La Colonia di Annika Norlin (traduzione di Carmen Giorgetti Cima per Edizioni e/o, 2025) racconta di Emelie, una giornalista svedese precaria che vive le sue giornate passando molte ore al lavoro, alle feste, ai concerti e con amici, fino a quando, un giorno, va a letto e non riesce ad alzarsi.
La donna non riesce a dormire perché giunge «l’ansia e l’irritazione». Si sente intrappolata e non può fare a meno di pensare che dentro il suo corpo non ci sia altro che qualcosa di «disgustoso», come dice la protagonista.
Pur avendo superato la fase più pesante del burnout, Emelie (il racconto nella prima parte è in prima persona) ha bisogno di stare lontana dalla vita moderna un po’ di tempo, così su consiglio della sua vicina di origine sami, che l’ha aiutata quando era a letto, incapace di fare nulla, Emilie si dirige a nord, verso le foreste, con l’intenzione di trascorrervi un po’ di tempo.
Una volta raggiunto il Nord della Svezia, Emilie dorme in una tenda, pensa, semplicemente aspetta. E si imbatte in un gruppo di persone − sette persone per la precisione − che vivono insieme formando un gruppo (o la Colonia, a cui fa riferimento il titolo del romanzo). Questi sette personaggi hanno deciso di vivere tra i boschi, con poco o nessun contatto con il mondo esterno. Inizialmente, la protagonista mantiene le distanze, ma quando fa la conoscenza di Låke, l’unico adolescente del gruppo, inizia a imparare tutto su queste sette persone.

A questo punto la narrazione cambia. La narratrice passa dal raccontare Emelie alla descrizione di ognuna delle sette persone, che hanno deciso di nascondersi dal mondo.
Nella colonia, c’è Ersmo, giovane proprietario della casa in cui tutti abitano, e Aagny, una ex detenuta − ha ucciso un uomo − che è giunta in quelle lande, una volta uscita di prigione, per prendersi cura della madre malata di Ersmo.
Aagny, non sapendo dove tornare, decide di rimanere nella fattoria di Ersmo, anche dopo la morte della donna che curava. József, invece, è un nuotatore, nato in una famiglia ebraica, che dalla famiglia ha ereditato la malinconia dai suoi, sopravvissuti all’Olocausto. Poi c’è Zakaria, un buttafuori in fuga dopo un incidente avvenuto in una discoteca. Mentre Sagne e Låke, madre e figlio, si sono trasferiti lì.
Gli adulti vanno d’accordo, l’unico a essere emarginato è Låke, l’unico adolescente del gruppo. Sara è la leader della colonia. Fin da piccola, è consapevole di attirare le altre persone, una volta che lascia la sua città natale, ha viaggiato per il mondo, affascinando gli individui. Però solo nelle foreste del Nord della Svezia ha saputo trovare una casa.
I personaggi di Norlin comunicano con la natura, nuotano nei laghi e abbracciano alberi, formano una famiglia lontana da quella tradizionale.
La Colonia è un romanzo che conquista i lettori, perché parla di un mondo affascinante: quello di persone che hanno voltato le spalle alla società ‘dei consumi’.
Annika Norlin mostra pregi e difetti, ferite rimarginate e quelle che non si potranno mai rimarginare, così si capisce che il bosco non per tutti corrisponde a una scelta, ma un rifugio o un luogo a cui si può giungere per cercare tranquillità. Vivere nella colonia, si capisce a un certo punto, non è poi così facile o semplice come appare. Dall’esterno.
Claudio Cherin
Annika Norlin
La Colonia
Traduzione di Carmen Giorgetti Cima
Edizioni e/o
Collana Dal Mondo
2025, 464 pagine
19 €