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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Le Relazioni Pericolose

15 Dicembre 2008

Le Relazioni Pericolose

È l’amore a tenerci in piedi. Quando viene meno, cadiamo al suolo come burattini ai quali venga tagliato il filo principale che li sostiene. Quelli secondari possono intrecciarsi, accavallarsi e poi sciogliersi, annodarsi o allontanarsi gli uni dagli altri. Il filo dell’amore deve invece restare libero da impedimenti perché ha il compito di guidare le nostre scelte. S’intende ovviamente l’amore vero, che non va confuso con i mille altri impulsi che agitano il nostro cuore, primi tra tutti la vendetta e la passione: “non sono due delle vostre favorite?”, domanda la Marchesa de Merteuil al Visconte di Valmont. I due protagonisti del celeberrimo romanzo epistolare Les liaisons dangereuses di Choderlos De Laclos hanno elevato il libertinaggio a filosofia esistenziale, sprezzando la gratuità (e la potenza) dell’amore. Silvia Giulia Mendola realizza un nuovo adattamento de Le Relazioni Pericolose (di cui cura anche la regia), puntando l’attenzione sull’ipocrisia della società francese del Settecento, in cui le idee dei Philosophes vengono distorte e strumentalizzate nel tentativo di fare dell’amore una fredda geometria di relazioni. Il progetto della Marchesa è vendicarsi dell’ex amante, facendolo cadere nel ridicolo spingendo in tentazione e nel conseguente disonore la sua futura moglie. Ma Valmont, al quale la Marchesa propone di occuparsi della conquista della vittima designata, la giovane Cecile, reputa il piano fin troppo facile per un impenitente libertino come lui. Si prefigge uno scopo ben più arduo, quello cioè di far cadere nella sua rete la bigotta Madame de Tourvel. A questa coppia di personaggi già “navigati” fanno da contraltare due giovani: la cugina della Merteuil, appunto Cecile, e il maestro chiamato per impartirle lezioni di musica, impersonato da un brillante Paolo Andreoni a cui tocca anche il ruolo della vecchia zietta sorda e impicciona. In questa parte solo per un momento abbandona la vocina cantilenante da lupo travestito di nonna di Cappuccetto Rosso per un’amara confessione sui differenti tipi di felicità concessi a uomini e donne. A Cecile che esprime qualche titubanza sull’opportunità di avere un maestro di musica, la zia Marchesa promette ambiguamente che senza dubbio imparerà a suonare lo “strumento”. Ci penserà però Valmont a insegnarglielo, educandola secondo i dettami della sua filosofia erotica. La gigantesca scacchiera alle spalle degli attori non lascia spazio a equivoci: i personaggi in scena agiscono come pedine di un gioco. La Marchesa e Valmont si illudono di poterlo condurre a proprio piacimento e i primi sviluppi della vicenda sembrano dar loro ragione. Con un rapido gesto del ventaglio lei muove i suoi interlocutori, concede udienza, interrompe un accorato discorso o impone di lasciare la stanza agli astanti. Lui finge di scoprire un lato di sensibile altruismo fin lì soffocato dalla malizia: è questa l’esca scelta per attrarre Madame de Tourvel. Ma la soddisfazione più grande – dichiara – è vederla cedere alla tentazione del suo corteggiamento dopo una lunga e ostinata resistenza: “che ceda, ma che combatta!”.  I successi sono però effimeri perché la trama sfugge loro di mano e la ragione, estremizzata e strumentalizzata, alla fine non può che fallire di fronte alla potenza dell’amore che tutto travolge come un fiume in piena. Trahit sua quemque voluptas diceva Virgilio, “ciascuno è trascinato dalla propria passione”, anche alla catastrofe.
Saul Stucchi

Le Relazioni Pericolose
Nuova versione
Dal romanzo epistolare di Choderlos De Laclos
Adattamento e regia Silvia Giulia Mendola
Con Paolo Andreoni, Andrea Dezi, Lorenza Pisano, Cinzia Spanò, Greta Zamparini

Teatro Litta
Corso Magenta 24
Milano

Repliche dal lunedì al sabato alle 20.30; domenica 16.30
Giiovedì riposo
Biglietti: martedì, mercoledì, giovedì posto unico 12.00 €; venerdì, sabato e domenica posto unico 18.00 €; riduzioni 12.00 €, 9.00 €

Info e prenotazioni: tel. 02.86454545
promozione @ teatrolitta.it

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