
Fino a domenica 29 aprile è in cartellone al Teatro Elfo Puccini di Milano (nella sala Fassbinder) lo spettacolo “L’avversario” di Emmanuel Carrère, nella traduzione di Eliana Vicari Fabris per Adelphi, il libro che gli attori tengono in mano, come copione e cordone ombelicale con il testo.
Ma è più di una lettura scenica quella di Invisibile Kollettivo, composto da Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone ed Elena Russo Arman. Si tratta del tentativo di trasposizione di un testo molto particolare. Quanto riuscito lo giudica il pubblico; quando ho assistito io alla rappresentazione i calorosi applausi finali hanno reso più che evidente l’apprezzamento.
Fedele alla lettera del “romanzo” (uno dei punti di riferimento di quel genere che potremmo chiamare new – New Journalism, per differenziarlo e insieme ricollegarlo alla prima generazione di Nuovo Giornalismo sbocciata negli USA negli anni Sessanta), lo spettacolo si concentra sulla domanda cruciale: esistiamo davvero dietro la facciata sociale che noi stessi ci costruiamo, peraltro con il contributo di amici, parenti e conoscenti?
Il caso di Jean-Claude Romand, che ha sterminato la famiglia quando ha compreso che l’intero castello di menzogne costruito in diciotto anni (diciotto!) stava per franare, è certamente eccezionale, ma le cronache anche recentissime ci raccontano quanto siano frequenti le storie di vite parallele condotte sul doppio binario della realtà e della finzione che finiscono con un tragico scontro.
Eppure in molti casi basterebbe una telefonata, un controllo, un dubbio, un incrocio di dati. La tragedia si nasconde nella somma di casualità che aiutano a portare avanti nel tempo i piani meglio studiati che altrimenti crollerebbero sotto il maglio della verifica. Ma lo sapeva già il “padre della storia”: ingannare cento persone è molto più facile che ingannarne una sola (è una delle regole di Erodoto raccontate da Ryszard Kapuściński nel libro “In viaggio con Erodoto”).
Aiutandosi con un pannello da detective su cui appuntare le foto dei personaggi coinvolti e dei luoghi in cui dipana la trama, il gruppo di attori dà vita ai protagonisti di quella che a ben vedere pare una tragedia greca: tutti gli elementi sono messi in fila per condurre alla catastrofe e nulla interverrà a inceppare il meccanismo.
Lui, Jean-Claude Romand, non c’è. È il grande assente. La sua presenza si limita a qualche breve intervento audio in francese (grazie al contributo di Georges Epinette); per il resto la sua vita a compartimenti stagni viene rievocata dalle testimonianze altrui, alla ricerca – indietro nel tempo – dell’origine di tutta la vicenda, individuata forse nell’amarezza della madre…
[adsense-inarticle]
Non mancano i momenti da commedia, come il balletto sulle note di “Comment Te Dire Adieu?” di Françoise Hardy o lo spezzone dal film “I quattrocento colpi” di Truffaut, ma l’immane tragedia è sempre lì, sotto le luci e la musica. E noi siamo come il cane Niki, per la prima volta sulla scena: guardiamo ma non capiamo. Perché capire è impossibile.
Il 26 aprile al termine dello spettacolo si terrà un incontro dal titolo “Emmanuel Carrère: da L’avversario a Limonov“: una conversazione tra Ena Marchi, editor di Adelphi, e gli attori della compagnia. Elio De Capitani leggerà alcuni brani da Limonov.
Segnaliamo due dei prossimi spettacoli in cartellone all’Elfo: dal 27 aprile al 20 maggio andrà in scena “Otello” di Shakespeare per la regia di Elio De Capitani e Lisa Ferlazzo Natoli.
Dal 27 al 29 aprile, invece, sarà possibile assistere a “Malagrazia”, la nuova produzione di Phoebe Zeitgeist: ideazione e regia di Giuseppe Isgrò, drammaturgia di Michelangelo Zeno. Interpreti Edoardo Barbone e Daniele Fedeli.
Saul Stucchi
Dal 18 al 29 aprile 2018
L’avversario
- di Emmanuel Carrère
- traduzione di Eliana Vicari Fabris
- una lettura scenica di Invisibile Kollettivo: Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone, Elena Russo Arman
- e per la prima volta sulla scena Niki
- si ringrazia Georges Epinette per i contributi in francese
- luci Roberta Faiolo
- suono di Giuseppe Marzoli
- produzione Teatro dell’Elfo con il sostegno di ERT – Emila Romagna Teatro Fondazione
Orari: da martedì a sabato 21.00; domenica 16.30
Biglietti: 32,50 €; martedì 21,50 €; ridotto 17 €
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33
Milano