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Voi siete qui: Biblioteca » “La strada di Vinicio Capossela” di Giovanni Ansaldo

30 Gennaio 2026

“La strada di Vinicio Capossela” di Giovanni Ansaldo

Per Nottetempo esce in questi giorni un volume dedicato a Vinicio Capossela, autore Giovanni Ansaldo: La strada di Vinicio Capossela. Un viaggio sulle orme di “Ovunque proteggi” (in occasione dell’anniversario dei vent’anni del disco).

Anche in questo caso – come per Desiderare Bowie di Massimo Palma, pubblicato nella stessa collana – non si tratta di tradizionale biografia, concentrata piuttosto sulla genesi e un’interpretazione dell’album citato nel titolo.

E anche qui, la geografia svolge un ruolo non secondario, ché brano dopo brano Ansaldo attraversa il disco come una mappa di segni, luoghi e risonanze emotive. D’altronde, è noto, Capossela al movimento geografico è legato non soltanto per la ricerca di esperienze immersive tra boschi, piazze, cattedrali, mercati e mercanti di storie.

L’Italia e il mondo si affacciano nel suo immaginario anche nella tessitura musicale fin troppo variegata delle sue scelte: di stili e di generi.

Accompagnando il cantautore, intervistandolo, l’autore ridisegna il percorso mai rettilineo che Capossela ha affrontato nel tempo, dalla nativa Germania a Mosca, dalle grotte della Barbagia alla Sicilia, da Milano alla Roma del Colosseo e del Pincio.

Il testo procede quasi seguendo la partitura dell’album, passando per i singoli pezzi come se fossero tappe di un cammino interiore ed esteriore che travalica la semplice narrazione musicale. In questo senso, immagini e testi diventano dispositivi interpretativi in grado di espandere il significato delle canzoni di Capossela, e insieme codici di senso per leggere il rapporto tra artista e mondo.

Qui l’autore propone un’esegesi delle sue molte atmosfere: sacro che si mescola al profano, mito che convive con l’aneddoto, memoria che si intreccia con l’invenzione, opere di pellegrinaggio, in cui il viaggio autentico assomiglia a un’oscillazione profonda tra interiorità e mondo esterno.

La prospettiva adottata da Ansaldo ha il suo cuore pulsante proprio nella tensione di un territorio da esplorare, mimando peraltro nel discorso l’eterogeneità dell’album, dai pezzi più leggeri (“Dalla parte di Spessotto”) a quelli più complessi (“Nel blu” o “Al Colosseo”): il testo stesso cioè si lascia spesso attraversare da una certa leggerezza, tra ironia e devozione, come lo stile del cantautore.

Proprio quest’ultimo termine sembra non bastare per questo disco, vista la ricchezza dell’universo musicale (e letterario) che vi si dispiega.

Michele Lupo

Giovanni Ansaldo
La strada di Vinicio Capossela
Un viaggio sulle orme di Ovunque proteggi

Nottetempo
Collana Cronache
2026, 132 pagine
17 €

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