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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Battiston ha portato a Verona il suo Otello cuore di tenebra

6 Luglio 2014

Battiston ha portato a Verona il suo Otello cuore di tenebra

Alla poetessa Patrizia Cavalli, autrice della traduzione dell’Otello utilizzata da Giuseppe Battiston e Paolo Civati nel loro allestimento della tragedia shakespeariana, è stato chiesto: “Che cosa pensa di Otello? C’è chi lo ha definito ‘la tragedia della parola’. È d’accordo?” e lei ha risposto: “È difficile dare definizioni di testi così complessi. Le opere di Shakespeare sono sempre tragedie delle parole nel senso che tutto è legato a ciò che viene detto. Il teatro di Shakespeare è nella sua lingua. Tutto ha a che fare con la teatralità stessa della lingua. Certamente, in Otello, in misura maggiore visto che le azioni sono suscitate da ciò che qualcuno dice a un altro, ma non c’è soltanto questo. È una forma di inganno assoluto, anche rispetto a se stessi, una forma dell’immaginazione ingannata, di un modo di pensarsi ciò che non si è. D’altronde, tutto Shakespeare è basato su questo, una specie di spostamento dell’essere su qualcos’altro, l’illusione, l’inganno, la menzogna”.
Otello_Battiston_770La centralità della parola è stata ricordata ieri sera al pubblico del Teatro Romano di Verona da Giuseppe Battiston nella breve introduzione che ha anticipato l’ultima delle quattro recite di Lost in Cyprus, sulle tracce di Otello in cartellone per la sessantaseiesima edizione del Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese. Tragedia della parola, dunque. Verissimo. Della parola ammaliatrice (Otello ha sedotto Desdemona raccontandole i suoi patimenti, come Enea aveva fatto con Didone), della parola che inganna, che ferisce, che si insinua come un veleno e corrompe fino alla morte, ma anche della parola che protesta la propria innocenza, che non maledice e che insiste nel dichiarare amore per colui che si è trasformato nel proprio assassino.

Per sottolineare il ruolo centrale della parola l’allestimento diretto da Battiston e Civati sdoppia lo spettacolo in parti recitate e in altre lette. All’inizio questa formula pare non del tutto convincente e l’abbrivio risulta un poco meccanico; poi, quando prende il via l’azione vera e propria (ovvero quando Iago pianifica con fredda perfidia l’annientamento di Otello e muove il primo sasso che scatenerà la valanga) le parti s’intrecciano alla perfezione e il ritmo ne trae beneficio. È Iago il motore dell’azione: la sua parola dà vita a un mondo parallelo che finirà per sostituirsi a quello reale, finché la catastrofe finale non riporterà la realtà sul giusto binario e Venezia tornerà a imporre la sua legge.
Otello_Battiston_770_2Cipro è circondata dalle acque sonore dell’Adige e la sua comunità si sente isolata. Sconfitti i Turchi, scopre con orrore che i nemici sono all’interno. Non soltanto dell’isola, perché ciascuno (almeno dei personaggi maschili) si accorge di dare ospitalità ai più terribili demoni. Otello fiuta Cassio dopo averlo sorpreso mentre si azzuffava ubriaco nella guarnigione, fiuta Iago e infine la sua amata Desdemona. Non fidandosi più degli occhi e delle orecchie (il dubbio è veleno corrosivo) ricorre al più istintivo e primitivo dei sensi, ma questo arretramento allo stato ferino non lo salverà dalla distruzione. Da tempo ha perso il ruolo di cacciatore per scadere in quello di preda. Battiston è bravo nel rendere nei movimenti e nei toni della voce questa regressione animalesca: “gli odori, i suoni…” rantola ormai braccato.

Come il colonnello Kurtz di Apocalypse Now, Battiston ha il volto annerito dal trucco mimetico, con cui insudicia la bianca Desdemona. Cuore di tenebra, non può ritrovare la via d’uscita alla gabbia di morte che Iago ha costruito per lui. Anche se forse si poteva risparmiare il finale splatter.

Dal 16 al 19 luglio sarà la volta de La dodicesima notte, in prima nazionale (sempre su traduzione di Patrizia Cavalli), per la regia di Carlo Cecchi.
Saul Stucchi

Lost in Cyprus, sulle tracce di OTELLO
da William Shakespeare

traduzione di Patrizia Cavalli
da un’idea di Giuseppe Battiston, Valentina Fois, Francesco Rossini, Paolo Civati
regia di Giuseppe Battiston e Paolo Civati
con: Giuseppe Battiston, Giovanni Calcagno, Michele De Maria, Domenico Diele, Valentina Fois, Francesco Rossini, Federica Sandrini, Emanuele Vizzoli

Estate Teatrale Veronese
Teatro Romano
2-3-4-5 luglio 2014

Informazioni: www.estateteatraleveronese.it

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