Un cartello alla cassa avvisa il gentile pubblico che “durante lo spettacolo verranno utilizzate luci stroboscopiche”. Che Amleto sarà quello che lo spettatore sta per vedere al Teatro Litta di Milano (in cartellone fino all’8 dicembre)?! Può sorgere qualche dubbio alla lettura dell’avvertenza, memori dei taglienti versi di Battiato… Ricordate? “E non è colpa mia, se esistono spettacoli con fumi e raggi laser, se le pedane sono piene di scemi che si muovono…”. I calorosi applausi al termine della prima di ieri sera bastano a fugare remore e incertezze. L’allestimento, su progetto e regia di Corrado d’Elia, merita di essere visto e siamo certi che vi rimarrà nella memoria.
È proprio il tema del ricordo a essere al centro dello spettacolo. Le micro-scene in cui il regista-protagonista frantuma il testo scespiriano sono flashback selezionati dalla memoria di Orazio a cui il morente Amleto ha implorato di non dimenticare. La storia del principe di Danimarca è esemplare, perché esemplarmente triste e maledetta, e dunque merita di essere raccontata. E la trasmissione della sua sventura è l’unico modo per evitargli la morte definitiva, ovvero la dimenticanza in un oblio di tenebre che accomuna buoni e malvagi, innocenti e colpevoli. “Racconta di me e della mia casa, non dimenticare…”. Ma la memoria è di sua natura selettiva e dal racconto non può che risultare un coacervo di emozioni, situazioni, frammenti di dialoghi.
Tragedia e commedia si mescolano, come spesso in Shakespeare, ma nel suo Amleto d’Elia pare premere sul pedale dell’acceleratore e in un secondo si passa dalla risata all’urlo di dolore. È pazzo, anzi si finge pazzo Amleto e non ha remore a dirlo apertamente ai suoi interlocutori. Il naturale andamento delle cose è stato sconvolto dall’assassinio di un re giusto e amato da tutti. Cos’altro rimane al principe, defraudato del trono che legittimamente gli spetta, se non il rifugio nella pazzia, visto che egli stesso riconosce di non essere in grado di opporsi con l’azione al sopruso di cui è vittima? “Devo scriverlo!”: Amleto avverte impellente la necessità di tenere traccia di quanto gli sta capitando e l’ossessione di lasciare un segno lo spinge a percorrere avanti e indietro, senza posa, la reggia, ridotta a una cella di prigione, a camera di sicurezza per malati mentali.
Intanto il nuovo re si dà da fare con l’ex cognata appena sposata e inanella una gaffe dietro l’altra, mentre la povera Ofelia sale sull’altalena degli umori del suo amato Amleto e l’inseparabile coppia Rosencrantz e Guildenstern trascina gli spettatori nel teatro dell’assurdo (del resto la realtà “è” il teatro dell’assurdo…). Bravissimi nei rispettivi ruoli Giovanni Carretti e Marco Brambilla che danno vita a due simpatici marmittoni caduti in un gioco più grande di loro, da cui non usciranno vivi. Corrado d’Elia è un giovane Amleto dalla cresta verde, in piena crisi adolescenziale, schiacciato dalla tragedia ma soprattutto amaramente stupito che il resto del mondo non prenda le sue parti. Urla, si sbraccia e occhieggia come un ragazzino ribelle, invasato dalla musica da rave party che viene sparata dagli altoparlanti: altro che luci stroboscopiche!
Saul Stucchi
Dal 25 novembre al 7 dicembre 2014
AMLETO
di William Shakespeare
Progetto e regia Corrado d’Elia
Interpreti: Corrado d’Elia, Giulia Bacchetta, Alessandro Castellucci, Gianni Quillico, Marco Brambilla, Giovanni Carretti, Andrea Tibaldi, Marco Biraghi, Gaia Insenga
Scene: Fabrizio Palla
Disegno luci: Alessandro Tinelli
Fonico: Giulio Fassina
Foto di scena: Angelo Redaelli
Assistente alla regia: Andrea Lisco
Repliche: da martedì a sabato ore 20:30; domenica ore 16:30; lunedì riposo
Biglietti: intero 21 €; ridotti 11/15 €
Teatro Litta
Corso Magenta 24
Milano
Info:
www.teatrolitta.it