Delizioso librino questo che Vita e Pensiero ha recentemente mandato in libreria unendo due testi di Alberto Manguel, tradotti da Giovanna Baglieri: Il lettore ideale e La biblioteca ideale. A renderlo ancora più godibile sono le illustrazioni di Andrea Musso (tra le altre cose) art director della casa editrice milanese. Sono tratte da I luoghi della lettura del 2019 ma si sposano perfettamente con gli aforismi e le considerazioni dell’autore, lo scrittore cosmopolita, argentino di nascita, che tra qualche giorno compirà 77 anni.
Manguel ha trascorso tutta la vita tra i libri, letteralmente, e da qualche anno è impegnato a realizzare a Lisbona l’Espaço Atlântida (Spazio Atlantide), Centro di Studi della Storia della Lettura che accoglierà i suoi quarantamila libri donati alla capitale portoghese. Ho avuto il privilegio di vederne gli ambienti nel dicembre del 2021, avendo per Virgilio – Io [che] non Enea, io non Paulo sono, e nemmeno Dante! – lo stesso Manguel.
E proprio con una citazione dal Paradiso del sommo poeta si apre l’introduzione, datata 10 ottobre 2024 in Lisbona. È nel segno del pragmatismo: la biblioteca ideale – così come il lettore ideale – non esiste. Non lo sarà nemmeno la futura Atlântida, anche se ho fiducia che ci andrà molto vicino. Scrive Manguel: «Nel nostro regno sublunare fatto di parole, questa è forse l’unica vetta che ci sia concesso raggiungere: una biblioteca abbastanza buona che accoglie libri e lettori abbastanza buoni. Non essendo immortali, questo dovrebbe bastare».

In tempi (bui) di massimalismi e messianesimi, una dichiarazione d’intenti così laica e pacata è davvero rinfrancante, almeno per quanti di noi si affannano ad aggiungere volumi su volumi alla propria biblioteca, gravati dall’ansia di non avere il tempo di leggerli tutti e rosi dal desiderio di possedere i titoli tanto ricercati ma destinati – per la maggior parte – a rimanere fuori dalla nostra portata.
Laica e pragmatica – contro l’assolutismo degli zeloti della carta, pernicioso quanto quello dei dogmatici del digitale – anche questa indicazione: «La biblioteca ideale è sia materiale sia virtuale. È aperta a qualsiasi tipo di tecnologia, formato e manifestazione del testo». E a proposito di apertura, nota dolente delle nostre biblioteche reali: «La biblioteca ideale non ha orari di chiusura». Per non parlare della natura “ibrida” della biblioteca ideale, ospitale con tutti i tipi di documenti, mappe incluse.
Ciascun lettore troverà in questa antologia di aforismi il pensiero (i pensieri) a lui più cari in fatto di biblioteche, libri, lettura e modo di essere lettore, appunto. Si gustano come le ciliegie, uno dopo l’altro. Oppure si può tenere il librino a portata di mano, per assaggiarne uno al giorno, prima di dormire o al risveglio. Io l’ho letto viaggiando in treno per raggiungere Genova, dove il caso (che non esiste) mi ha permesso di conoscere Andrea Musso e chiacchierare con lui di… libri! È proprio Genova, la città-libro illuminata dalla Lanterna, la protagonista della prima illustrazione a pagina intera.
Ciascun aforisma fa riflettere ed è uno spunto per ulteriori meditazioni. Prendiamo per esempio, questo: «I ritratti di san Gerolamo ce lo mostrano chino a tradurre la Bibbia, intento ad ascoltare la parola di Dio. Il lettore ideale deve imparare ad ascoltare». Io immediatamente ho pensato al San Gerolamo nello studio di Antonello da Messina e dietro a quel primo pensiero – come una ciliegia – è seguita subito l’immagine della copertina di Dalle parti degli infedeli di Leonardo Sciascia, il titolo che inaugurò nel 1979 la fortunata collana La memoria dell’editore Sellerio.

Il libero accesso agli scaffali garantisce la possibilità di fare incontri casuali. Ma incontri casuali sono anche quelli che nascono da quella “regola del buon vicino” formulata da Aby Warburg, secondo la quale «nella biblioteca perfetta, quando si cerca un certo libro, si finisce per prendere quello che gli sta accanto e che si rivelerà essere ancora più utile di quello che cercavamo».
Questa “legge” era ricordata nella mostra “L’idea della biblioteca. La collezione di libri antichi di Umberto Eco alla Biblioteca Nazionale Braidense” esposta nel 2022 nella Sala Maria Teresa della Braidense. In una delle teche c’era questo testo:
Incidendo la parola MNEMOSYNE sopra l’ingresso della sua sala di lettura, Warburg invita coloro che intendono entrare a farlo sotto l’incantesimo dello spirito che anima la sala. Il nome invoca la dea greca della memoria, madre di tutte le nove muse. La collezione di Warburg è dunque emblema della nostra memoria culturale collettiva. Proprio come il suo famoso ‘Bilderatlas Mnemosyne’ combina immagini di diversi periodi e culture entro costellazioni cartografiche, Warburg immagina la sua biblioteca come strumento per indagare i dilemmi in tutte le arti e le scienze”.
E nella stessa teca c’era una copia del libro The Library at Night di Manguel, pubblicato dalla Yale University Press nel 2006 (in Italia l’ha tradotto la stessa Baglieri per Archinto), che si apre sulla fotografia della biblioteca del Warburg Institute.
Appunto: giochi di rimandi, strumenti di indagine, spunti di riflessione, pagine che richiamano altre pagine (magari ancora da scrivere). Il lettore si sofferma su un pensiero o su un’illustrazione di Musso e poi salta da uno all’altra e sogna la biblioteca ideale in una città altrettanto ideale, preferibilmente sul mare o con vista sul Tago…
Saul Stucchi
PS: al lettore curioso che ha scritto queste note a margine al librino di Manguel non è sfuggito il suo aforisma che apre una breve silloge trascritta su una parete di Palazzo Ducale a Genova.

Alberto Manguel
Il lettore ideale & La biblioteca ideale
Traduzione di Giovanna Baglieri
Con 32 illustrazioni di Andrea Musso
Vita e Pensiero
2025, 72 pagine
12 €