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Voi siete qui: Arte » A Brera i Tarocchi raccontano Cremona e la bottega dei Bembo

21 Febbraio 2013

A Brera i Tarocchi raccontano Cremona e la bottega dei Bembo

Quella presentata ieri mattina nella Sala della Passione di Brera, dal titolo I Tarocchi dei Bembo. Una bottega di pittori dal cuore del Ducato di Milano alle corti padane, “quelle carte de triumphi che se fanno a Cremona” è una mostra “pensata con criteri moderni, elastici”, ha detto la soprintendente Sandrina Bandera (curatrice insieme al prof. Marco Tanzi dell’Università del Salento), che non si focalizza non soltanto sull’aspetto ludico delle carte, ma intende aprire una porta su una delle botteghe più interessanti del primo rinascimento lombardo, quella dei Bembo. Impostando in modo più articolato la lettura della loro produzione è stato possibile distinguere le varie mani degli artisti che vi erano coinvolti, “riconoscibili grazie alle diversità delle loro scelte espressive” (per citare quanto riportato su uno dei pannelli in mostra).
Tarocchi_1
Il periodo preso in esame è il ventennio cruciale per la storia della Lombardia, con il passaggio dalla cultura dei castelli a quella appunto del primo rinascimento. Questa “piccola ma preziosissima mostra” è stata resa possibile grazie ai prestatori, dall’Accademia Carrara di Bergamo, al Museo e alla Curia di Cremona, passando per il Museo Civico di Mirandola che ha fatto arrivare un salterio nonostante la difficile situazione in cui versa dopo il tremendo terremoto dell’anno scorso.
“È una mostra dedicata alla mia città e a quella del professor Tanzi” ha confessato la soprintendente e in effetti è proprio il ruolo di Cremona il cardine attorno a cui ruota l’esposizione. Era attraverso questa città che Milano guardava a oriente, verso Ferrara e Padova. Prima di dare la parola al professor Tanzi, la soprintendete ha voluto ringraziare il concessionario Skira, grazie al quale l’agenda delle iniziative fino al 2015 è assicurata nonostante la profonda crisi che sta attraversando il settore culturale.
Tarocchi_4
Tanzi ha illustrato il percorso espositivo, sia durante la conferenza stampa sia poco dopo nelle sale della Pinacoteca: si apre sulla figura di Bonifacio, per poi allargarsi agli altri fratelli, figli del capostipite Giovanni: Andrea, Ambrogio, Benedetto, Gerolamo e Lazzaro. Di Andrea sappiamo che era talmente bravo nel suo lavoro da ricevere la cittadinanza bresciana, conferitagli per il riconoscimento che la sua opera era utilissima e addirittura necessaria alla città. Ma la bottega di questi artisti cremonesi non era tanto una “Fratelli Bembo”, quanto piuttosto la “Bonifacio Bembo & Co.”, considerato il ruolo di guida che vi esercitava Bonifacio: era lui infatti che ripartiva il lavoro tra i vari collaboratori. La sua attenzione era attirata da quello che in quegli anni stava avvenendo a Milano, mentre il fratello Benedetto guardava verso la Ferrara di Lionello d’Este.
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Nella prima sala sono esposti i ritratti dei duchi Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, su affreschi strappati dalla chiesa di Sant’Agostino di Cremona (datati al 1462), ma anche su tela: erano diffusi in tutto il ducato, come oggi la foto del Presidente della Repubblica campeggia in ogni ufficio pubblico. Fu a Cremona che vennero celebrate nel 1441 le nozze tra Bianca Maria, unica erede dei Visconti, e Francesco Sforza, fondatore della nuova dinastia. In una teca sono invece collocate cinque tavole attribuite in via ipotetica ad Ambrogio Bembo, raffiguranti Storie della Genesi (tre sono dedicate alla vicenda di Giuseppe e i suoi fratelli).
Per quanto riguarda il raffinato San Giorgio prestato dal Museo Civico di Cremona Tanzi propone di identificare l’anonimo “Maestro di Monticelli” a cui è tradizionalmente attribuito con Gerolamo Bembo, pittore di cui si conservano documenti ma non opere. E poi ci sono ovviamente i Tarocchi, appartenenti a due mazzi: il Brambilla della Pinacoteca di Brera e il Colleoni dell’Accademia Carrara di Bergamo, per un totale di settantaquattro carte (quarantotto attribuite a Bonifacio; ventitré a Bonifacio e Ambrogio; tre di Antonio Cicognara). Avremo modo di riparlarne.

Saul Stucchi

Didascalie:
Bonifacio Bembo
Tarocchi Brambilla, Ruota della Fortuna (1442-1444 circa)
Miniatura su cartoncino; 17,8×8,9 cm
Milano, Pinacoteca di Brera

Bonifacio Bembo
Tarocchi Brambilla, Cavaliere di lance (attuali Bastoni) (1442-1444 circa)
Miniatura su cartoncino; 17,8×8,9 cm
Milano, Pinacoteca di Brera

Bonifacio e Ambrogio Bembo
Giustizia (1455-1460 circa)
Miniatura su cartoncino; 17,6 x 8,7 cm
Bergamo, Accademia Carrara

Benedetto Bembo
Madonna dell’Umiltà e angeli musicanti (1450-1455)
Tavola; 113 x 75 cm
La Spezia, Museo Civico “Amedeo Lia”

I tarocchi dei Bembo. 
Una bottega di pittori dal cuore del Ducato di Milano alle corti padane”quelle carte de triumphi che se fanno a Cremona”

Dal 20 febbraio al 7 aprile 2013
Pinacoteca di Brera

Via Brera 28
Milano

Orari: 8.30-19.15 da martedì a domenica (la biglietteria chiude alle 18.40)
chiuso lunedì
Biglietti: intero 10 €; ridotto 7 €
Abbonamento per la Pinacoteca e le mostre: 22 €, valido fino a dicembre 2013.
Catalogo: Skira editore

Informazioni:
Ufficio mostre ed eventi, tel. 02 72263.257, sbsae-mi.brera@beniculturali.it

www.brera.beniculturali.it

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