Quandoque bonus dormitat Homerus, diceva Orazio, scusando le distrazioni del sommo poeta. Massima comprensione dunque per le rare scivolate dell’ottima Dora Marinari, come in apertura del sedicesimo libro, quando traduce “Sia il figlio di Tideo, sia il forte Diomede sono stati feriti da frecce”. Patroclo supplica Achille di lasciarlo combattere al posto suo, indossandone le armi: così potrà forse portare giovamento agli Achei. “Folle! Supplicava per sé un malvagio destino di morte”. Achille acconsente, ma lo mette in guardia perché non esageri e gli tolga la sua parte di onore. Dovrà limitarsi a respingere i Troiani dalle navi e poi lasciare che combattano gli altri.
Aiace è ormai allo stremo e il poeta invoca le Muse perché gli dicano come il fuoco raggiunse le navi. Le fiamme destano la preoccupazione di Achille che esorta Patroclo a fare presto. L’amico ne indossa le armi e fa aggiogare i suoi cavalli, Xanto, Balio e Pedaso, mentre Achille incita i Mirmidoni a scendere in battaglia (e qui il poeta infila un breve excursus sui comandanti delle cinque schiere). Poi liba a Zeus pregandolo che conceda a Patroclo di allontanare i Troiani dalle navi e di far ritorno sano e salvo, ma Zeus acconsentì soltanto alla prima richiesta. La vista di quello che credono Achille porta scompiglio tra i Troiani, mentre Patroclo uccide i primi nemici che gli capitano a tiro, finché non si imbatte in Sarpedonte:
e, come due avvoltoi dagli artigli adunchi e dal becco incurvato
combattono tra loro su un’altra roccia tra grandi strida,
così quelli urlando si scagliarono l’uno contro l’altro.

Zeus è indeciso se lasciare che Patroclo uccida suo figlio Sarpedonte, oppure trasportare quest’ultimo, vivo, in Licia. Era gli spiega che questa seconda opzione creerebbe un precedente per gli altri dei, molti dei quali hanno figli che combattono sotto Troia. Zeus allora abbandona Sarpedonte al proprio destino e Patroclo lo uccide. Glauco invoca Apollo perché risani la sua ferita e possa richiamare i Lici, come l’ha pregato di fare Sarpedonte morente: il dio lo esaudisce. Attorno al cadavere dell’eroe si combatte aspramente, in “un’oscurità mortale” fatta scendere da Zues “perché mortale fosse la battaglia intorno al corpo di suo figlio”. Il padre degli dei decide che Patroclo uccida ancora molti altri Troiani prima che Ettore lo colpisca a morte. I Troiani e i Lici retrocedono e i Greci si impossessano delle armi di Sarpedonte, ma Zeus manda Apollo a prendere il suo corpo per portarlo in Licia, dopo averlo lavato nel fiume e averlo ricoperto di ambrosia (leggi più sotto).
Patroclo dimentica il consiglio di Achille e si spinge all’inseguimento di Troiani e Lici. Tre volte tenta di superare il muro della grande torre di Troia, ma Apollo glielo impedisce e alla quarta gli urla di desistere perché non è suo destino prendere la città. Sotto le sembianze di Asio, il dio esorta Ettore a tornare a combattere. Adesso la lotta è attorno al cadavere di Cebrione, l’auriga di Ettore, abbattuto da Patroclo che lo deride crudelmente. È Apollo stesso a colpire Patroclo, alla schiena, con la mano aperta, poi Euforbo lo ferisce scagliandogli l’asta e infine Ettore lo trafigge al ventre dandogli la morte.
Saul Stucchi
L’immagine del Cratere di Eufronio è presa da Wikipedia
I versi più belli:
“Fai presto, caro Febo, libera Sarpedonte dalla mischia,
puliscilo dal sangue raggrumato, poi portalo molto lontano,
lavalo nella corrente veloce del fiume,
ungilo di ambrosia,
coprilo di vesti immortali
e consegnalo ai due veloci trasportatori, il Sonno e la Morte,
perché lo lascino nella vasta e ricca terra di Licia”. (XVI, 667-673)
Omero
ILIADE
Traduzione di Dora Marinari
Commento di Giulia Capo
Prefazione di Eva Cantarella
Con testo greco a piè di pagina
La Lepre Edizioni
2010, pp. 1074
28 €
www.lalepreedizioni.com
ILIADE: INDICE DEI LIBRI E DELLE RECENSIONI
In occasione della manifestazione Roma Si Libra, l’attore Giulio Scarpati leggerà l’Iliade in piazza Navona, nella nuova traduzione di Dora Marinari. Commenterà il testo Giulia Capo.
Venerdì 23 settembre ore 19.00
Roma Si Libra
Piazza Navona
Roma
Informazioni
www.lalepreedizioni.com