Fino al 17 gennaio 2017 si può visitare la mostra “Utopia & More” allestita alla Biblioteca dell’Università Cattolica di Lovanio (Leuven), nelle Fiandre.

La sede della sapienza
La prima cosa che colpisce il visitatore è, senza dubbio, l’imponente edificio al centro della città fiamminga. Sembra nuovo e in effetti lo è: è stato infatti ricostruito nel secondo dopoguerra dopo che un incendio l’aveva completamente distrutto nel 1940 ed è stato restaurato tra il 1999 e il 2003. Ma quello distrutto nella seconda guerra era il “nuovo” edificio realizzato dall’architetto americano Whitney Warren tra il 1921 e il 1928 in stile neo-rinascimentale, sul luogo della “vecchia” Biblioteca, a sua volta distrutta dai Tedeschi durante la prima guerra mondiale.
La scelta come sede dell’esposizione è dunque doppiamente simbolica: per prima cosa sottolinea il forte legame con il mondo del libro e poi àncora a un luogo pesantemente segnato dalla guerra il messaggio irenico del piccolo libro rivoluzionario uscito dalla penna di Tommaso Moro e dalla stamperia di Dirk Martens esattamente cinquecento anni fa (rimandiamo alla recensione della mostra “In search of Utopia” al Museo M di Lovanio).
Negli elementi verticali dei gradini della scalinata che porta alle sale dell’esposizione è riprodotta a colori l’illustrazione del frontespizio della seconda edizione di “Utopia”, quella del 1518 che poi ritorna all’ingresso della mostra.
È lì davanti che ha sostato Erik De Bom, uno dei curatori, per introdurre i giornalisti alla visita guidata, dopo averci invitato a osservare la scultura lignea sopra la porta di accesso alla sala di lettura. Rappresenta la Vergine Maria con il Bambino ai cui piedi scorre una citazione – in latino e greco – dal libro dei Proverbi, 9-1: “La sapienza ha costruito la sua dimora”.
Un libro rivoluzionario
Una teca in vetro custodisce un modellino ligneo della caravella Santa Maria, una delle tre navi con cui Cristoforo Colombo compì il viaggio nell’Oceano Atlantico che l’avrebbe portato alla scoperta dell’America. Il richiamo è a uno dei protagonisti di “Utopia”, quel Raffaele Itlodeo (“distributore di ciarle”) che avrebbe accompagnato Amerigo Vespucci nei suoi viaggi.
È grazie ai racconti di questo personaggio fittizio che Moro viene a conoscere Utopia, l’isola che non c’è. Non va mai dimenticata la cornice classica, platonica, dell’opera di Tommaso Moro, avverte il curatore De Bom prima di accompagnarci nella prima sala. Qui in una teca c’è la traduzione in francese di “Utopia” (Basilea 1563), con splendide illustrazioni, alcune delle quali sono riprodotte in gigantografie che ornano le pareti.
Mentre le didascalie delle opere sono purtroppo soltanto in olandese (fiammingo), i pannelli didattici sono scritti in diverse lingue: olandese, francese, inglese e “utopico”, il cui alfabeto compare già nella prima edizione del 1516, insieme alla mappa dell’isola.
Insieme alle illustrazioni alle pareti raccontano gli aspetti rivoluzionari del piccolo libro dal grande futuro: dall’obbligo dei pasti in comune, al permesso dei soli giochi utili e alla libertà di darsi volontariamente la morte in caso di malattia inguaribile. Per non parlare della giornata lavorativa di sei ore che accomuna gli abitanti di Utopia, dall’ultimo dei servi su su fino al principe.
La schiavitù non è completamente abolita, ma rimane soltanto come severa punizione per chi commette reati (scompare invece la pena di morte). Molte sono le religioni praticate in Utopia e il Cristianesimo, una volta conosciuta la Buona Novella, riceve soltanto una qualche forma di preferenza che però non diventa imposizione.
Vita e morte di Tommaso Moro
La seconda saletta illustra la vita e la carriera di Tommaso Moro. Ci sono il suo albero genealogico, la cronologia della vita e una teca con le sue opere e un’altra con le lettere. Sono presenti anche le opere che hanno contribuito alla sua formazione, a cominciare dall’amato Luciano di Samosata che Tommaso tradusse “in gara” con l’amico Erasmo da Rotterdam.
A quest’ultimo chiese di scrivere la prefazione a “Utopia” per fare in modo che la diffusione fosse la più ampia possibile. Moro era già celebre come avvocato e diplomatico, ma non ancora come scrittore.
Un quadro di Antoine Caron (XVI sec.) prestato dal Castello di Blois nella Valle della Loira raffigura l’arresto e l’esecuzione di Tommaso Moro, rappresentato con una lunga barba bianca. Gli appassionati di memorabilia sosteranno davanti al reliquiario contenente una vertebra cervicale dell’intellettuale, annoverato tra i martiri dalla chiesa anglicana.
Nell’ultima saletta sono esposte edizioni e traduzioni in varie lingue di “Utopia”, mentre la prima edizione è consultabile in formato digitale.
C’è però ancora un’appendice del percorso, dedicata ai frutti postumi di “Utopia”, ovvero le opere influenzate dal libro di Tommaso Moro. Ci sono mappe e disegni di altre città ideali o utopiche, da Atlantide a Metropolis passando per Gerusalemme. Ci sono i Viaggi di Gulliver e quelli immaginati da Jules Verne, ma anche gli incubi di George Orwell (“1984”) e “Il viaggio sotterraneo di Niels Klim”, l’unico romanzo dello scrittore danese Ludvig Holberg. È l’ultima descrizione di una società utopica a essere stata scritta in latino.
All’uscita dall’esposizione, vedendomi interessato allo schizzo di François Flameng per un dipinto che ornava una delle lunette della sala d’ingresso della Biblioteca, intitolato “Les Gloires de Louvain” (Le Glorie di Lovanio), il curatore De Bom si sofferma cortesemente per illustrarmelo, indicandomi i nomi dei personaggi: Tommaso Moro, Erasmo, Giusto Lipsio…
Si tratta, dice, di una licenza artistica: era cronologicamente impossibile la presenza contemporanea di quegli spiriti magni. Che erano tanto illustri, quanto ironici. Quindi sicuramente apprezzerebbero.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Un’immagine della sala 12 del percorso espositivo
- L’immagine simbolo della mostra “Utopia & More”
- La sezione della mostra dedicata alla stamperia di Dirk Martens
- Antoine Caron
Arresto ed esecuzione di Tommaso Moro
Castello di Blois
Foto di F. Lauginie - François Flameng
Les Gloires de Louvain
Foto di S. Stucchi
Utopia & More
Tommaso Moro, i Paesi Bassi e la tradizione utopistica
Fino al 17 gennaio 2017
Biblioteca dell’Università Cattolica di Lovanio
Mgr. Ladeuzeplein 21
Leuven (Belgio)
Informazioni:
VISITFLANDERS – Ente del Turismo delle Fiandre
Tel. 02.973817 53
www.turismofiandre.it