
In occasione del debutto a Piacenza della versione teatrale di Rashomon, ALIBI Online ha intervistato il regista Riccardo Piricò Vaghi.
Perché avete scelto Rashomon?
Pur essendo ambientato nel medioevo giapponese, ci racconta di una situazione molto simile alla nostra. L’ambiente distrutto da devastazioni naturali e peggiorato dall’incuria dell’uomo, una condizione umana precaria, spesso priva di dignità, che non può fare altro che rubare, rubare tutto e a tutti. Un mondo dove l’uomo non ha grande speranza e si crogiola nel vivere dell’istante, dove conta quello che hai e non quello che sei. Soprattutto un’epoca nella quale davvero non capiamo molto la realtà, e le vecchie sicurezze appaiono più come puerili illusioni che come ancore di salvezza. Eppure in questa desolazione, emerge prepotente la necessità del voler sopravvivere con le unghie e con i denti malgrado tutto e tutti. Un inno alla vita che paradossalmente parte da uno spettrale paesaggio di morte.
Quali sono state le difficoltà di portare in scena questo racconto?
All’inizio tutti eravamo un po’ spiazzati: portare in scena un argomento che a prima vista sembrava così lontano da noi per concetti e per cultura. Ambientato nel medioevo giapponese, con tematiche, moralità, e dinamiche dell’estremo oriente così lontane dal modo di pensare occidentale. Eppure lavorando sul testo ci siamo accorti di aver sbagliato in pieno: forse la forma è assai diversa da quella consueta, ma tutti i meccanismi mentali ed emozionali appartengono “all’uomo” e non certo alla razza. E con il tempo le difficoltà interpretative si sono tramutate in una straordinaria semplicità. Ci siamo accorti (ed è incredibile stupirsi) che prima di essere “uomini pensanti” siamo animali, e come gli animali seguiamo logiche e fini ancestrali, che accomunano tutti gli esseri viventi, includendo quelli che consideriamo I più nobili, e anche quelli più schifosi

Quanto vi ha influenzato il film di Kurosawa?
Dai racconti di Akutagawa siamo risaliti al progetto originale di Kurosawa, che prevedeva un prologo di uno dei personaggi (Kobu il furfante). La parte fu tagliata per problemi finanziari; malgrado il film sembri non avere grande scenografia Kurosawa pretendeva la più ferrea aderenza ai costumi del medioevo giapponese, obbligando a ricreare oggetti, tessuti arredamenti con materiali e tecniche dell’epoca. Di Kurosawa abbiamo cercato di restituire la potenza e la epicità dei personaggi, che per alcuni aspetti si avvicinano alle grandi tragedie di Shakespeare, ma che mantengono un profilo più asciutto e diretto.
Qual è il ruolo del pubblico come “giuria”?
Al pubblico abbiamo voluto dare lo scomodo ruolo del giudice, con l’unica clausola che non può rispondere il famoso “non so”. Dovrà decretare chi è il colpevole materiale – l’uccisore del samurai – ma soprattutto chi sono i responsabili morali del delitto, coloro che pur non essendo gli esecutori del fatto, sono quelli che hanno speculato per proprio interesse su tale situazione. Sono molto curioso di sapere cosa penserà il pubblico. Chiederemo chi è il colpevole, ma francamente neanche io so ben rispondere alla domanda che ho fatto! In fondo questo ruolo lo facciamo ogni sera quando guardiamo il telegiornale e magari emettiamo sentenze su fatti che non conosciamo profondamente o che qualcuno ha distorto per proprio interesse.
Avete già in calendario altre tappe?
Con questo spettacolo non a breve. Abbiamo il Festival Nazionale di Teatro di Borgio Verezzi (luglio 2012) e la stagione teatrale 2012 /2013 nell’ambito milanese che è chiaramente ancora da costruire. Abbiamo già in cantiere altri progetti teatrali: (IN)potenza che parla del problema dell’infertilità maschile (aprile 2012) e un ambizioso spettacolo teatrale ispirato ad un noto film di fantascienza (novembre 2012).
A cura di Saul Stucchi
RASHØMON
La porta della verità
regia di Riccardo Piricò Vaghi
tratto dai racconti di Ryonosuke Akutagawa
Ispirato al film RASHŌMON di Akira Kurosawa
con:
Massimo Barberi
Corrado Calda
Dora Di Mauro
Daniele Giulietti
Silvia Pernarella
Carlo Porta
Elisabetta Scarano
Sergio Scorzillo
musiche: Riccardo Pighi
costumi: Lahlu Vaghinverni
coreografie: Marcella Fanzaga
14 Gennaio 2012 – ore 16.30
15 Gennaio 2012 – ore 21.00
Sala delle Muse
Filodrammatica Piacentina
via San Siro 9
Piacenza
Venti persone del pubblico potranno far parte dello spettacolo nel ruolo di giuria
Biglietto: intero 15 €; ridotto 8 €
Informazioni e prenotazioni: 347. 6519850
info.rashomon.teatro@gmail.com