Per una volta possiamo cominciare dalla fine: il pubblico del Teatro Romano di Verona ha tributato applausi calorosi al termine della rappresentazione della prima nazionale della Commedia degli errori di William Shakespeare nell’allestimento di Leo Muscato. Non ci sono dunque dubbi: lo spettacolo è piaciuto, molto. Gran parte del merito va riconosciuta al mattatore Peppe Barra che si divide nelle parti del povero Egeone, dell’inflessibile Badessa e dell’eccessiva (in tutti i sensi) Polpetta, sempre mantenendo un forte accento napoletano che serve a sottolineare la sua natura di straniero in terra di Ephesus. Malgrado infatti il ben augurante cartello Welcome to Ephesus che campeggia sulla scena, la città si dimostra poco accogliente con i forestieri. E il primo a farne le spese è proprio il vecchio Egeone, approdatovi alla ricerca del figlio, a sua volta partito da anni per andare in cerca del fratello gemello da cui era stato diviso da una tempesta.
Ma le apparenze spesso ingannano e ad Ephesus più che altrove. I due fratelli, con i rispettivi servi gemelli, si trovano in città e la loro presenza in contemporanea non può che generare una lunga serie di equivoci che li porterà ad aver dubbi sulla propria identità. “Ormai non so più chi sono!” è la confessione di chi non viene più riconosciuto dai propri cari, perdendo così i punti di riferimento della propria vita e trovandosi smarrito, naufrago anche sulla terraferma. Le due coppie di fratelli continuano a intrecciarsi, confondendosi gli uni con gli altri e mandando in confusione gli altri protagonisti della vicenda.

All’intreccio delle situazioni si mescola quello dei toni, perché la Commedia non vive di soli frizzi e lazzi. Non mancano infatti i momenti toccanti, quando la patina di effervescente ilarità sembra sciogliersi per far emergere il sostrato drammatico: la separazione che ha lacerato due famiglie. E le musiche originali, (composte ed) eseguite sul palco con maestria da Paolo Del Vecchio e Luca Urciuolo, intervengono a sottolineare questi passaggi, accrescendo l’emotività del testo scespiriano. A tenere tutto insieme c’è l’ottimo Peppe Barra che ha più volte strappato al pubblico un applauso a scena aperta. All’uscita dal teatro ho sentito il commento di due signore che hanno definito “televisiva” la rappresentazione. In questo caso, però, l’aggettivo “televisivo” a parer mio può semplicemente indicare l’aspetto popolare dello spettacolo e quindi essere preso senza alcuna connotazione negativa.

Ci siamo da troppo tempo arresi alle equazioni “facile e superficiale = televisione”; “intenso magari fino alla noia = teatro”. Il teatro, invece, sa essere emozionante, leggero ma non superficiale, comico ma non volgare. Soprattutto se a scrivere il testo c’è Shakespeare (e alle sue spalle Plauto) e a portarlo in scena Leo Muscato e la sua banda.
PS: dal 28 al 30 luglio andrà in scena The Comedy of Errors nell’adattamento di Edward Hall e Roger Warren, ovviamente in inglese.
Saul Stucchi
Da giovedì 21 luglio a sabato 23 luglio 2011
LA COMMEDIA DEGLI ERRORI
da William Shakespeare
Regia di Leo Muscato
Con Peppe Barra, Francesco Biscione, Giulio Baraldi, Simone Luglio, Alessandro Bertollini, Francesca Cutolo, Alessia Giangiuliani, Gianluca Delle Fontane, Laila Fernandez e Sergio Grossini
Musiche di Paolo Del Vecchio e Luca Urciuolo
Teatro Romano
Rigaste Redentore 2
Verona
Orari spettacolo: 21.15
Prenotazioni e informazioni:
BoxOffice via Pallone 12/a, Verona
Tel. 0458011154
Call center tel. 848002008
Biglietti:
Platea numerata 26 €; gradinata 16 €; gradinata ridotta 13 €