L’editoriale “L’ALIBI della domenica” di questa settimana è dedicato ai piacere della domenica.
In questo inverno del nostro malcontento dobbiamo fare di necessità virtù, mentre le regioni cambiano di colore da un giorno all’altro e le maglie dei divieti si allargano e si restringono, come le maree. Un dì, forse, dovremo spiegarlo ai nipoti. Ci chiederanno magari di raccontare anche di quella volta che un gruppo di scalmanati in vesti carnevalesche hanno fatto irruzione nel Campidoglio di Washington, uno dei luoghi ipoteticamente più sorvegliati e protetti del mondo.
I video e le foto recuperati in rete, infatti, non basteranno loro per capire. E neanche a noi adesso, ad essere sinceri. Speriamo non gli venga in mente di domandarci cosa centrasse il Ponte sullo Stretto di Messina: non sapremmo cosa rispondere! Ma il tempo è galantuomo, dicono.

Ha da passà ‘a nuttata, e passerà anche questa. Ma torniamo al presente per vedere e bere il bicchiere mezzo pieno. Il bar preferito è chiuso? Allora prepariamoci un cappuccino a casa. Una camminata nei campi – per chi ha la fortuna di abitare in provincia, anche in quella che ormai quasi coincide con l’estrema periferia della megalopoli – sostituirà la passeggiata in centro.
Mostre virtuali, presentazioni via Zoom o simili (come quella sul Canaletto che il dottor Andrea Di Lorenzo terrà lunedì 11 gennaio al Museo Poldi Pezzoli di Milano), video e documentari possono fare da surrogato alla visita di persona a musei ed esposizioni temporanee.
Il giornale della domenica
Piaceri forse meno intensi della loro rispettiva versione “originale”, tuttavia più che rispettabili e meritevoli di apprezzamento. Non è forse un piacere leggere il giornale mentre ci si gode una buona colazione, che so: un cappuccino accompagnato da dolcetti al caffè prodotti da una pasticceria artigianale? “La preghiera del mattino dell’uomo moderno è la lettura del giornale. Ci permette di situarci quotidianamente nel nostro mondo storico”, ha detto il filosofo Hegel. Che però non aveva previsto la crisi dei giornali e i fasti e soprattutto i nefasti dei social media.
Ma Hegel risulterà assai utile per spiegare ai nipoti la presenza di un uomo dal copricapo cornuto nel Sancta Sanctorum del Capitol statunitense, ma anche per “leggere” il Tacito dell’assalto al Campidoglio di Roma. Der Zeitgeist, lo Spirito del Tempo: allora tragedia, oggi nella versione degradata a farsa.
Cos’altro fare in una domenica di gennaio per rilassarsi e assaporare i piccoli piaceri della vita? Io vi consiglio di leggere un libro di Colin Dexter. Per esempio “L’ultima corsa per Woodstock”, pubblicato da Sellerio come tutti gli altri gialli della serie che ha per protagonista l’Ispettore Morse. Eccolo, ve lo presento:
Si alzò, si vestì, si preparò un piatto dall’aria succulenta con bacon, pomodori e funghi, e si sentì bene. Scorse pigramente i giornali della domenica, controllò le schedine del totocalcio, si chiese se era l’unica persona nell’intero Regno Unito che, giocando un sistema «otto qualsiasi su sedici», era riuscita a non azzeccare neanche un risultato e si accese una sigaretta. Il piano era di starsene seduto a oziare fino a mezzogiorno, bersi un paio di boccali e poi cercarsi un posto dove pranzare. Gli sembrava un programma decoroso. Ma era incapace di starsene con le mani in mano, così poco dopo stava cercando di decidere se mettere Wagner sul giradischi o fare un cruciverba. I cruciverba erano la sua passione anche se, dopo la morte del grande Ximenes, aveva trovato pochi autori che fossero all’altezza dei suoi gusti. Nel complesso quelli del Listener gli piacevano più degli altri e per quel motivo comprava la rivista tutte le settimane. D’altra parte adorava le opere di Wagner e possedeva il ciclo completo dell’Anello del Nibelungo. Decise di fare entrambe le cose e, col sottofondo del preludio sontuosamente orchestrato dell’Oro del Reno, tornò a sedersi e andò alla penultima pagina del giornale. Quella sì che era vita. Le figlie del Reno nuotavano con grazia qua e là e ci volle qualche minuto perché Morse accettasse di lasciar scivolare la musica alla periferia della sua attenzione”.
Non sembra anche a voi un programma decoroso? E poi, all’ora di pranzo, Taliarco, ricordati di porre legna sul fuoco per sciogliere il freddo e versa – sii generoso! – ottimo vino dalla caraffa. Permitte divis cetera.
Saul Stucchi