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Voi siete qui: Arte » Una bella occasione per ripassare la storia di Visconti e Sforza

12 Marzo 2015

Una bella occasione per ripassare la storia di Visconti e Sforza

Una mostra didattica, di tema storico, anche un po’ “difficile” per il grande pubblico. Così è stata presentata ieri da curatori e organizzatori (la mostra è coprodotta dal Comune di Milano e da Skira Editore). Ma quello che colpisce del percorso espositivo intitolato Arte lombarda dai Visconti agli Sforza è la ricchezza delle opere selezionate, poco meno di duecentocinquanta, in arrivo da 124 prestatori (di cui 90 italiani e 34 stranieri). Apre oggi 12 marzo e si potrà visitare fino al 28 giugno 2015 a Palazzo Reale a Milano il primo pannello del grande trittico che la metropoli si dedica nell’anno di Expo, a cui seguiranno le mostre di Leonardo da Vinci (da aprile) e di Giotto (da settembre). Significativo il sottotitolo: Milano al centro dell’Europa, scelto per sottolineare il ruolo della città sotto il governo dei Visconti prima e degli Sforza poi.

Benedetto Briosco, Medaglione con il profilo di Ludovico Sforza
Il punto di riferimento rimane però la grande esposizione del 1958, organizzata da Gian Alberto Dell’Acqua e Roberto Longhi con l’obiettivo di ridare il giusto valore all’arte lombarda, volutamente (e colpevolmente) trascurata da Giorgio Vasari che vedeva in quella toscana – in primis fiorentina – il vertice della produzione umana, disdegnando invece quella del ducato milanese, “attardata” nelle forme del gotico internazionale. Quella mostra per molti aspetti ha fatto scuola, pur accogliendo “soltanto” 57 mila visitatori contro i 92 mila che nello stesso anno pagarono il biglietto per vedere le opere di Modigliani e le viene reso omaggio nell’ultima sezione, in cui la fa da protagonista la tavola della Circoncisione di Bernardo Zenale che Longhi aveva voluto a tutti i costi. Ma al “fiume ininterrotto” di quel percorso i curatori Serena Romano e Mauro Natale hanno preferito in questa occasione un itinerario a tappe, ciascuna focalizzata attorno alla figura del governante del momento.

Michelino da Besozzo o Stefano di Giovanni Madonna del roseto
Il sipario si apre su otto tondi marmorei che raffigurano gli attori del dramma storico (invero molto scespiriano): Gian Galeazzo Maria, Giovanni Maria, Filippo Maria, Galeazzo Maria tra i Visconti e Gian Galeazzo Maria, Ludovico e Francesco tra gli Sforza, senza dimenticare Bianca Maria Visconti, ponte tra le due dinastie. E poi inizia una cavalcata lunga due secoli, dalla presa del potere da parte di Azzone Visconti fino alla caduta di Ludovico il Moro nel 1499. Sono esposti affreschi, manoscritti, sculture, tavole, vetrate, monete, reliquiari e oreficerie, sapientemente collocati e illuminati in un allestimento che valorizza ciascun pezzo senza sacrificare la visione d’insieme, sezione per sezione (belli i giochi di riflessi offerti dalle teche e gli inviti a curiosare nelle altre sale attraverso aperture e prospettive). Centrale, e non poteva essere altrimenti, è il cantiere del Duomo, la cui costruzione fu promossa dall’arcivescovo Antonio da Saluzzo “con la volontà unanime dei fedeli”. Gian Galeazzo Visconti vi vide uno straordinario strumento a sostegno della sua politica di internazionalizzazione. Allo stesso modo, ma dal punto di vista artistico, il cantiere servì come centro di formazione degli artisti lombardi a diretto contatto con colleghi francesi, tedeschi e centro-europei.
EPSON scanner imageA destare meraviglia sono soprattutto le miniature dei codici, alcuni prestati dalla Bibliothèque Nationale de France: la biblioteca sforzesca di Pavia, dopo la caduta del Moro, è finita infatti a Parigi. Tra le numerose tavole e tele meritano almeno una menzione le opere di Michelino da Besozzo, Bonifacio Bembo, Vincenzo Foppa e Bernardino Zenale, quest’ultimo comparsa di spessore in molte mostre recenti, da Bernardino Luini a Bramantino, passando per Bramante. Il Maestro della Madonna Cagnola è stato identificato in Zanetto Bugatto e in mostra viene presentata un’ipotesi di ricostruzione di un suo polittico. Ma essendo questa un’esposizione volutamente didattica, bisogna studiare per apprezzarla come merita!
Saul Stucchi

Didascalie:
Benedetto Briosco
Medaglione con il profilo di Ludovico Sforza (1490-1494)
marmo; 60 x 96 cm
Washington, National Gallery of Art, Andrew W. Mellon Collection

Michelino da Besozzo o Stefano di Giovanni
Madonna del roseto (Madonna col Bambino e Santa Caterina) (1420)
tempera su tavola trasportata su tela; 130 x 95 x 2,4 cm
Verona, Civici Musei d’Arte – Museo di Castelvecchio

Bottega degli Embriachi
Cofanetto con la storia di Piramo e Tisbe (Fine del XIV o inizi del XV secolo)
avorio e legno intagliato; 42 x 33 cm
Bologna, Museo Civico Medievale

ARTE LOMBARDA. DAI VISCONTI AGLI SFORZA
Milano al centro dell’Europa

Dal 12 marzo al 28 giugno 2015

Palazzo Reale
Piazza del Duomo 12
Milano

Orari: lunedì 14.30 – 19.30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30 – 19.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30
La biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietti: intero 12 €; ridotti 6/10 €

Informazioni e prenotazioni: tel. 02.92800375
www.viscontisforza.it
www.comune.milano.it/palazzoreale

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