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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Le Scimmie Nude portano in scena la follia de “I Cenci” di Artaud

24 Maggio 2011

Le Scimmie Nude portano in scena la follia de “I Cenci” di Artaud

Cenci_ante Così come “la storia è poco più che una registrazione dei delitti, follie e sventure dell’umanità” (per dirla col Gibbon della Decadenza e caduta dell’Impero Romano), la storia del teatro è quasi una lista ininterrotta di personaggi negativi, violenti e malvagi fino alla pazzia, di volta in volta con motivazioni ed esiti diversi. Chi sacrifica la figlia per ragion di stato (Agamennone), chi ammazza l’ospite benefattore (i coniugi Macbeth), chi terrorizza un impero (Caligola), solo per citare alcuni degli esempi più celebri.

Meno nota, invece, sia dal punto di vista storico che sul versante teatrale è il dramma della famiglia Cenci. Lo scrittore e drammaturgo francese Antonin Artaud scelse questa vicenda reale come argomento di una sua pièce che la compagnia Scimmie Nude, per la regia di Gaddo Bagnoli, porta in scena in questi giorni al Teatro della Contraddizione di Milano. La trama è tanto semplice quanto cruda: nella Roma di fine Cinquecento il Conte Cenci è un uomo che si abbandona a ogni forma di depravazione e violenza contro i membri i della propria famiglia. Non teme la giustizia divina e spregia quella umana, impersonata da un pontefice tutt’altro che disinteressato.

Cenci

Lo spettacolo, che rappresenta il passaggio al professionismo di dieci giovani attori, a cui si affiancano i quatto attori stabili della compagnia, è un’orgia di violenza e disperazione, un quadro a tinte fosche. L’uniformità del livello di tensione è il limite – a mio parere – del testo di Artaud che presenta un protagonista costantemente all’apice della furia: una scelta stilisticamente poco felice e drammaturgicamente molto impegnativa. Bene ha fatto Bagnoli a “suddividere” in parti la recitazione dei ruoli del Conte, della moglie Lucrezia e della figlia Beatrice affidandole a diversi attori (su tutti Andrea Magnelli, un Cenci mefistofelico e a dir poco inquietante) che ci danno dentro con vigore, non sempre accompagnato però da una completa convinzione.

La prima di ieri sera ha mostrato qualche sbavatura che, confidiamo, sarà cancellata nelle successive repliche; un po’ lenta, per esempio, mi è parsa la scena del dialogo tra la prima Beatrice e il suo spasimante Camillo. Quando non interpretano i protagonisti, gli attori in scena danno corpo e voce al coro di vittime impotenti delle sfuriate del Conte Cenci. Ma è lui la prima vittima di se stesso: in ultima analisi la sua violenza, incontrollabile, fa di lui uno strumento, non un agente.

Naturalmente questa non è una giustificazione (né di chi scrive queste modeste note, né tantomeno dell’autore), ma consente di esprimere un giudizio meno emotivo che considera anche la violenza “dei tempi” (che è la violenza di tutti i tempi). La povera Beatrice scoprirà sulla propria pelle la più crudele delle verità: la vita non è che la fuga da una prigione all’altra, quando va bene; quando va male da un martirio all’altro. E nessuno potrà rincuorarla assicurandole che la morte porrà fine all’incubo.

Vorrei chiudere con due piccole critiche. I continui spostamenti in sala della fotografa hanno finito col disturbare la visione dello spettacolo: sarebbe stato meglio effettuare gli scatti durante le prove o almeno scegliere un’unica postazione. Mi permetto poi di consigliare al regista di correggere la pronuncia sdrucciola del verbo persuadere che ho sentito in due occasioni: all’inizio al legato pontificio scappa un “persuàderlo” e alla fine a Beatrice un “persuàdermi”. Veniale, ma pur sempre un peccato.
Saul Stucchi

23/24/25 maggio 2011

Scimmie Nude
I Cenci
di Antonin Artaud
Adattamento e Regia di Gaddo Bagnoli
con Angelo Bosio, Michela Bologna, Eri Cakalli, Paola Figini, Claudia Franceschetti, Federica Garavaglia, Elena Lietti, Igor Loddo, Andrea Magnelli, Stefania Morino, Marco Olivieri, Laura Rinaldi, Tania Ricciardi, Eleonora Zampierolo
organizzazione e ufficio stampa Francesca Audisio
Produzione Scimmie Nude/Federica Maria Bianchi
genere: vortice crudele

Teatro della Contraddizione
via della Braida 6
Milano (MM3 Porta Romana; tram 16 – 29 – 30)
Informazioni: tel. 02.5462155

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