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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Le nozze di Figaro” al Teatro Carlo Felice di Genova

20 Ottobre 2026

“Le nozze di Figaro” al Teatro Carlo Felice di Genova

È stato scelto un grande classico – e insieme una garanzia per il botteghino – per inaugurare la stagione 2026/2027 del Teatro Carlo Felice di Genova, ispirata agli “Approdi”. Da venerdì 16 a domenica 25 sarà in cartellone, per un totale di sei recite, Le nozze di Figaro di Mozart.

Pioggia di applausi per quella di domenica 18, mentre fuori quella d’acqua rendeva disagevole raggiungere il teatro, tanto che più di uno spettatore si è accomodato in platea ancora non del tutto asciutto (come la signora nel posto accanto a me, ma di questo più oltre).

Quello in scena è l’allestimento del Regio di Torino, firmato da Emilio Sagi, secondo la produzione originale del Teatro Real di Madrid in coproduzione con l’Asociación Bilbaína de Amigos de la Ópera. Tra le prime cose a colpirmi è stata proprio la scenografia di Daniel Bianco che rimanda alla Siviglia reale, ai suoi palazzi e patios. Le scene sono illuminate da una luce andalusa, opera di Eduardo Bravo, dalle tonalità calde e mediterranee (non lontane, peraltro, da quelle che ha Genova quando è asciutta).

I costumi di Renata Schussheim aiutano a separare cromaticamente il mondo dei giovani da quello dei vecchi, con due palette che contrappongono colori caldi a colori freddi.

In quest’allestimento si spinge sul pedale della commedia, non a torto, con ammiccamenti, gesti, situazioni buffe che chiamano alla risata e l’ottengono. Scenograficamente, ma anche metaforicamente, ha un ruolo centrale il talamo: meta da conquistare, rifugio, nascondiglio. Soprattutto negli interni giganteschi i personaggi sembrano bambole che si muovono in un gioco più grande di loro, quello dell’amore.

Avendo assistito qualche settimana fa alle Nozze di Figaro all’Opera di Roma, per la regia di Claus Guth con l’orchestra sotto la bacchetta del “milanese” Emmanuel Tjeknavorian posso confrontare le due versioni: là ambientazione contemporanea e scenografia minimalista, qui sontuoso Settecento. Là un silente Eros a impersonare la forza dell’amore che tira le fila, qui rispetto filologico (tagli a parte, naturalmente, per contenetere il tutto in circa 210 minuti con due intervalli di 20 minuti ciascuno).

Ottima mi è sembrata la prova dell’Orchestra diretta da Jordi Bernàcer e altrettanto quella del Coro (Maestro del Coro Giulio Magnanini). Mi è piaciuta molto la scena del balletto con le nacchere, ma tanti altri momenti e “quadri” hanno contribuito al successo di questa folle giornata degli inganni. Diverse arie si sono chiuse sugli applausi del pubblico: a Figaro (Vito Priante, sostituito da Giorgio Caoduro nelle recite del 17 e del 24) nella scena del giardino notturno e alla Contessa di Almaviva (Carmela Remigio; Sara Cortolezzis il 17 e il 24) nella celeberrima “Dove sono i bei momenti”.

Brava anche Daniela Cappiello come Susanna (nelle due date sopra indicate lascia il posto a Lucrezia Drei), ma mi sono piaciuti molto anche il Basilio di Enrico Iviglia e il Bartolo di Alex Martini: e per quest’ultimo non lo dico soltanto per far piacere a sua madre, seduta accanto a me. Durante gli intervalli la signora mi ha raccontato le tappe della carriera del baritono, in particolare la vittoria nel prestigioso concorso internazionale Toti Dal Monte («lui sarebbe perito agrario…», mi ha confessato sorridendo), regalandomi un’inedita prospettiva per una serata che rimarrà tra i miei ricordi più intensi di quest’anno.

A un certo punto mi è tornato in mente quanto ci siamo detti io e il giornalista Alberto Mattioli in occasione dell’incontro “L’ostinazione all’opera” alla Biblioteca Ostinata di Milano: senza l’ostinazione non ci sarebbe l’opera in generale e questa in particolare. Vale per Susanna, ma anche per Figaro e per il Conte e per molti degli altri personaggi…

A questa ostinazione fa in qualche modo da contrappunto il perdono. Dall’utile libretto di sala traggo queste righe del musicologo Ernesto Napolitano: «L’opera finisce quando si conclude la folle journée, sull’ultimo re dell’orchestra, al calare del sipario, al termine di quel “Corriam tutti a festeggiar” con cui il finale buffo, dopo il finale morale del perdono, riprende l’irresistibile vertigine dell’Ouverture, vera cifra della drammaturgia delle Nozze. Il “sì” della riconciliazione che accompagnava il gesto della Contessa ha ribadito il nesso fra dono e perdono che la nostra lingua invita a riconoscere; non solo il perdono ha riscattato e offerto in dono “un passato che in certo senso non passa”, ma ha aperto alla felicità di tutti.

Saul Stucchi
Foto di Silvia Aresca

Le nozze di Figaro

musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto di Lorenzo Da Ponte dalla commedia “La Folle Journée, ou Le Mariage de Figaro” di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais
Direttore Jordi Bernàcer
Regia Emilio Sagi ripresa da Matteo Anselmi
Scene Daniel Bianco
Costumi Renata Schussheim
Coreografia Nuria Castejon
Luci Eduardo Bravo riprese da Vladi Spigarolo
Maestro del Coro Giulio Magnanini
Maestro al fortepiano Sirio Restani
Assistente ai costumi Mariana Seropian
Assistente coreografa Cristina Arias

Il Conte di Almaviva Roberto de Candia / Christian Senn (17, 24)
La Contessa di Almaviva Carmela Remigio / Sara Cortolezzis (17, 24)
Susanna Daniela Cappiello / Lucrezia Drei (17, 24)
Figaro Vito Priante / Giorgio Caoduro (17, 24)
Cherubino Josè Maria Lo Monaco / Irene Molinari (17, 24)
Marcellina Sonia Ganassi
Bartolo Alex Martini
Basilio Enrico Iviglia
Don Curzio Gianluca Moro
Barbarina Chiara Maria Fiorani
Antonio Stefano Marchisio

Danzatori Susana Algora Fernández, Cristina Arias, Celeste Cerezo, María Ángeles Fernández, Pablo Gutiérrez, Eva Jiménez, Daniel Morillo Barco, José Rabasco Aguilar, Luis Romero, Cristhian Sandoval
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova
Allestimento della Fondazione Teatro Regio di Torino
secondo la produzione originale presentata dal Teatro Real di Madrid in coproduzione con la Asociación Bilbaína de Amigos de la Ópera

Informazioni sullo spettacolo

Dove

Teatro Carlo Felice
Passo Eugenio Montale 4, Genova

Quando

Dal 16 al 25 ottobre 2026

Orari e prezzi

Orari:venerdì 16 ottobre 19.30
sabato 17 ottobre 15.00
domenica 18 ottobre 15.00
venerdì 23 ottobre 19.30
sabato 24 ottobre 19.30
domenica 25 ottobre 15.00

Durata: 220 minuti compresi 2 intervalli
Biglietti: consultare il sito ufficiale

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

https://operacarlofelicegenova.it

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