Cézanne, alla predizione della madre che aveva visto per il piccolo Pablo un futuro grandioso.

A proposito di necrologi: in quello di Berggruen pubblicato sul New York Times Alan Riding ha ricordato, tra le altre cose, la donazione al Metropolitan Museum di 90 opere su carta di Paul Klee (un artista molto amato dal mercante d’arte). Berggruen in seguito confessò di temere che il suo apporto passasse inosservato per la ricchezza delle collezioni dello stesso museo newyorchese.

“I gave the works without conditions, and I learned my lesson,” he later said. “One shouldn’t give away anything until one is dead.”
Saul Stucchi

  • Heinz Berggruen
    Ricordi di un mercante d’arte
    Traduzione di Enrico Arosio
    Skira
    144 pagine, 14,90 €
Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Biblioteca

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • “Everybody wants to be a cat”: mostra di Simone Cozzi
  • A Milano tornano “I giorni dell’ostinazione”
  • “Le armoniose stagioni” di Vivaldi al Conservatorio di Torino
  • “La più bella. La versione di Elena” di Brunella Schisa
  • Recensione del romanzo “Orbital” di Samantha Harvey

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi