Sono i cani ad accogliere Telemaco, facendogli festa, al suo ritorno a Itaca. Ulisse se ne accorge, ma è Eumeo ad andare incontro al giovane e a baciarlo tra le lacrime “come un padre, felice, accoglierebbe con amore un figlio”.
Telemaco chiede al servo informazioni di sua madre e il porcaro lo aggiorna sulla situazione a palazzo, immutata rispetto alla sua partenza. Dopo i convenevoli, arriva l’ora di colazione e che si mangiano i tre uomini? Ma carne, naturalmente! Accompagnata da vino.

Soddisfatto il desiderio di cibo, il giovane si informa sullo straniero e anche in questo caso il servo riepiloga la situazione (possiamo dire che il ruolo di Eumeo è quello del relatore che tiene insieme i fili tra l’andare e venire dei padroni).
Telemaco non potrà ospitare lo straniero a palazzo per colpa dei rivali: sarebbe troppo pericoloso per costui e una gran pena per lui stesso. Odisseo vuole sapere dal giovane il motivo che gli impedisce di cacciare dalla sua casa i rivali: ah, se lui fosse ancora giovane!
Telemaco gli spiega che non ha fratelli su cui poter contare, mentre la madre tergiversa, incapace di scegliere il migliore tra i pretendenti. Il giovane manda Eumeo ad avvisarla del suo ritorno e non appena questi esce dalla stalla, Atena appare a Odisseo per istruirlo sul da farsi: è giunto il momento di rivelarsi al figlio.
Per il tanto atteso incontro restituisce al suo beniamino giovinezza e bellezza, tanto che Telemaco non riconosce il padre e lo scambia per un dio! Ulisse lo abbraccia tra le lacrime, ma il giovane ancora non gli crede.
Odisseo deve spiegargli che si trova sotto la protezione di Atena che può trasformarlo come e quando vuole. E allora anche Telemaco si scioglie nel pianto e per descrivere il commovente ricongiungimento dei due, Omero ricorre a una similitudine scioccante: i loro singhiozzi erano più forti di quelli degli uccelli a cui i contadini strappano i piccoli dal nido!
[codice-adsense-float]Dopo le lacrime arriva il momento di affrontare la situazione e Odisseo ha bisogno di sapere con precisione quanti e chi sono i loro nemici. Telemaco gli fa dunque un catalogo dei rivali (lettore il catalogo è questo, dei rivali che ha il padre mio…): cinquantadue giovani da Dulichio, ventiquattro da Same e venti da Zacinto, a cui vanno aggiunti i dodici pretendenti che giocano in casa.
Al figlio che chiede alleati, il padre menziona niente meno che Zeus e Atena, il che ricorda inevitabilmente le spacconate dei pischelli all’asilo: “e io chiamo (a) mio cugino”.
Odisseo spiega all’erede il piano: dovrà tornare a palazzo e sopportare con pazienza i maltrattamenti che i rivali infliggeranno al padre, travestito da mendicante. Dovrà anche avere cura di nascondere al piano superiore tutte le armi presenti in casa.
I rivali sono sorpresi e amareggiati nell’apprendere del ritorno di Telemaco e decidono di toglierlo di mezzo da Itaca. Anfinomo però interviene con la proposta di domandare a Zeus un responso sulla decisione di uccidere il giovane, mentre Penelope appare ai rivali per rimproverare Antinoo per il disegno criminale: come può dimenticare che il suo stesso padre venne ospitato e salvato da Odisseo, quando i concittadini volevano ucciderlo?
Eurimaco cerca di rincuorarla dichiarando di mettere la propria spada a difesa di Telemaco. “Così disse, per farle coraggio / ma anche lui preparava la morte per Telemaco” chiosa il poeta.
Il libro si chiude con il ritorno di Eumeo alla stalla, dove trova il giovane padrone e Ulisse, tornato sotto le spoglie del mendicante.
I versi più belli:
“Gli rispose il paziente, glorioso Odisseo:
«Non sono un dio:
perché mi paragoni agli immortali?
Io sono tuo padre,
quello per cui singhiozzi e soffri tanto,
tormentato dalla violenza dei tuoi nemici».
Detto così, baciò il figlio,
e dalle sue guance scorrevano a terra
le lacrime che fino allora aveva trattenuto”. (XVI, vv. 186-191 )
Didascalia:
Bonaventura Genelli
Telemaco accolto da Eumeo nella sua stalla (da Wikimedia)
L’ODISSEA a puntate: Indice dei libri e delle recensioni

- Odissea
- Autore: Omero
- Traduzione di Dora Marinari
- Commento di Giulia Capo
- Prefazione di Piero Boitani
- Copertina flessibile: 628 pagine
- Collana: Visioni
- Lingua: Italiano
- www.lalepreedizioni.com