Questa sera ho provato per la prima volta l’esperienza di partecipare a uno dei Silent Dialogues proposti – gratuitamente – dal Museo Egizio di Torino: il giovedì sera, appunto, tra le 18.30 e le 20.30, con ingresso (su prenotazione obbligatoria) da via Eleonora Duse, ovvero dal retro rispetto all’entrata principale. Detto in maniera più precisa: si accede dall’ingresso per visitare il Tempio di Ellesiya.

Sperando che possa essere utile a qualche lettore curioso e desideroso di fare questa esperienza (che consiglio caldamente!), segnalo dieci considerazioni o spunti:
- Non preoccupatevi – qualora prima vogliate visitare l’intera collezione del Museo, con apposito biglietto – se in biglietteria il personale alle casse non sa nulla dell’iniziativa: qualche minuto prima dell’orario stabilito presentatevi all’ingresso secondario di via Duse con il biglietto della prenotazione. I colleghi, in questo caso, saranno perfettamente istruiti alla bisogna.
- È possibile portare con sé una bottiglietta (in plastica) d’acqua. Il seggiolino pieghevole viene fornito all’ingresso e lì andrà poi restituito.
- Nelle due ore – che possono ridursi a discrezione del visitatore – è possibile leggere, disegnare, scrivere, visitare la Galleria dei Re: purché in silenzio.
- Naturalmente una parte del tempo – soprattutto all’inizio – verrà spesa per soddisfare la curiosità di vedere come si comportano gli altri visitatori: alcuni sembrano più a loro agio, fin dall’inizio, con questo spazio del Museo Egizio vissuto in maniera “extra ordinaria”: forse perché hanno già fatto questa esperienza, qui o in un altro museo.
- A un certo punto sentirete che le statue delle due gallerie richiamano la vostra attenzione: per quanto sia interessante il libro che state leggendo, loro sono le padrone di casa e meritano una visita attenta, così difficile alla fine del percorso tradizionale, dopo aver attraversato quattro piani (al momento tre a causa dei lavori che cambieranno l’aspetto e la logistica del Museo).
- Ci sarà anche tempo per riflettere su come è cambiato nel tempo – anche solo negli ultimi due decenni – il Museo Egizio, a cominciare proprio dalla Galleria dei Re che solo “da poco” (l’inaugurazione è avvenuta in occasione del bicentenario, ovvero nel 2024) ha abbandonato l’allestimento “temporaneo” disegnato da Dante Ferretti nel 2006.
- Quasi tutti i visitatori cambiano posto nel corso delle due ore a disposizione. Un consiglio: la sala con le statue della dea Sekhmet è più tranquilla perché si sente meno il rumore dei condizionatori…
- Scegliendo un libro “in tema” si moltiplicano le occasioni di dialogo (silenzioso, ça va sans dire!) con la collezione del Museo Egizio. Io ho soppesato diverse opzioni alla vigilia della visita – mi sarebbe piaciuto, per esempio, godermi Una storia semplice di Leonardo Sciascia e intanto ripensare alla magistrale interpretazione di Gian Maria Volonté nei panni del professor Franzò – ma alla fine mi sono portato Le memorie del futuro (Einaudi) di Evelina Christillin e Christian Greco, rispettivamente Presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie e Direttore del Museo Egizio.
- L’uso del cellulare è consentito per le foto, per la navigazione in Internet e le varie app, ma ovviamente non per le telefonate.
- Un’altra esperienza da provare – ne sono sicuro – è quella dei concerti dell’iniziativa Onde: matinée gratuita in Sala Conferenze. Anche in questo caso la prenotazione è obbligatoria, tramite il sito ufficiale. Purtroppo i biglietti per il prossimo concerto – Riflessi d’incanto – in calendario domenica 19 luglio alle ore 11.00 sono già esauriti.
Ne sono appena uscito, ma non vedo l’ora di tornare al Museo Egizio di Torino!
Saul Stucchi
Museo Egizio
via Accademia delle Scienze 6
Torino
Informazioni: