Maggio – il più intenso dei mesi, insieme ai suoi undici fratelli… – si è chiuso con un concerto di altissimo livello all’Accademia Musicale “Alberto Mozzati” di Mezzago, in Brianza. Il Coro Marc’Antonio Ingegneri di Cremona, diretto dal Maestro Vatio Bissolati – che l’ha fondato nel 2002 – ha proposto un programma dal titolo In Memoriam, dedicato a due componenti della stessa formazione, ovvero Luca Azzi e Giulia Gavi. Il primo, cantante basso-baritono, è scomparso l’anno scorso a sessant’anni. Aveva un anno in più Giulia che cantava con i contralti, anche lei morta nel 2025.
Il concerto si è aperto con una composizione intitolata Der Gerechte kömmt um, ovvero L’uomo giusto perisce, con riferimento al versetto che apre il capitolo 57 del Libro di Isaia: «Il giusto muore, e nessuno vi bada». È opera di Fausto Saccaro, nell’ensemble come tenore.

Programma del concerto:
- Fausto Saccaro, Der Gerechte kömmt um
- Felix Mendelssohn Bartholdy, Hör mein Bitten, Herr
- Gabriel Fauré, Cantique de Jean Racine
- Gabriel Fauré, Requiem
Confesso che non conoscevo le prime tre proposte che hanno costituito la prima parte del concerto, separata da una piccola pausa dalla seconda, riservata all’opera più celebre di Fauré. È per ascoltare questa che nel caldissimo pomeriggio di oggi mi sono ritrovato all’Accademia, stupito di ammirare per la prima volta dal vivo questo capolavoro proprio nel mio paesello natio.
Al pianoforte Federico Porcelli (che a gennaio ha inaugurato la quarta edizione del ciclo “12×12. Dodici eventi per un anno” organizzato dall’associazione Amici della Biblioteca di Mezzago) e Letizia Bonavita; soprano Giulia Caviglia, baritono Paolo Belli.

Purtroppo la sala non era gremita, come il Coro avrebbe meritato: forse ha pesato la scelta dell’orario pomeridiano o forse si poteva fare di più a livello di comunicazione. Ma io mi sentivo in ottima compagnia – almeno spiritualmente – con Colin Dexter e il suo geniale ancorché scostante ispettore Morse, che – indovinate un po’?! – consideravano il Requiem di Fauré una delle cime più elevate dell’intero repertorio della musica classica.
Nella recensione al romanzo Il gioiello che era nostro – pubblicato da Sellerio come gli altri gialli della serie dell’ispettore Morse – ricordavo che Dexter menzionò il brano In Paradisum che sigilla il Requiem come prima proposta tra gli otto dischi che si sarebbe portato su un’isola deserta, nell’intervista all’omonima trasmissione della stazione BBC Radio 4, appunto Desert Island Discs.
Il concerto si è chiuso con i calorosi applausi del pubblico e come bis una breve composizione di Brahms.
Saul Stucchi
Coro Marc’Antonio Ingegneri
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