C’è tempo fino al 10 febbraio 2020 per visitare l’esposizione “Leonardo e la Madonna Litta” al Museo Poldi Pezzoli di Milano. A differenza della grande mostra su Leonardo da Vinci al Museo del Louvre di Parigi, in questo caso non è necessaria la prenotazione e la fruizione del breve percorso espositivo può avvenire senza l’intralcio della folla (almeno così è stato per la mia visita).

Sono state selezionate ed esposte 20 opere: 11 dipinti, 8 disegni e un volume. Ben dieci dei dipinti sono raffigurazioni del tema della “Madonna con il Bambino”, a partire dall’ospite di riguardo, appunto la cosiddetta “Madonna Litta” dipinta da Leonardo, capolavoro prestato dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo.
Della stessa Collezione Litta faceva parte anche la “Madonna con il Bambino” detta anche “Madonna della Rosa”, dipinta da Giovanni Antonio Boltraffio attorno al 1485-1487 ad olio di lino e noce su tavola, uno dei principali vanti della casa museo milanese.
L’unica eccezione alla serie delle Madonne è il “Busto di Cristo bambino” attribuito a Marco d’Oggiono (dello stesso Poldi Pezzoli) che è tra le quattro opere restaurate in occasione della mostra, come la “Madonna con il Bambino” di Francesco Napoletano della Pinacoteca di Brera.

Alcuni pannelli didattici spiegano i principali temi attorno a cui ruota la mostra, oltre alle ragioni che ne hanno motivato la realizzazione, resa possibile grazie al supporto della Fondazione Bracco “che da anni affianca il museo nella valorizzazione del rapporto tra arte e scienza”, per citare il primo pannello.
Un altro riassume la cronologia del rapporto di Leonardo da Vinci con Milano, dall’arrivo in città nel 1482 alla partenza definitiva nel 1513. I seguenti rievocano la vicenda della “Madonna Litta” nell’intreccio con la storia di Milano fino al Settecento e poi nel secolo successivo.
Una mostra di confronti
“Leonardo e la Madonna Litta” è una mostra di confronti. Il visitatore può, per esempio, soffermarsi ad osservare le dita delle mani della Madre e quelle del Figlio (di quest’ultimo anche le dita dei piedini). Notare se vi sia o meno un’apertura sullo sfondo.
Può altresì fare caso alla posizione del Bambino rispetto alla Madre, alla sua destra oppure alla sinistra. Studiarne gli atteggiamenti, ben più vari rispetto a quelli della Vergine, soggetti a una canonizzazione più restrittiva (così parrebbe). E poi ammirare i gioielli e le vesti, i fiori e gli uccellini, scrutare i giochi di sguardi tra Maria e Gesù.
Poste l’una accanto all’altra, le due Madonne di Francesco Galli non potrebbero essere più diverse tra loro: nei gesti, nei colori, nella disposizione.
Grazie all’App “Madonna Litta Milano”, realizzata da Sense – immaterial Reality, (scaricabile gratuitamente dagli store di Apple e Google Play, ma anche utilizzando il QR Code direttamente in mostra), è possibile “interagire” con la “Madonna Litta”. Un’invenzione che Leonardo avrebbe sicuramente apprezzato, curioso e aperto alle innovazioni tecnologiche com’era.
La mostra prosegue virtualmente al piano nobile del museo, dove altri pannelli richiamano l’attenzione dei visitatori sul rapporto tra Leonardo e i pittori lombardi.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Leonardo da Vinci
“Madonna Litta”
Tempera su tavola trasportata su tela, c. 1495
© San Pietroburgo, Museo Statale dell’Ermitage - Una veduta dell’esposizione al Museo Poldi Pezzoli
Leonardo e la Madonna Litta
Informazioni sulla mostraDove
Museo Poldi PezzoliVia Manzoni 12, Milano
Quando
Dal 7 novembre 2019 al 10 febbraio 2020Orari e prezzi
Orari: tutti i giorni 10.00 – 18.00, tranne il martedì (giorno di chiusura). Ultimo ingresso 17.30.Fino al 10 febbraio 2020 apertura prolungata il sabato fino alle 21.00
Biglietti: intero 14 €; ridotto 10 €