• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Teatro & Cinema » Quanta commedia nel Riccardo III di Gassmann! Ma non è una tragedia

6 Marzo 2014

Quanta commedia nel Riccardo III di Gassmann! Ma non è una tragedia

RIII_3
“Tanta roba” viene da pensare alla fine dello spettacolo RIII – Riccardo Terzo, per la regia di Alessandro Gassmann che ne ha curato anche l’ideazione scenica, su traduzione e adattamento da Shakespeare di Vitaliano Trevisan, in cartellone al Piccolo Teatro Strehler di Milano dal 4 al 23 marzo.

Tanta roba non soltanto per l’innegabile densità e complessità del testo scespiriano che ne fanno uno dei vertici assoluti della produzione del Bardo (ed è consigliabile, prima di affrontare le due ore e mezza dello spettacolo, ripassarsi almeno il riassunto della vicenda, perché quando arriverà la tirata della Regina Margherita nel IV atto “io avevo un Edoardo, ma un Riccardo lo uccise; io avevo un Enrico, ma un Riccardo lo uccise; tu avevi un Edoardo, ma un Riccardo lo uccise; tu avevi un Riccardo, ma un Riccardo lo uccise” non ci si perda come avviene studiando l’inestricabile rete della genealogia della dinastia Giulio-Claudia in cui quasi tutti i membri si chiamano Nerone…). Ma soprattutto perché Gassmann ha scelto di giocare con diversi registri. Ha mescolato ingredienti di ottima qualità (a partire ovviamente dal testo), ma in dosaggi che a volte mettono in dubbio la perfetta riuscita della ricetta.
RIII_2
Il risultato è uno spettacolo di notevole impatto visivo ed emotivo, dai forti contrasti chiaroscurali. Che sia gotico e tetro lo si capisce subito, con lo slittamento a un secondo momento del celebre incipit dell’inverno del nostro malcontento rischiarato dal sole di York: la scena è cupa, notturna, spettrale. Ma in fretta si presenta anche il secondo registro, quello più leggero. Chi frequenta con una discreta assiduità i capolavori di Shakespeare sa che l’elemento comico (spesso declinato nel grottesco) è ben presente anche nelle tragedie e nei drammi storici. Nella sua prima prova da regista di “uno Shakespeare”, Gassmann ha scelto però di privilegiare questa presenza trasformando il Riccardo III in una commedia con elementi tragici, peraltro ben recitata. Come un Joker bipolare, il suo duca di Gloucester passa dalla risata all’urlo disumano in un secondo netto e gesticola in maniera incredibile con la mano “sana”, muggendo di dolore ogni volta che si siede e si alza per sottolinearne la deformità. E il richiamo a Frankenstein è più che evidente.
RIII_1
Lo spettatore in sala in alcuni momenti ha l’impressione di assistere a una parodia tragicomica del dramma ed è accorta la sterzata in senso drammatico imposta all’ultima parte, perché evita il deragliamento in un registro che non appartiene al testo (e allo spirito) dell’opera. Costumi, scene e luci sono frutto di un attento e immaginiamo dispendioso lavoro che valgono l’investimento fatto. Nulla è fuori luogo o lasciato al caso. Anche le videoproiezioni sono perfettamente calibrate e non vengono recepite come posticce contaminazioni, mentre un paio di scelte musicali destano qualche perplessità.

Gli interpreti sono parsi tutti nella parte e il pubblico della prima ha particolarmente apprezzato le prove di Manrico Gammarota nel ruolo del crudele ma via via sempre più dubbioso Tyrrel e di Marco Cavicchioli in quelli di Clarence e Hastings. Ma quando scorrono i “titoli di coda” (ché questo RIII – Riccardo Terzo, nel bene e nel male pare tanto un film…) sulle note struggenti di Brothers in Arms dei Dire Straits tutti gli applausi sono per lui, Alessandro Gassmann. Che si merita davvero le parole di Tyrrel: “Il duca è un attore di talento”.
Saul Stucchi
Foto di Federico Riva

RIII – Riccardo Terzo
di William Shakespeare

traduzione e adattamento Vitaliano Trevisan
scene Gianluca Amodio, costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
ideazione scenica e regia Alessandro Gassmann

con (in ordine di apparizione) Alessandro Gassmann, Mauro Marino,Giacomo Rosselli, Manrico Gammarota, Emanuele Maria Basso, Sabrina Knaflitz, Marco Cavicchioli, Marta Richeldi, Sergio Meogrossi e con la partecipazione di Paila Pavese

Piccolo Teatro Strehler
dal 4 al 23 marzo 2014

Orari: martedì e sabato 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì 20.30; domenica 16.00

Biglietti platea: intero 33 €; ridotto 21 €
Balconata: intero 26 €; ridotto 18 €

Informazioni e prenotazioni:
Tel. 848.800.304
www.piccoloteatro.org

 

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Teatro & Cinema Contrassegnato con: Shakespeare

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Recensione del romanzo “La Colonia” di Annika Norlin
  • Recensione di “Cappello a cilindro” di Mark Sandrich
  • Al Litta “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia
  • Recensione di “Bugie su mia madre” di Daniela Dröscher
  • Impressioni a caldo dopo “Idomeneo” di Mozart a Bologna

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi